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  • Venerdì 15 dicembre 2017

I morti a Porto Rico potrebbero essere più di 1.000, e non 64

Il New York Times ha raccolto informazioni dagli obitori dell'isola, ottenendo una stima molto diversa da quella ufficiale

(RICARDO ARDUENGO/AFP/Getty Images)
(RICARDO ARDUENGO/AFP/Getty Images)

I morti causati dall’uragano Maria dello scorso settembre a Porto Rico potrebbero essere molti di più dei 64 comunicati finora dalle autorità. Il New York Times ha raccolto le segnalazioni degli obitori dell’isola caraibica, che è un territorio non incorporato degli Stati Uniti, concludendo che ci potrebbero essere almeno 1.052 morti riconducibili all’uragano, che portò forti venti e piogge intense distruggendo edifici, strade e altre infrastrutture di Porto Rico.

Gli abitanti dell’isola hanno vissuto per settimane in uno stato di emergenza, con grandi difficoltà legate soprattutto alla mancanza di acqua potabile, energia elettrica e soccorsi adeguati, dovuti in parte ai ritardi con cui il governo federale statunitense è intervenuto per portare acqua, medicinali, cibo, generatori e altri mezzi ai portoricani. Ancora oggi la situazione è difficile, con parte dell’isola senza corrente elettrica e strade e ponti interrotti.

(The New York Times | Fonte: Registro demografico di Porto Rico)

Secondo l’analisi del New York Times, nei 42 giorni dopo il passaggio dell’uragano Maria, ci sono stati oltre mille morti in più rispetto al solito sull’isola. Lo studio è stato effettuato mettendo a confronto le morti segnalate quest’anno con quelle indicate negli stessi periodi del 2015 e del 2016. La direttrice del Registro demografico di Porto Rico, Wanda Llovet, ha spiegato: “Prima dell’uragano, avevo una media di 82 morti al giorno. Ma le cose sono cambiate tra il 20 e il 30 settembre. Ora ho una media di 118 morti al giorno”. I dati per il mese di ottobre non sono ancora completi, ma indicano comunque un aumento significativo delle morti sull’isola, probabile indicatore del fatto che nel breve periodo l’uragano abbia avuto effetti cospicui sulla popolazione.

Il giorno con il maggior numero di decessi è stato il 25 settembre, con 135 persone morte: nello stesso giorno nel 2016 erano state registrate 75 morti, mentre 60 nel 2015. Quel giorno il governatore di Porto Rico, Ricardo Rosselló, aveva detto che sull’isola stava iniziando una vera e propria crisi umanitaria, che avrebbe portato a un esodo di migliaia di persone verso gli Stati Uniti continentali. Nello stesso giorno, il presidente statunitense, Donald Trump, aveva scritto su Twitter che Porto Rico doveva comunque fare i conti con il suo grande debito, ma che: “Acqua, cibo e medicinali sono le nostre priorità”. In realtà in quei giorni la risposta del governo federale non era ancora sufficiente: gli ospedali dell’isola, senza elettricità e medicinali, erano pieni di persone bisognose di cure.

Lo stesso governo di Porto Rico in quei giorni sembrò sottostimare il numero di morti causati dall’uragano Maria. Il 29 settembre, per esempio, il ministro della Pubblica sicurezza, Héctor M. Pesquera, disse che il bilancio dei morti non sarebbe salito più di tanto. Quel giorno, stando ai dati raccolti dal New York Times, morirono 127 persone, 57 in più dell’anno precedente.

Fu comunque Trump in persona a dare sempre stime molto ottimistiche sui danni. Il 3 ottobre, nel corso della sua visita (criticata per essere in ritardo, considerato che l’uragano era passato due settimane prima) Trump aveva elogiato i soccorritori del governo federale e quelli locali, dicendo che grazie al loro lavoro si era evitata una “vera catastrofe”, a differenza del 2005 quando l’uragano Katrina in Louisiana e negli stati vicini causò la morte di 1.833 persone. Trump disse che i morti erano “16 rispetto a migliaia”. La stima non ufficiale del New York Times dice che in quel giorno i morti erano 556 in più rispetto allo stesso periodo del 2016 e del 2015 messi insieme.

Ricostruire l’effettivo numero dei morti dovuto all’uragano Maria non è stato semplice, perché la raccolta delle informazioni dagli obitori e i registri tenuti dalle autorità porta ad avere dati discordanti. Alcuni stati contano solo le morti dovute direttamente all’uragano, come persone morte affogate e altri incidenti di questo tipo. Nei registri di Porto Rico sono invece compresi anche decessi di altro tipo, riconducibili indirettamente alle forti tempeste, come i suicidi. Altri studi analoghi a quello del New York Times sono arrivati a conclusioni simili, stimando in 10 volte tanto i morti rispetto alle stime ufficiali, o ipotizzando fino a mille decessi in più tra settembre e ottobre.

L’uragano Maria sembra abbia causato centinaia di morti indirette, soprattutto tra persone che avevano bisogno di cure e che non le hanno potute ricevere per via degli ospedali gravemente danneggiati e senza corrente elettrica. A settembre sono per esempio morte molte più persone con diabete, circa il 24 per cento in più rispetto al 2016 e il 39 per cento in più rispetto al 2015. L’aumento più significativo è stato riscontrato nei decessi per setticemia, legati alle complicazioni di un’infezione: il 50 per cento in più rispetto al 2016. Il cambiamento potrebbe essere dovuto alle scarse condizioni igieniche negli ospedali e alla mancanza di medicinali e strumentazioni per assistere i pazienti.