Di Pietro dice che forse si ricandida

Con il PD, con Liberi e Uguali o con tutti e due: «Nel mio Molise, come indipendente per il centrosinistra»

(ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Su Repubblica di venerdì c’è un’intervista di Sergio Rizzo ad Antonio Di Pietro, ex magistrato famoso per l’inchiesta Mani Pulite e poi leader dell’Italia dei Valori, partito alleato del centrosinistra che per molti versi anticipò il Movimento 5 Stelle, nei toni e nei contenuti. Di Pietro ha detto:

«In effetti sto valutando se candidarmi. Nel mio Molise».
Con chi?
«Come indipendente per il centrosinistra. Nel maggioritario, ovviamente».

Di Pietro ha spiegato che deve ancora decidere definitivamente, ma che nel caso si candiderebbe con il Partito Democratico o con Liberi e Uguali, oppure vorrebbe presentarsi come candidato di entrambi i partiti, nonostante siano avversari: «Me l’hanno chiesto tutti, di candidarmi».

Di Pietro ha lasciato l’IdV nel 2014: nello stesso anno il partito aveva preso lo 0,65 per cento alle elezioni europee, mentre alle politiche del 2013 il partito era nella coalizione Rivoluzione Civile, rimasta fuori dal Parlamento per aver ottenuto soltanto il 2,2 per cento dei voti.

Nell’intervista con Rizzo, Di Pietro ha anche parlato della sua esperienza politica, dicendo che l’IdV è stato «apripista del Movimento 5 Stelle», e che «lo sbaglio più grosso l’ho fatto nella costruzione della classe dirigente del partito», riferendosi alle candidature di parlamentari controversi come Sergio De Gregorio, Domenico Scilipoti e Antonio Razzi.

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