• Cultura
  • mercoledì 6 dicembre 2017

I migliori video musicali del 2017

Da quelli che vi sono passati davanti di sicuro a quelli quasi sconosciuti girati davanti a uno specchio, scelti da Pitchfork

Come ogni anno, il sito di musica Pitchfork ha messo insieme una lista dei venti migliori video musicali usciti quest’anno. Dentro ce ne sono alcuni che è difficile non avere visto, grandi produzioni e che hanno ottenuto un gran successo: come quello di “Humble.” di Kendrick Lamar, o di “Green Light” di Lorde. Ma altri sono video da meno di 300mila visualizzazioni su YouTube, come quello di “Last breath” della cantante sudcoreana Yaeji, girato tutto davanti a uno specchio, come se fosse un tutorial per il trucco. E tra gli altri ce n’è anche uno – molto divertente – in cui il regista spiega con delle scritte tutte le cose che sono andate storte durante le riprese, a partire dal fatto che il cantante protagonista, il rapper Young Thug, non compare perché non si è presentato sul set.

20. T-Shirt, Migos
Regia: DAPS e Quavo

L’ha diretto il rapper Quavo insieme all’artista britannico DAPS, ispirandosi a The Revenant di Alejandro G. Iñárritu. Loro sono probabilmente il gruppo più di successo dell’anno, nell’hip hop, che nel giro di qualche mese è arrivato dappertutto, grazie soprattutto alla canzone “Bad and Boujee” (la sapete, quella che fa: raindrops, drop tops).

19. New Rules, Dua Lipa
Regia: Henry Schofield

Lei è una cantante britannica di origini albanesi di 22 anni, e con il singolo “New Rules” ha ottenuto un gran successo ed è passata dall’essere sconosciuta a essere citata continuamente tra le popstar più promettenti in circolazione. Il video, spiega Pitchfork, ha contribuito al suo successo perché molto adatto a essere trasformato in GIF e per il messaggio femminista.

18. Last Breath, Yaeji
Regia: Kathy Yaeji Lee

Yaeji è una cantante e dj sudcoreana che vive a New York, definita da Pitchfork «la nuova voce più notevole della musica house». Il video di “Last Breath” è come un ipnotico tutorial per il trucco, anche se il testo parla d’altro: il video è sottotitolato, visto che la canzone è in coreano.

17. Lemon, NERD e Rihanna
Regia: Todd Tourso e Scott Cudmore

Per il primo video che ha accompagnato il ritorno dei NERD, il gruppo hip hop di Pharrell Williams, le coreografie le ha fatte JaQuel Knight, cioè quello che ha inventato i movimenti di “Single Ladies” di Beyoncé. Si apre con Rihanna che taglia i capelli alla ballerina Mette Towley, che poi si esibisce in una danza molto coinvolgente e visivamente potente.

16. Slip Away, Perfume Genius
Regia: Andrew Thomas Huang

Perfume Genius, nome d’arte di Mike Hadreas, ha fatto uno dei dischi più belli dell’anno, e il video del singolo principale è «un’esplorazione decadente e corporale fatta di eccentricità, protesta e piacere». Ci sono due migliori amici vestiti come se vivessero in epoca vittoriana, che ballano e scorrazzano in un mondo fantastico e che sembra costruito per loro: ma vengono disturbati da due brutti ceffi, che il regista ha descritto come «Gremlins trumpisti».

15. Venus Fly, Grimes ft. Janelle Monáe
Regia: Claire Boucher

Secondo Pitchfork è la prova che Claire Boucher, la cantante canadese meglio conosciuta come Grimes, dovrebbe «disegnare un videogioco in realtà virtuale». Con outfit cyberpunk, spade infuocate e unghie acuminate, Grimes e Janelle Monáe vogliono «trasformare la bellezza in paura, sfottere gli stronzi molestatori, e rilassarsi con le amiche».

14. Lift, Radiohead
Regia: Oscar Hudson

È il video della canzone inedita dei Radiohead fatta uscire nel disco del 20esimo anniversario di Ok Computer, e il regista Oscar Hudson ha deciso di girarlo, come da titolo, in un ascensore. Dentro c’è Thom Yorke, che non riesce ad arrivare al piano terra perché nel frattempo salgono e scendono un sacco di persone strane.

13. Who Dat Boy, Tyler, the Creator ft. A$AP Rocky
Regia: Wolf Haley

L’ultimo disco del rapper Tyler, the Creator è stato candidato al Grammy ed è considerato uno dei migliori dell’anno, nell’hip hop. Il video di “Who Dat Boy” è un po’ splatter e un po’ comico e, dice Pitchfork, è una specie di dichiarazione d’intenti: «il Tyler, the Creator che conoscevate è morto, lunga vita a Tyler, the Creator».

12. Want You Back, HAIM
Regia: Jake Schreier

È uno dei video più semplici della classifica, eppure ci sono dentro tutte le HAIM, famoso trio pop americano. Le tre componenti del gruppo camminano sul Ventura Boulevard di Los Angeles deserto, facendo una coreografia “da cameretta”, buffa e improvvisata, «del tipo che fai quando hai ascoltato così tanto una canzone che ora ti piacciono di più il suono del piatto o i cori che il ritornello».

