I migliori momenti dei Golden Globe

Le cose notevoli viste ieri sera: dal discorso di Oprah Winfrey a Natalie Portman che annuncia i nominati alla Miglior regia, «tutti maschi»

Paul Drinkwater/NBCUniversal via Getty Images
Paul Drinkwater/NBCUniversal via Getty Images

I Golden Globe sono stati assegnati questa notte: la cerimonia, la 75esima della storia, si è tenuta al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, a Los Angeles. I Golden Globe sono i premi più importanti del cinema americano dopo gli Oscar, ma a differenza di questi ultimi premiano anche le serie tv e chi ci ha recitato. Inoltre, ai Golden Globe non sono previsti i cosiddetti premi “tecnici” (montaggio, fotografia, trucco e costumi, per esempio) e, altra importante differenza, sono una specie di cena di gala, con tantissimi attori e registi seduti a grandi tavoli, spesso intenti a bere: è una situazione molto più distesa della serata degli Oscar, che si tiene invece in un teatro davanti a un pubblico. Quest’anno, la cerimonia è stata presentata dal comico e conduttore televisivo Seth Meyers, che ha iniziato subito con alcune battute su Harvey Weinstein.

Nel corso della serata ci sono stati, come al solito, momenti divertenti e momenti più seri. La cosa per cui ci ricorderemo di questi Golden Globe è che praticamente tutti erano vestiti di nero (per manifestare per l’equità di genere e contro le molestie sessuali) e che le donne – e i riferimenti alla loro forza e al fatto che dovrebbero essere pagate tanto quanto i colleghi – sono state al centro di molti discorsi. Qui avanti ci sono i momenti principali, se non avete tempo di riguardarvi tre ore di cerimonia, con 25 premi assegnati.

Il monologo di apertura

Meyers ha 44 anni ed è il conduttore del Late Night with Seth Meyers, trasmesso da NBC. È noto per essere uno che ama parlare di temi di attualità e politica e ha iniziato il discorso dicendo “è il 2018: la marijuana è legale e le molestie sessuali finalmente hanno smesso di esserlo”. Poi, tra le altre cose, ha parlato di Seth Rogen (che nel 2014 fece parlare per il suo film The Interview (un film comico sull’assassinio di Kim Jong-un) e ha detto: «Vi ricordate quando era lui a metterci nei casini con la Corea del Nord?». Meyers è noto anche perché nel 2011 fece battute sull’ipotesi di Donald Trump presidente degli Stati Uniti. Meyers ha detto: «C’è chi dice che furono quelle battute, su quanto non fosse preparato per fare il presidente, che lo convinsero a candidarsi. Beh, se questo è vero, tutto quello che ho da dire è: “Oprah [Winfrey], non sarai mai presidente, non hai quello che serve. E Tom Hanks, tu non sarai mai vicepresidente. Sei troppo cattivo e inaffidabile».

Il primo premio l’ha vinto una che conoscete già

È Nicole Kidman, premiata come attrice di Big Little Lies, la serie di cui è anche produttrice (e che ha vinto altri tre premi durante la serata). Ha fatto un discorso breve, ma è piaciuta molto la frase “wow, the power of women”.

Su Internet, il commento che andava per la maggiore era: «Trova qualcuno che ti guardi come Keith Urban e Reese Witherspoon guardano Nicole Kidman». Lui è il suo compagno, Witherspoon ha recitato con Kidman nella serie (di cui anche lei è stata produttrice).

Frances McDormand, badass

Sam Rockwell lo sapete chi è? È quello di Confessioni di una mente pericolosa e stanotte ha vinto il premio come Miglior attore non protagonista per Tre manifesti a Ebbing, Missouri (che ha vinto anche altri tre premi, compreso quello per il Miglior film drammatico). Rockwell pensa che voi forse non lo sapete, chi è lui. Perché ha detto: «Ho fatto molti film indipendenti, è bello per una volta essere in un film che la gente poi vede davvero».

