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  • lunedì 4 dicembre 2017

Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, è indagato insieme ad altri ex dirigenti di Banca Etruria in un’inchiesta della procura di Arezzo

Secondo quanto riporta l’ANSA insieme a numerosi altri giornali, il padre dell’ex ministra Maria Elena Boschi è indagato insieme ad altri ex dirigenti di Banca Etruria in una nuova inchiesta della procura di Arezzo. Secondo l’ANSA, la procura sospetta che Boschi e altri manager della banca abbiano violato le norme che «puniscono il falso in prospetto e il ricorso abusivo al credito». Ai dirigenti sarebbe contestata la vendita di obbligazioni subordinati nel corso del 2013. Le obbligazioni sarebbero state vendute senza informare correttamente i clienti dello stato di salute della banca e del rischio che correvano nel sottoscrivere quel tipo di strumento (in caso di fallimento dell’istituto, infatti, le obbligazioni subordinate vengono rimborsate per ultime e quindi c’è un elevato rischio di non rientrare in possesso del capitale investito).

La notizia della nuova indagine su Banca Etruria arriva una settimana dopo l’audizione in Commissione banche in cui il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, aveva difeso il padre dell’ex ministra. Rossi aveva spiegato che Pier Luigi Boschi non era indagato per la bancarotta della banca poiché aveva assunto l’incarico di vicepresidente solo dopo che gli amministratori che lo avevano preceduto avevano compiuto una serie di azioni che avevano irrimediabilmente danneggiato il patrimonio della banca. In precedenza, la procura di Arezzo aveva assolto Boschi anche per il reato di ostacolo alla vigilanza. Durante le ispezioni di Banca d’Italia presso Banca Etruria nel 2013, infatti, una serie di informazioni che avrebbero rivelato la gravità della situazione in cui si trovava la banca venne nascosta agli ispettori. La procura di Arezzo ha stabilito che i manager dell’epoca agirono senza commettere dolo e li ha quindi scagionati.

Rossi ha commentato la notizia della nuova indagine dicendo all’ANSA: «Tutto quello che avevo da dire l’ho detto in commissione giovedì scorso».

(Lo Debole/Bianchi/LaPresse)