Carla Bruni ha 50 anni

E abbiamo parlato di lei come modella bellissima, come cantante occasionalmente brava e come première dame di Francia

Carla Bruni ospite a Che tempo che fa, il 25 febbraio 2009 (EPA/MATTEO BAZZI/ANSA)

C’è stato un periodo in cui di Carla Bruni parlavano tutti, in Italia. Molti però ne parlavano con poca simpatia, perché suo malgrado raccolse su di sé diversi ed estesi rancori – contro la Francia, contro i ricchi, contro le donne, contro suo marito Nicolas Sarkozy – in un periodo in cui i risentimenti andavano forte. C’entrava la sua vita e la sua carriera, cominciata in Piemonte come figlia di una ricchissima famiglia, continuata a Parigi in un ambiente bohémien e progressista e poi culminata in un gran successo (prevedibile, per la sua bellezza) come modella e in un altro (più inatteso) come cantante di canzoncine smielate e un po’ belle e un po’ noiose. Ma c’entrava anche il fatto che lei, con le sue interviste, più che legittimamente, non si dimostrò mai smaniosa di riconquistare quelli che non le volevano troppo bene. Oggi compie 50 anni, sempre in Francia.

Carla Bruni è nata a Torino in una famiglia di industriali che avevano persino un castello, a Castagneto Po: suo nonno aveva fondato CEAT, una delle più grandi aziende di gomma d’Italia. Quando aveva otto anni si trasferirono però tutti a Parigi, per timore delle Brigate Rosse: anche sua sorella maggiore, Valeria Bruni Tedeschi, che poi è diventata una delle più famose attrici italiane. Studiò in Svizzera, in Francia, poi a 19 anni mollò tutto per fare la modella: e fece bene, visto che negli anni Novanta diventò una delle più famose e pagate al mondo.

Nel 1998 lasciò quella carriera per seguirne un’altra, quella da cantautrice: incontrando un iniziale snobismo e derisione, che in parte si convertì in ammirazione quando ci si rese conto che Quelqu’un m’a dit, il suo primo disco, uscito nel 2002, non era niente male. Lo aveva scritto tutto lei, compresa la canzone omonima, che divenne un gran successo.

Alla fine del 2007 cominciò la relazione che diede a lei un ulteriore motivo di fama e ai giornali di tutto il mondo una storia di potere perfetta da raccontare: quella con l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy, del Partito Repubblicano. Si sposarono poco dopo, nel febbraio del 2008, e nel 2011 ebbero una figlia, Giulia. Bruni ne aveva già avuta un altro, Aurélien, nato nel 2001 dalla relazione con il filosofo Raphaël Enthoven.

Oggi le capita molto meno di finire sui giornali. Ed è improbabile che le capiterà per via di suo marito, che dopo la sconfitta alle presidenziali del 2012 se ne è rimasto in disparte per diversi anni, per poi tentare un ritorno alle primarie Repubblicane di quest’anno, fallito. Bruni negli ultimi anni ha recitato una parte in Midnight in Paris di Woody Allen, ma soprattutto da quel Quelqu’un m’a dit ha fatto altri quattro dischi: tre di grande successo in Francia, e con buoni risultati anche in Italia. L’ultimo, fatto di cover di famose canzoni rock, meno riuscito e meno fortunato.

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