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  • venerdì 24 novembre 2017

Il governo dell’Irlanda è in crisi

Il partito che sosteneva dall'esterno il primo ministro Leo Varadkar potrebbe rompere gli accordi per uno scandalo che riguarda la vice prima ministra

Il primo ministro irlandese Leo Varadkar, Londra, settembre 2017 (Carl Court/Getty Images)

Il governo irlandese guidato dal primo ministro Leo Varadkar è entrato in crisi dopo uno scandalo che ha coinvolto la vice prima ministra Frances Fitzgerald, accusata di non aver fatto niente per bloccare una campagna governativa di diffamazione contro un whistleblower quando era ministro della Giustizia, nel 2015. Fianna Fáil, il partito che attualmente sostiene dall’esterno il governo di minoranza di Fine Gael, ha chiesto le dimissioni di Fitzgerald minacciando di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Fine Gael ha invece difeso Fitzgerald, cosa che potrebbe portare a una rottura definitiva dell’accordo tra Fine Gael e Fianna Fáil, e causare elezioni anticipate. Tutto questo a tre settimane da un vertice dell’Unione Europea su Brexit, durante il quale l’Irlanda avrà un ruolo molto importante.

Varadkar era stato scelto come nuovo leader di Fine Gael, il principale partito di governo irlandese, conservatore ed europeista, lo scorso giugno. Aveva preso il posto di Enda Kenny, che era anche primo ministro (Taoiseach in irlandese) e che aveva annunciato le sue dimissioni cedendo alle pressioni di numerosi membri del suo partito che lo criticavano per come aveva gestito uno scandalo di corruzione all’interno della polizia. Nel sistema irlandese – così come in quello britannico – il capo del partito di governo in Parlamento è automaticamente il capo del governo: Varadkar era dunque diventato primo ministro.

Il suo governo era considerato fragile da molto tempo. Nel 2016 alle elezioni politiche nessuno dei partiti principali era riuscito a ottenere una maggioranza per governare. Dopo due mesi di stallo la camera bassa del Parlamento era riuscita ad approvare la formazione di un governo di minoranza guidato da Fine Gael grazie a uno storico compromesso con il partito rivale sin dai tempi della guerra civile, Fianna Fáil. L’accordo ha retto per circa diciotto mesi – prima con Kenny e poi con Varadkar – ma ora rischia di saltare.

Anche la crisi degli ultimi giorni ha a che fare con lo scandalo che portò alle dimissioni di Kenny, e che prosegue da anni. Nel 2015 la vice prima ministra Frances Fitzgerald, allora ministra della Giustizia, ricevette una mail in cui veniva informata di uno schema basato su accuse di pedofilia e di abuso sessuale su minori montato per screditare Maurice McCabe, agente che dal 2006 denunciava la corruzione interna al Garda, il corpo di polizia della Repubblica d’Irlanda. Nel corso degli anni McCabe ha documentato e dimostrato coperture, depistaggi e insabbiamenti che coinvolgevano persone conosciute, uomini d’affari e anche politici. Nonostante la violenta campagna avviata contro di lui, l’agente aveva fatto causa al governo, Enda Kenny era stato costretto alle scuse pubbliche, alla creazione di una commissione d’inchiesta e poi alle dimissioni. Fitzgerald sarebbe stata a conoscenza della campagna di diffamazione contro McCabe ma non avrebbe fatto niente per fermarla.

Ieri, giovedì 23 novembre, Varadkar ha convocato un incontro con i parlamentari del suo partito durante il quale, secondo i giornali irlandesi, ha deciso di dare pieno sostegno alla sua vice e di non accettare le sue eventuali dimissioni. I membri di Fianna Fáil si incontreranno oggi per decidere come proseguire. Una rottura dell’accordo di governo, che finora ha funzionato abbastanza bene tra due partiti che differiscono poco nella linea politica ma che sono stati nemici per decenni, porterà molto probabilmente ad elezioni anticipate, che potrebbero svolgersi già a dicembre o gennaio. Secondo l’Irish Times, Fine Gael avrebbe già fissato un incontro per la prossima settimana per cominciare a discutere proprio di elezioni.

Questa crisi avviene in una fase molto delicata, e potrebbe avere conseguenze molto più ampie. Sono infatti in corso i negoziati su Brexit: per passare alla seconda fase delle trattative per l’uscita del Regno Unito dall’Unione (che hanno a che fare con le questioni commerciali e che dovrebbero iniziare a metà dicembre) è necessario chiarire tre grandi questioni che hanno occupato la prima fase della discussione: i soldi che il Regno Unito dovrà dare all’Unione Europea per gli impegni economici che aveva già preso prima del referendum su Brexit, la situazione dei cittadini di altri paesi dell’Unione Europea residenti nel Regno Unito e il confine tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Il governo irlandese ha già indicato che se non verrà risolta la questione del confine con l’Irlanda del Nord metterà il veto sul passaggio alla seconda fase. Brexit sarà probabilmente l’argomento principale del prossimo vertice del Consiglio europeo, previsto dal 14 al 15 dicembre.

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