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  • martedì 9 gennaio 2018

La Polonia sta cercando di sistemare le cose con l’Unione Europea

Il nuovo primo ministro polacco ha sostituito oggi alcuni dei suoi ministri più controversi, tra cui il potente Antoni Macierewicz

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)

Il nuovo primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha sostituito oggi alcuni dei membri più controversi del suo governo, nel tentativo di migliorare le relazioni tra Polonia e Unione Europea, che da diverso tempo sono a dir poco tese. Morawiecki era diventato primo ministro il mese scorso, dopo che il presidente del suo partito, Jarosław Kaczyński, aveva chiesto all’ex prima ministra Beata Szydło di dimettersi (Kaczyński ha un peso enorme ed è la persona più rilevante di tutta la politica nazionale, pur non avendo un incarico di governo).

Morawiecki, che aveva già parlato a dicembre di un grosso rimpasto di governo, ha annunciato oggi la sostituzione di tre ministri. Il più importante è Antoni Macierewicz, ministro della Difesa, un politico potente appoggiato dall’ala più nazionalista e ultra-cattolica di Diritto e Giustizia, il partito di governo. Macierewicz è anche uno dei promotori più convinti delle teorie complottiste diffuse in Polonia sulla morte dell’ex presidente polacco Lech Kaczyński (fratello di Jaroslaw), ed è stato anche il responsabile dei recenti cambiamenti radicali all’interno delle forze armate, che secondo molti osservatori hanno messo in pericolo la sicurezza nazionale.

Morawiecki ha annunciato anche la sostituzione del ministro dell’Ambiente, Jan Szysko, e del ministro degli Esteri, Witold Waszczykowski, che probabilmente sarà ricordato in Polonia come il fondatore di San Escobar, un paese inesistente. Nel gennaio 2017, infatti, Waszczykowski disse a diversi giornalisti che aveva avuto un incontro con i funzionari di alcuni paesi che sostenevano la candidatura della Polonia a membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU: uno di questi, sostenne Waszczykowski, era il paese caraibico di San Escobar, che però non esiste nella realtà. Entrambi i ministri, Szysko e Waszczykowski, avevano avuto rapporti piuttosto turbolenti con l’Unione Europea.

Morawiecki ha deciso però di mantenere al suo posto il ministro della Giustizia, Zbigniew Ziobro, l’autore delle riforme al sistema giudiziario molto contestate dalla UE.

L’intenzione del governo polacco è quella di migliorare le relazioni con l’Unione Europea, che negli ultimi anni sono peggiorate parecchio. Lo scorso dicembre la crisi ha raggiunto uno dei suoi livelli più alti: la Commissione europea ha annunciato di avere cominciato le procedure per l’applicazione dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona contro la Polonia, una decisione senza precedenti nella storia dell’Unione Europea. L’articolo 7, a cui negli ambienti di Bruxelles ci si riferisce con l’espressione “opzione nucleare”, prevede un meccanismo per garantire il rispetto dei valori fondamentali dell’Unione quando questi sono minacciati. Se il procedimento dovesse arrivare fino alla fine, la Polonia potrebbe perdere il suo diritto di voto nelle istituzioni europee.

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