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  • mercoledì 20 dicembre 2017

I migliori libri di fotografia del 2017

Li hanno scelti 75 esperti di tutto il mondo: per regalarli, regalarveli o farvi un'idea di cosa mostrino

La copertina di California, di John Chiara, pubblicato da Aperture

LensCulture, una rivista online punto di riferimento per fotografi e appassionati, ha chiesto a 75 esperti di tutto il mondo di scegliere i loro libri di fotografia preferiti del 2017, spiegando in poche righe il motivo della scelta. Incrociando le preferenze di tutti è venuto fuori un elenco di 11 libri; tutti, spiega il direttore di Lensculture Alexander Strecke, sono accomunati «dalla preminenza dell’idea. Che si tratti di esplorare i misteri del colore, i crimini della Monsanto, lo stato della mascolinità, il destino dell’America, il ruolo della religione nel XXI secolo, la complessità della memoria o la natura umana in sé, nessuno di questi libri manca di ambizione. […] Ricordano la potenza duratura della fotografia grazie alla loro volontà di trattare qualcosa di vasto, e di dargli vita tra due copertine». Li trovate tutti di seguito, che vogliate regalarli, regalarveli o farvi un’idea dei progetti, dei temi e degli stili fotografici del momento.

The Island of the Colorblind di Sanne De Wilde, pubblicato da Kehrer Verlag

Secondo la leggenda, nel Settecento un tifone devastò Pingelap, un atollo nell’Oceano Pacifico; sopravvissero in pochissimi ma tra loro c’era il re dell’isola, che soffriva di acromatopsia, una malattia genetica che impedisce di percepire, totalmente o parzialmente, i colori. Trecento anni dopo un terzo degli abitanti dell’isola ha la stessa malattia. La fotografa belga De Wilde è andata a Pingelap per cercare di fotografarlo come la vedono i suoi abitanti, con immagini in bianco e nero e sprazzi di intesi rosa, gialli e blu. Se ancora non siete convinti, questo è anche il libro fotografico dell’anno consigliato da Alessia Mutti, la photoeditor del Post.

Scelto da:
Arianna Rinaldo, direttrice artistica di Cortona On The Move
Alyssa Coppelman, photoeditor
Verena Kaspar-Eisert, curatrice di Kunst Haus Wien
Erik Vroons, collaboratrice di GUP Magazine
Azu Nwagbogu, fondatore e direttore del Lagos Photo Festival e della African Artists’ Foundation (AAF)
Barbara Stauss, photoeditor & curatrice di ‎MAREDie Zeitschrift der Meere

White Night, di Feng Li, pubblicato da Jiaazhi Press

Un post condiviso da Feng Li 冯立 (@fenglee313) in data:

La street photography, cioè la fotografia scattata per strada, è in giro da parecchio tempo: ogni volta che viene dichiarata superata e fuori moda, arriva qualcuno a ricordare che non lo è. Quest’anno è il caso di White Nights, del fotografo cinese Feng Li. È una raccolta di dieci anni di foto scattate a Chengdu, la capitale della provincia sud-occidentale del Sichuan, fatta di istanti surreali e quotidiani, con un abilissimo uso dei colori, dei flash, delle luci, che ricostruiscono e rendono unico ogni animale, persona e marciapiede.

Scelto da:
Martin Parr, Fotografo e direttore di Magnum Photos
Joao Linneu, Designer e co-fondatore di VOID
Sarah Allen, curatrice della Tate Modern di Londra
Panos Kefalos, fotografo

California, di John Chiara, pubblicato da Aperture

Le fotografie di Chiara sono scattate con macchine fotografiche enormi e hanno dimensioni monumentali che le rendono adatte a musei e gallerie ma molto poco a venire stampate su libri e riviste. California è un’eccezione ben riuscita che raccoglie, in due chili e 160 pagine, 18 anni di lavoro dove tutto, spiega il direttore di LensCulture Jim Casper, «sembra reale ma “caricato” con un’energia più intensa».