11. Green Light, Lorde
Regia: Grant Singer

Pitchfork scrive che il video di “Green Light”, tra le hit di maggiore successo dell’anno, è una via di mezzo tra le atmosfere delle cantanti Kate Bush e Robyn e della regista della Nouvelle Vague Agnès Varda. Dal video, su una donna che gira da sola per una città, si direbbe che Lorde «forse balla nella sua testa tutto il tempo».

10. Dum Surfer, King Krule
Regia: Brother Willis

Il 23enne King Krule, venerato da una sempre più vasta nicchia di appassionati per il suo stile molto originale a metà tra il punk e il jazz, compare nel video di “Dum Surfer” come un morto in barella. Andando avanti si vede che è invece piuttosto vivo, scrive Pitchfork.

9. Wyclef Jean, Young Thug
Regia: Ryan Staake

È stato uno dei video più ripresi dell’anno, perché non assomiglia a nessun altro video. Young Thug è un rapper di Atlanta, tra i più apprezzati del momento e famoso per mettere in discussione molti cliché dell’hip hop (a volte si veste da donna, per dire). Il video di “Wyclef Jean” comincia con il regista Ryan Staake che spiega che non ha mai incontrato Young Thug, perché non si è presentato alle riprese. «Quindi, vi spiegherò semplicemente come questo video è diventato un disastro». È molto divertente.

8. New York, St. Vincent
Regia: Alex Da Corte

St. Vincent ha fatto una rappresentazione coloratissima e astratta di New York per il suo video, che contrasta con i pochi e rigidi movimenti della cantante. È una «meravigliosa orbita piena di riproduzioni sgargianti e contrastanti di fiori, murales, divani di plastilina e bikini in velluto».

7. Truth, Kamasi Washington
Regia: AG Rojas

«Moonlight incontra The Tree of Life», dice Pitchfork. È un cortometraggio di 14 minuti presentato alla Biennale al Whitney Museum of American Art di New York, e mostra il sassofonista Kamasi Washington, che ha lavorato a To Pimp a Butterfly di Kendrick Lamar ed è un apprezzato jazzista, e mostra scene diverse tutte accomunate da un certo «stato di grazia».

6. To the Moon and Back, Fever Ray
Regia: Martin Falck

Karin Dreijer, conosciuta come Fever Ray, era un ex membro dei The Knife, il famoso duo elettropop che aveva insieme a suo fratello. Quello di “To the Moon and Back” è un video dalla trama piuttosto assurda, anche se il risultato secondo Pitchfork è «divertente e rivoluzionario»: la protagonista viene trasformata in una specie di alieno senza capelli, che viene poi usato come tavolo per un banchetto da quattro donne vestite in modi inquietante, una delle quali le urina anche in faccia. Ma è vero che è meno traumatico di come sembra.

5. DNA., Kendrick Lamar
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Nel video, l’attore Don Cheadle fa un interrogatorio ossessivo e violento a Kendrick Lamar, e a Pitchfork basta questo: «uno dei più grandi attori dei nostri tempi che duetta con il più grande rapper dei nostri tempi è uno spettacolo sufficiente a rendere il video memorabile».

4. Boys, Charli XCX
Regia: Charli XCX e Sarah McColgan

Come suggerisce il titolo della canzone, il video di Charli XCX è una lunga sequenza di ragazzi, soprattutto molto belli, a volte mezzi nudi. Come dice Pitchfork, «una celebrazione degli uomini è difficile da vendere nel 2017, ma Charli XCX e la sua squadra di collaboratrici donne ci sono riuscite invertendo la prospettiva maschile e sfidando gli standard di mascolinità». C’è un sacco di gente famosa, dall’attore Riz Ahmed al leader dei Vampire Weekend Ezra Koenig a Mac DeMarco.

3. The Story of O.J., Jay-Z
Regia: Mark Romanek e Jay-Z

È un cortometraggio animato che ripercorre secoli di razzismo negli Stati Uniti, dalla tratta degli schiavi agli spettacoli “blackface”, facendo una parodia di personaggi usati per decenni per discriminare gli afroamericani, come Little Black Sambo.

2. HUMBLE., Kendrick Lamar
Regia: Dave Meyers and the little homies

«Quel suono che sentite è Kanye che urla perché non ha fatto lui questo video», dice Pitchfork. È pieno di rimandi religiosi, di inquadrature cinematografiche e si prende molto sul serio: ma se c’è uno che può farlo, è Kendrick Lamar.


1. The Gate
, Björk
Regia: Andrew Thomas Huang

Pitchfork confessa una vecchia ammirazione per i video di Björk, che «per oltre due decenni ha ridefinito i limiti di cos’è un video musicale». Il video di “The Gate” è come gli altri di Björk, e molto di più: abiti sgargianti, forme coloratissime e ipnotiche, panorami fantastici e danze che sembrano uscite dalle animazioni di un videogioco.

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