• Scienza
  • venerdì 15 dicembre 2017

Un’intelligenza artificiale ha aiutato la NASA a scoprire un nuovo pianeta

A 2.545 anni luce da noi, in un sistema solare dove i ricercatori erano riusciti a identificarne solo 7

Un sistema di intelligenza artificiale (“machine learning”) di Google ha permesso di scoprire un nuovo pianeta in un sistema solare diverso dal nostro, attraverso l’analisi dei dati forniti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Il nuovo pianeta è stato chiamato Kepler-90i e orbita intorno alla sua stella (Kepler-90) a 2.545 anni luce da noi, compiendo un giro completo ogni 14,4 giorni terrestri (la Terra impiega poco più di 365 giorni per ogni orbita completa intorno al Sole). Il sistema solare era noto da tempo ai ricercatori della NASA, ma le analisi condotte finora avevano reso possibile l’identificazione di 7 pianeti, mentre ora il sistema di Google è riuscito a scoprirne un ottavo. Il risultato è stato ottenuto sottoponendo all’intelligenza artificiale un grande set di dati sui pianeti scoperti finora dalla NASA grazie alle informazioni fornite da Kepler, in modo che il software imparasse autonomamente a trovarne di nuovi.

Kepler-90i è più grande della Terra del 30 per cento circa, ma non ha un ambiente adatto alla vita, almeno per come la conosciamo. Il pianeta orbita così vicino alla sua stella di riferimento da avere una temperatura superficiale di oltre 400 °C, più o meno paragonabile a quella di Mercurio, il pianeta del nostro sistema solare più vicino al Sole.

Osservare pianeti così distanti è impossibile, quindi Kepler non li osserva direttamente, ma rileva le variazioni nella luminosità delle stelle dovute al passaggio dei pianeti davanti a loro (transito). Quando un pianeta transita davanti alla sua stella, porta a una momentanea riduzione della luminosità apparente per chi la sta osservando a distanza: misurando l’intensità e la frequenza della variazione della luce, Kepler può determinare se il cambiamento è dovuto al passaggio del pianeta o al comportamento della stella. Questo metodo consente anche di ipotizzare dimensioni e caratteristiche dei pianeti scoperti.

L’intelligenza artificiale di Google ha imparato a interpretare i dati, per segnalare o meno la presenza di un potenziale nuovo pianeta. La NASA usa già sistemi automatici per aiutare i ricercatori a trovare i pianeti nell’enorme mole di dati che fornisce Kepler, ma non sono sempre accurati a sufficienza. L’intelligenza artificiale sviluppata da Google potrebbe in futuro contribuire alla scoperta di molti più pianeti, analizzando le variazioni di luminosità raccolte in questi anni da Kepler e che fanno riferimento a oltre 150mila stelle.

(NASA.gov)