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  • mercoledì 6 dicembre 2017

Il movimento #metoo è la Persona dell’anno del 2017 di Time

La rivista ha scelto le donne che hanno “rotto il silenzio” per raccontare le molestie subite durante le loro vite

Le donne del movimento #metoo – cioè quelle che negli ultimi mesi hanno denunciato le molestie sessuali subite nel corso delle proprie vite, dopo le accuse al produttore cinematografico Harvey Weinstein – sono state scelte dalla rivista statunitense Time come  “Persona dell’anno” per il 2017. Time le ha definite “silence breakers”, cioè persone che hanno rotto il silenzio riguardo alle molestie sessuali, quotidiane e non, subite dalle donne e in misura molto minore da alcuni uomini. In Italia, più o meno nello stesso periodo, era nato un simile hashtag (#quellavoltache) creato dalla conduttrice radiofonica e scrittrice Giulia Blasi.

Edward Felsenthal, direttore di Time, ha detto che il movimento #metoo è stato «il movimento social che si è mosso più velocemente negli ultimi anni ed è iniziato grazie a singoli atti di coraggio di donne e di alcuni uomini» che hanno raccontato casi di molestie subite nella loro vita. Time ha scritto che si tratta di donne e uomini di ogni razza, classe sociale e lavoro, da tutto il mondo. Possono lavorare nei campi in California, negli uffici di New York o in un Parlamento europeo. Ma sono parte di un movimento che non ha un vero nome, e ora hanno un modo per farsi sentire». Time ha anche citato alcune persone, tra le quali Ashley Judd, Rose McGowan, Alyssa Milano e l’attivista Tarana Burke.

Non è la prima volta che Time sceglie come persona dell’anno un gruppo di persone, qualcuno che non abbia un solo nome e cognome, o qualcosa di diverso da una persona. In passato sono state persone dell’anno di Time il “Patriota ungherese”, la Terra, il Computer, il Soldato Americano e la creativa trovata dello specchio dedicato al lettore, “You”, nel 2006.  Qui c’è la lista dei dieci finalisti tra cui sono state scelte le persone dietro al movimento #metoo.

Come spiegato nel 2016 da Time, la persona dell’anno viene scelta all’interno della redazione e, come scrisse, nel 1998 l’allora caporedattore Walter Isaacson, va “alla persona o alle persone che più hanno influenzato, nel bene o nel male, le nostre vite e il mondo dell’informazione» rappresentando cosa è stato importante in quell’anno. Il Time ha anche scritto che quest’anno al secondo posto si è classificato Donald Trump, nominato – quasi inevitabilmente – Persona dell’anno per il 2016.

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