Scelto da:
Kaycee Olsen, direttrice della Von Lintel Gallery
Alyssa Coppelman, photoeditor
Anne Bourgeois-Vignon, direttrice digitale di Magnum Photos
Jim Casper, direttore di LensCulture

Deep Springs, di Sam Contis, pubblicato da MACK

Il fascino del grande West americano è sempre vivo e qui è raccontato dallo sguardo sottile della fotografa Sam Contis, a partire dal college maschile della città. Le immagini, a colori e in bianco e nero, mostrano grandi paesaggi, cowboy e prove di virilità, ma anche qualcosa di «tenero e morbido», spiega la gallerista Caroline O’Breen.

Scelto da:
Caroline O’Breen, fondatrice e proprietaria della Galerie Caroline O’Breen
Nera Lerner, direttrice della Danziger Gallery
Alona Pardo, curatrice della Barbican Art Gallery
Jennifer Pastore, direttrice della fotografia al Wall Street Journal
Alyssa Coppelman, photoeditor

Sam Contis

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Monsanto: A Photographic Investigation, di Mathieu Asselin, pubblicato da Actes Sud (in francese) e Verlag Kettler (in inglese)

Il libro del fotografo franco-venezuelano si concentra sulle conseguenze dell’impiego di pesticidi e altri materiali nocivi da parte della multinazionale Monsanto nel Novecento, che hanno causato la morte e la malattia di molte persone. Raccoglie ritratti, paesaggi, documenti, foto di materiale di archivio come video, vecchi oggetti, ritagli di giornale, ed è una sorta di indagine visiva della storia di Monsanto e un esempio di inchiesta fotogiornalistica contemporanea.

Scelto da:
Irene Attinger, capo della libreria e della biblioteca Maison Européenne de la Photographie
Barbara Stauss, photoeditor e curatrice di ‎MAREDie Zeitschrift der Meere
Sarah Allen, curatrice della Tate Modern di Londra
Alessandra Capodacqua, curatrice e istruttrice della NYU Florence

War Sand, di Donald Weber, pubblicato da Polygon

Per raccontare l’epico sbarco in Normandia del 6 giugno 1944 – protagonista di un’altra opera di quest’anno, il film Dunkirk di Christopher Nolan – il fotografo Donald Weber è partito dalla sabbia della costa. Il libro inizia con un’analisi al microscopio di un granello e si srotola inglobando mappe, puzzle, descrizioni dai film di Hollywood, diorami, articoli di giornale dell’epoca.

Scelto da:
Erik Vroons, collaboratore di GUP Magazine
Jenny Smets, direttrice della fotografia di Vrij Nederland
Maarten Schilt, direttore di Schilt Publishing e Schilt Gallery
Jim Casper, direttore di LensCulture

The Last Testament, di Jonas Bendiksen, pubblicato da Aperture / GOST

Il libro racconta la vita quotidiana, i riti e le credenze di sette persone convinte di incarnare un nuovo Messia. Bendiksen ci lavora dal 2014 e i suoi protagonisti, che vivono in Regno Unito, Russia, Brasile, Sudafrica, Zambia, Giappone e Filippine, sono sia emarginati che circondati da un sacco di proseliti. Bendiksen, nato in Norvegia nel 1977, è un fotografo di Magnum. Ha vinto molti premi, tra cui l’Infinity Award dell’International Center of Photography, il secondo posto nella categoria Daily Life Stories del World Press Photo e il Pictures of the Year International Awards. Sul Post abbiamo pubblicato qualche fotografia del suo progetto qui.

