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  • mercoledì 8 novembre 2017

Le auto che si guidano da sole sono tra noi

Waymo ha iniziato a utilizzarle a Phoenix, per la prima volta senza nessuno al volante: l'obiettivo è farne un servizio di taxi autonomi

(Waymo)

Le automobili che si guidano da sole di Waymo hanno iniziato un servizio di trasporto passeggeri a Phoenix, in Arizona, nell’ambito di un test su larga scala che tra qualche mese porterà all’attivazione di un servizio taxi completamente automatico. È l’iniziativa più importante promossa finora da Waymo, società che fa parte di Alphabet, la grande holding che ha il controllo di Google, ed è realizzata utilizzando veicoli forniti da Fiat-Chrysler.

Finora l’azienda aveva sperimentato le sue automobili con un programma più limitato e un autista che interveniva in caso di emergenza: da fine ottobre, invece, nel sedile di guida non c’è più nessuno e l’intera guida è affidata ai sensori e ai sistemi di intelligenza artificiale. I volontari che partecipano al progetto sono comunque accompagnati da un operatore, che può intervenire dal sedile posteriore e fermare l’auto se nota un comportamento anomalo. Entro qualche mese i passeggeri non saranno più aiutati da un operatore e le automobili faranno tutto per conto loro. L’obiettivo di Waymo è arrivare a un servizio di taxi senza autista, utilizzabile in tutta l’area urbana di Phoenix e in seguito in altre città statunitensi.

Google lavora da anni alla produzione di sistemi di guida autonoma e alla fine del 2016 ha costituito Waymo, un’azienda che si occupa esclusivamente di progettare veicoli che si guidano da soli. Il settore è in piena espansione e tutte le principali case automobilistiche stanno sperimentando approcci differenti. Tesla e Volvo, per esempio, sono al lavoro per rendere totalmente autonome le loro auto, mentre altre società che non producono direttamente automobili come Waymo e Uber vogliono costruire servizi di taxi che facciano tutto da soli, senza la necessità di un autista. Altre case automobilistiche, come BMW, Ford e Volkswagen, stanno seguendo un approccio ibrido, con progetti per sviluppare simultaneamente entrambe le soluzioni.

Tesla è tra i produttori che ha raggiunto maggiori progressi: il computer di bordo delle sue automobili ha già un sistema di guida semiautomatico, che viene progressivamente aggiornato con nuove funzionalità. L’idea, che piace anche ad altri produttori, è procedere per gradi abituando chi guida e chi cammina per strada a prendere dimestichezza con i nuovi sistemi. Nonostante molti limiti tecnologici siano stati ormai superati, mancano comunque ancora alcune evoluzioni per definire un veicolo completamente autonomo nella guida.

Waymo negli ultimi mesi ha abbandonato l’approccio graduale, passando a una versione più radicale e concentrata sulla costruzione di un servizio taxi. Per ora il sistema è limitato ad alcuni quartieri di Phoenix, in modo da offrire un ambiente di sperimentazione più raccolto per analizzare il comportamento delle automobili. Gli utenti possono indicare tramite un’applicazione il punto di raccolta e quello dove vogliono essere trasportati, a patto che si trovi nell’area definita da Waymo. Phoenix è stata scelta per le condizioni del meteo piuttosto stabili nel corso dell’anno: caldo, sole e poca pioggia. Waymo dice che le sue auto possono gestire facilmente anche condizioni meteo più estreme, come forti piogge e neve, ma preferisce condurre altri test in zone degli Stati Uniti con clima meno mite per ulteriore sicurezza. Sulla scelta ha anche influito la presenza di leggi statali in Arizona favorevoli alla sperimentazione con automobili che si guidano da sole. La loro diffusione è infatti condizionata dalla mancanza di legge a livello federale e dalle norme decise dai singoli stati.

ArsTechnica ha avuto la possibilità di sperimentare il servizio a Phoenix. Le Chrysler Pacifica usate da Waymo sono esteticamente tali e quali al modello senza pilota automatico, fatta eccezione per l’evidente strumentazione sul tettuccio del veicolo con i sensori per rilevare le cose intorno all’automobile. I sedili utilizzabili sono quelli posteriori, mentre sullo schienale di quelli frontali è stato montato uno schermo che mostra una mappa tridimensionale e gli spostamenti che sta compiendo l’automobile, con icone che mostrano ciò che stanno vedendo i sensori: altre automobili, pedoni, biciclette, edifici, segnaletica stradale e via discorrendo. In questo modo un passeggero può confrontare ciò che vede dai finestrini con ciò che sta rilevando l’automobile, cosa che può essere piuttosto rassicurante e aiuta a dare l’idea di avere comunque tutto sotto controllo.

Oltre all’app con la quale impostare la destinazione, i passeggeri hanno a disposizione quattro tasti da premere in qualsiasi momento all’interno del veicolo: uno serve per chiamare l’assistenza di Waymo, il secondo per bloccare/sbloccare le sicure delle portiere, il terzo per chiedere all’auto di accostare e l’ultimo per avviare la corsa quando ci si è accomodati all’interno dell’abitacolo. Se viene premuta la richiesta di accostare, l’automobile attende di trovare un’area sicura in cui farlo, naturalmente senza fermarsi all’improvviso nel mezzo della strada.

Studi e ricerche condotte negli ultimi anni hanno dimostrato che le automobili che si guidano da sole sono molto più sicure di quelle con un essere umano alla guida. I sensori non si fanno distrarre da nulla, al contrario degli esseri umani, e i sistemi di intelligenza artificiale interpretano con più accuratezza i movimenti degli altri veicoli, compresi repentini cambi di direzione, e imprevisti come un pedone o un animale che attraversa improvvisamente la strada, salvo non sia un canguro.

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