Poi, parlando del film, ha anche detto che Frances MacDormand è una “badass”, una dura. A lei ci torniamo, dopo, ma intanto:

https://twitter.com/aherman2006/status/950176624858750976?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.ilpost.it%2Fwp-admin%2Fpost.php%3Fpost%3D1894314%26action%3Dedit

Quella cosa del vestirsi di nero, non l’hanno fatta proprio tutti-tutti

La grande maggioranza delle persone presenti era vestita di nero. Qualcuno no. Magari non lo sapeva e si è sentita come quando nei film (perché nella vita vera non succede, no?) uno va a una festa in maschera scoprendo poi che non era in maschera, ed è l’unico mascherato. O magari c’è qualche ragionamento consapevole, dietro a quel vestito viola.

https://twitter.com/joshuatopolsky/status/950177628832616448

Elizabeth Moss

È la protagonista di The Handmaid’s Tale, la serie tratta da un romanzo di Margaret Atwood. La serie – premiata anche come Miglior serie drammatica – è ambientata in un mondo in cui un gruppo di estremisti religiosi cristiani ha preso il potere con un colpo di stato negli Stati Uniti contemporanei e li ha trasformati nella Repubblica di Gilead, una teocrazia in cui le donne sono completamente prive di diritti, e vengono divise in categorie sulla base del loro rapporto di proprietà con gli uomini e della loro capacità di concepire. Alla fine del suo discorso, Moss ha dedicato il premio “alle donne che hanno trovato il coraggio di parlare di ingiustizie e intolleranza e di combattere per uguaglianza e libertà». Ha poi detto, parlando del nostro, di mondo:

Non viviamo più negli spazi ai bordi della pagina stampata. Non viviamo più ai margini delle storie. Siamo le storie. Stiamo scrivendo noi la nostra storia.

Tommy Wiseau, chi l’avrebbe mai detto

Tommy Wiseau è un tizio strambissimo che anni fa fece un film bruttissimo. Così brutto che è diventato famoso. Così famoso che James Franco ha fatto un film sul dietro le quinte su quel film; un film in cui interpreta Wiseau. Franco è stato premiato come Miglior attore in una serie comedy e ha invitato Wiseau sul palco. Poi è successo questo.

Per questa bisogna invece conoscere la storia di Tonya Harding

Harding è un’ex campionessa di pattinaggio artistico che divenne protagonista di una grande rivalità con la pattinatrice Nancy Kerrigan, che nel 1994 fu aggredita durante una sessione di allenamento: un uomo, che la aspettava all’uscita dell’anello, la colpì a un ginocchio con un manganello della polizia. Harding disse di essere responsabile dell’aggressione. La sua storia è raccontata nel film Io, Tonyaper il quale Allison Janney ha vinto il premio per la Miglior attrice non protagonista.

Ai Golden Globe c’era la vera Tonya Harding e questa è la faccia che il giovane attore Timothée Chalamet – che è nato nel 1995 e ha recitato in Lady Bird e Chiamami col tuo nome – ha fatto quando se ne è accorto.

https://twitter.com/ParkerMolloy/status/950193277982183425

Catherine Zeta Jones  e il suo famoso suocero

Cioè Kirk Douglas, che ha compiuto 101 anni a dicembre. Immancabile standing ovation.

Il nuovo orizzonte di Oprah Winfrey

Ha vinto un premio dedicato al regista Cecil B. DeMille ed stata premiata da Reese Witherspoon, che, nel presentarla, ha detto: «I suoi abbracci possono fermare le guerre». Winfrey ha parlato dei neri e delle donne, di come alcune cose sono cambiate negli anni e di come tante altre devono cambiare. Winfrey ha parlato di Sidney Poitier (il primo attore nero a vincere l’Oscar), di Rosa Parks e di Recy Taylor (che negli anni Quaranta fu rapita e violentata da sei uomini) e ha terminato il suo discorso dicendo “all’orizzonte c’è un nuovo giorno” e “quando l’alba finalmente arriverà, sarà per merito di donne eccezionali, alcune delle quali sono in questa stanza, e di alcuni uomini fenomenali, che lottano duramente per diventare i leader che ci porteranno verso un tempo in cui nessuno debba più trovarsi a dire “Me Too”».

Natalie Portman ha fatto notare una cosa

È salita sul palco, insieme a Ron Howard, per premiare il miglior regista e prima di leggere le nomination ha detto «Ecco i nominati – tutti maschi – per il premio alla Miglior regia». Nella storia dei Golden Globe l’unica donna a vincere quel premio è stata Barbra Streisand, 34 anni fa.

Frances McDormand, miglior attrice protagonista

Per prima cosa ha offerto un giro di tequila a tutte le attrici che erano in nomination con lei. Poi ha ringraziato quelli che hanno lavorato con lei a Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Infine ha detto che è bello «essere parte di uno spostamento tettonico nella struttura di potere del mondo del cinema».