Scelto da:
Martin Parr, fotografo di Magnum Photos
Alona Pardo, curatrice della Barbican Art Gallery
Matt Stuart, fotografo di Magnum Photos

The First March of Gentlemen, di Rafal Milach, pubblicato da Muzeum Regionalne im. Dzieci Wrzesińskich

Il libro del fotografo polacco Milach riflette sulle forme contemporanee di dissenso mettendo insieme collage e fotografie dello “sciopero dei bambini” del 1902, una protesta di un gruppo di studenti delle scuole cattoliche polacche contro la germanizzazione dell’istruzione, e ritratti di dissidenti dell’epoca sovietica degli anni Cinquanta e Sessanta. Le immagini «creano una narrativa che è insieme giocosa, profonda e intelligente», commenta la curatrice Susan Bright.

Scelto da:
Susan Bright, scrittrice e curatrice
The whole team at GOST, casa editrice indipendente
Ramon Pez, direttore creativo e fondatore dello studio Ramon Pez


Welcome to Camp America, Inside Guantánamo Bay, di Debi Cornwall, pubblicato da Radius Books

Il libro mostra la prigione di Guantànamo e ha richiesto molta pazienza e abilità anche solo per ottenere i permessi per visitarla e fotografarla. È una sorta di dossier che dà un’immagine completa della vita e del funzionamento del carcere, completata anche da quello che non è stato possibile mostrare.

Scelto da:
Karen Haas, curatrice della fotografia al Museum of Fine Arts di Boston
Jim Casper, direttore di LensCulture
Anne Havinga, curatrice della fotografia al Museum of Fine Arts di Boston


Buzzing at the sill, di Peter van Agtmael, pubblicato da Kehrer Verlag

Il titolo significa “battere, ronzare al davanzale”, viene da una poesia di Theodore Roethke e descrive bene un libro che racconta un viaggio nelle realtà frammentate e complicate dell’America contemporanea. È il terzo libro di van Agtamel, fotografo di Magnum, che cerca di capire gli ultimi dieci anni del suo paese mostrando aree in espansione o in forte crisi, da Brooklyn e Los Angeles fino alla Louisiana e al South Dakota. È un lavoro che si inserisce nella grande tradizione americana iniziata e portata avanti da fotografi come Robert Frank e Walker Evans, con il risultato di dipingere un paese che Lensculture definisce «sull’orlo del disastro».

From my book, Buzzing at the Sill, released earlier this year from Kehrer. Link to purchase in profile. The Choctaw tribe initially had vast territories in the southeast United States. By the early 1800s, the American government had begun a systematic, legislated removal of the Natives from their land. In 1830 the Indian Removal Act was passed by Congress and led to the exodus of tens of thousands of Native Americans. The majority of the Choctaw were forced to march 800 km to modern Oklahoma, watched over by white militias. In the last major removal, in 1838, the remaining people of the tribes were rounded into camps and then pushed west in groups of 700 during the hottest and coldest months of the year. Up to a third of them died. It became known as the “Trail of Tears.”

Un post condiviso da Peter van Agtmael (@pvanagtmael) in data:

Scelto da:
Michael Christopher Brown, fotografo di Magnum Photos
Markus Schaden, direttore ed editore di The PhotoBook Museum
Anne Bourgeois-Vignon, direttrice digitale di Magnum Photos

Human Nature, di Lucas Foglia, pubblicato da Nazraeli Press

Il libro del fotografo americano ruota attorno al rapporto tra uomo e ambiente, e in particolar modo al preoccupante cambiamento climatico. Il punto di partenza sono i disastri che l’uragano Sandy fece alla fattoria della sua famiglia nel 2012, e prosegue raccontando i paesaggi in cui l’uomo e la natura si scontrano in modi più o meno drammatici: grattacieli, piscine nell’oceano, barche piene di turisti, eruzioni di vulcani. Il libro è completato da un elenco di pubblicazioni da leggere per approfondire l’argomento, su come noi cambiamo la natura e su come noi veniamo cambiati dal tempo passato nei posti più selvaggi.

Scelto da:
Karen Haas, curatrice della fotografia al Museum of Fine Arts di Boston
Erik Vroons, collaboratore di GUP Magazine
Jenny Smets, direttrice della fotografia al Vrij Nederland

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