Michael Flynn è stato incriminato

L’ex consigliere di Trump ha ammesso di aver mentito all’FBI e ha deciso di collaborare all’inchiesta sulla Russia

(Mario Tama/Getty Images)

Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Donald Trump, è stato incriminato nell’inchiesta speciale sull’ingerenza della Russia alle ultime elezioni presidenziali. Flynn è accusato di aver mentito all’FBI sui contenuti di due conversazioni con l’allora ambasciatore russo negli Stati Uniti avvenute nel dicembre 2016. Si è dichiarato colpevole e ha detto che collaborerà con le indagini.

Il fatto che i suoi avvocati abbiano smesso di comunicare con quelli di Trump e che Flynn sia stato rinviato a giudizio per un’accusa tutto sommato lieve, tra le molte a cui era stato accostato, fa pensare che abbia negoziato un accordo di collaborazione col procuratore speciale Robert Mueller. Secondo ABC News Flynn ha detto a Mueller di essere pronto a collaborare “totalmente” e a testimoniare contro Trump e i membri della sua famiglia, ma la notizia non è stata confermata da altre fonti.

Secondo l’accusa, Flynn avrebbe nascosto agli investigatori dell’FBI che il 22 dicembre discusse con l’allora ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergei Kislyak, come avrebbe votato la Russia durante una discussione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU; ma soprattutto evitò di dire all’FBI che il 29 dicembre chiese ai russi di non reagire in seguito alle nuove sanzioni appena approvate dalla presidenza Obama contro la Russia. Il giorno dopo la seconda conversazione fra Flynn e Kislyak, Trump si complimentò via Twitter col presidente russo Vladimir Putin proprio per non aver reagito alle nuove sanzioni.

Flynn è un personaggio chiave nel caso Trump-Russia. Era considerato molto vicino a Trump e nei primi due mesi dell’amministrazione Trump è stato consigliere per la sicurezza nazionale, uno degli incarichi più importanti della Casa Bianca. Si è dovuto dimettere il 13 febbraio dopo che si è scoperto che aveva discusso delle sanzioni approvate da Obama contro la Russia prima di prestare giuramento come membro del governo, quando era privato cittadino.

Più in generale, Flynn era uno degli uomini di Trump più disponibili nei confronti della Russia: ha sempre parlato della prospettiva di collaborare con il governo di Vladimir Putin per combattere il terrorismo ed è stato intervistato più volte da RT, la tv e il sito di notizie in lingua inglese controllati dal governo russo. Nel 2015 tenne anche un discorso a pagamento alla festa per il decimo anniversario di RT, durante la quale era seduto vicino a Putin. Mesi dopo le sue dimissioni, aveva ammesso di aver preso soldi dal governo turco per garantirne gli interessi durante le ultime elezioni presidenziali.

Flynn è anche l’uomo che Trump cercò di proteggere, chiedendo all’allora capo dell’FBI James Comey di lasciar perdere le indagini che le autorità federali avevano iniziato a condurre sulle sue relazioni coi russi. Era passato solamente un giorno dalle sue dimissioni.

Mostra commenti ( )