Ryanair, i sindacati e i voli di fine anno

Sono previsti scioperi in Italia, Irlanda, Germania e Portogallo e la società ha risposto minacciando sanzioni contro chi sciopera: cosa c'è dietro e che rischi correte di perdere il vostro volo per le vacanze

(PASCAL PAVANI/AFP/Getty Images)

La compagnia aerea Ryanair ha inviato ad alcuni suoi dipendenti italiani una lettera in cui li minaccia di ritorsioni se aderiranno allo sciopero proclamato dai sindacati per il prossimo 15 dicembre. Il governo ha criticato duramente Ryanair e il Garante per gli scioperi ha detto che il comportamento della compagnia aerea è in contrasto con la nostra Costituzione, che tutela il diritto allo sciopero senza timore di ritorsioni.

È probabile che Ryanair abbia deciso un’iniziativa così dura perché si trova in un momento molto complesso: si stanno avvicinando le ferie di Natale, cioè il periodo più intenso di traffico aereo, e i sindacati di diversi paesi europei sembrano avere intenzione di causare disagi e problemi a Ryanair proprio in questo momento cruciale. Vediamo di capire cosa sta succedendo (e se anche voi rischiate qualcosa).

Il vostro volo Ryanair resterà a terra?
Lo sciopero dei piloti italiani è previsto per venerdì 15 dicembre tra le 13 e le 17, quindi se avete voli in altri giorni non dovreste avere problemi. Fate attenzione, però, perché il 20 dicembre sciopereranno i piloti irlandesi, che hanno minacciato ulteriori giorni di agitazione se le loro richieste non saranno accolte. Anche i piloti portoghesi hanno annunciato possibili scioperi senza specificare una data, così come hanno fatto i tedeschi del sindacato Vereinigung Cockpit. I piloti tedeschi sono particolarmente battaglieri e in passato hanno tenuto Lufthansa in agitazione per settimane, portando alla cancellazione di migliaia di voli aerei; non hanno annunciato una data per lo sciopero, ma hanno detto che i voli saranno regolari dal pomeriggio del 23 fino alla mezzanotte del 26 dicembre.

È difficile prevedere quale sarà l’adesione a questi scioperi. In molti casi sono i primi scioperi organizzati contro Ryanair, una società che – come spiegheremo tra poco – non riconosce i sindacati. Insomma, se volate nei giorni immediatamente vicini alle feste potete stare relativamente tranquilli, altrimenti – se i vostri voli partono o arrivano da Italia, Irlanda, Portogallo e Germania – fareste bene ad avere un piano di riserva in caso di sciopero improvviso.

Quali sono le ragioni degli scioperi?
Più che salari più alti, i piloti in agitazione chiedono soprattutto migliori condizioni di lavoro. In particolare i piloti chiedono che le trattative sui loro contratti di lavoro vengano gestite dai grandi sindacati, come il tedesco VC, l’italiano ANPAC e l’irlandese IALPA. Ryanair invece non riconosce nessuna di queste organizzazioni sindacali e preferisce trattare direttamente con i lavoratori. È quindi uno sciopero per ottenere dalla società un riconoscimento delle organizzazioni dei lavoratori.

Da tempo Ryanair è in difficoltà con la gestione del suo personale e, a causa della combinazione di brutto tempo, cattiva organizzazione e ferie arretrate dei suoi dipendenti lo scorso settembre è stata costretta a cancellare migliaia di voli. Per evitare gli scioperi Ryanair ha offerto ai piloti aumenti di stipendio, ma senza successo. Reuters scrive che finora soltanto un terzo delle 87 basi che Ryanair ha in Europa hanno accettato l’incremento. Molti altri hanno chiesto un raddoppio dell’aumento previsto e il riconoscimento delle organizzazioni sindacali.

Cosa è successo in Italia?
La situazione in Italia è particolarmente tesa perché ieri è stata pubblicata una lettera di minacce inviata a tutti i piloti italiani da Eddie Wilson, capo del personale della società (qui trovate l’originale). Nella lettera Wilson scrive che il sindacato ANPAC sta cercando di «incoraggiare i piloti a non lavorare» e che la società si aspetta invece che tutti si presentino regolarmente al lavoro. Chi risponderà all’appello del sindacato, continua la lettera, rischia di vedersi negati aumenti di stipendio, promozioni e rischia di perdere il cosiddetto “roster 5/3”, cioè il turno che prevede cinque giorni di lavoro e tre di riposo.

La lettera è stata immediatamente criticata dal governo. Il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha definito il comportamento di Ryanair «indegno» e ha aggiunto: «Ritengo si dovrebbe intervenire. Non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole». Anche l’Autorità di garanzia degli scioperi ha pubblicato un comunicato, in cui è scritto che la lettera di Ryanair «appare non conforme ai principi del nostro ordinamento, nel quale lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale».

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