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  • Venerdì 27 ottobre 2017

Domani si vota in Islanda

Sono elezioni anticipate, dopo che il governo ha perso la maggioranza per un brutto scandalo legato a un caso di molestie

Un poster elettorale a Reykjavik
(HALLDOR KOLBEINS/AFP/Getty Images)
Un poster elettorale a Reykjavik (HALLDOR KOLBEINS/AFP/Getty Images)

Sabato 28 ottobre in Islanda ci saranno le elezioni parlamentari in cui saranno assegnati i 63 seggi dell’Althing, il parlamento islandese. Le elezioni arrivano esattamente a un anno da quelle precedenti che si erano svolte nell’ottobre del 2016: il padre del primo ministro Bjarni Benediktsson, l’uomo più ricco di Islanda, è stato accusato di aver appoggiato e raccomandato il responsabile di uno dei peggiori casi di abuso su minore nella storia recente del paese. Lo scorso settembre il governo di Bjarni Benediktsson, del Partito dell’indipendenza, era quindi caduto perché uno dei tre partiti della coalizione di maggioranza, Futuro Luminoso, aveva revocato il proprio appoggio all’esecutivo.

La storia riguarda Hjalti Sigurjón Hauksson, un uomo che nel 2004 era stato condannato per avere abusato della sua figlia adottiva fin dall’età di cinque anni. Hauksson fu condannato a cinque anni e mezzo di prigione. Dopo aver scontato la sua pena, Hauksson aveva fatto richiesta di perdono: la legge islandese stabilisce che cinque anni dopo aver scontato la propria condanna chiunque ha il diritto di chiedere il perdono e la cancellazione delle tracce della propria condanna. Bisogna dimostrare un “sincero” pentimento e presentare una lettera di raccomandazione scritta da due persone “rispettate”. La richiesta a quel punto viene esaminata dal ministero dell’Interno, da una commissione parlamentare e infine controfirmata dal presidente della Repubblica.

Il primo ministro islandese Bjarni Benediktsson (HALLDOR KOLBEINS/AFP/Getty Images)

La scorsa estate Hauksson e un’altra persona condannata per molestie sessuali avevano ricevuto il perdono, suscitando critiche e polemiche in tutto il paese. Hauksson, in particolare, non sembrava aver mostrato segni di pentimento dopo la sua condanna. Secondo quanto riferito da sua figlia adottiva, Hauksson ha continuato a molestare lei e la sua famiglia anche dopo la condanna. In settembre il governo era stato costretto a rivelare che l’autore della lettera di raccomandazione destinata ad Hauksson era Benedikt Sveinsson, padre del primo ministro Bjarni Benediktsson e uno degli uomini più ricchi del paese. Il ministero della Giustizia aveva anche detto che il primo ministro era a conoscenza del coinvolgimento di suo padre nel caso fin da luglio, ma che l’informazione non era stata condivisa con nessun altro.

Il nome del primo ministro compare poi anche nei Panama Papers: avrebbe venduto tutti i suoi investimenti che aveva fatto in una banca in crisi subito prima che la stessa banca venisse commissariata dal governo, causando una grave perdita a tutti i suoi investitori).

Nonostante gli scandali il Partito dell’Indipendenza di Benediktsson, quello che ha guidato quasi tutti i governi islandesi dal 1929 a oggi, risulta primo nei sondaggi con percentuali che vanno dal 20 al 25 per cento circa. Al secondo posto, nella maggior pare delle ricerche, risulta il partito Sinistra – Movimento Verde guidato da una donna di 41 anni.