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  • sabato 21 ottobre 2017

In Repubblica Ceca hanno vinto i populisti di Andrej Babis

Ovvero il ricco imprenditore che era dato per favorito: per governare sarà però necessario formare una coalizione

Andrej Babis mentre vota a Průhonice, in Repubblica Ceca, il 20 ottobre 2017 (MICHAL CIZEK/AFP/Getty Images)

Ieri e oggi in Repubblica Ceca ci sono state le elezioni parlamentari per rinnovare la Camera dei Deputati. Con lo spoglio praticamente concluso, si può dire che le elezioni sono state vinte da ANO, il movimento anti-establishment dell’imprenditore ed ex ministro delle Finanze Andrej Babis. ANO ha ottenuto quasi il 30 per cento dei consensi. Il Partito Civico Democratico (ODS) è arrivato secondo con l’11,2 per cento, circa un terzo dei voti ottenuti da ANO e più o meno pari a quelli ottenuti dal partito di destra populista Libertà e Democrazia Diretta (SPD), con il 10,72 per cento, e dal partito dei Pirati, con il 10,68 per cento. Ha votato circa il 61 per cento degli aventi diritto.

L’esito delle elezioni è in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni nei paesi dell’Europa orientale, ad esempio in Ungheria e in Polonia: i partiti nazionalisti e populisti sono arrivati al governo grazie al risentimento verso l’Unione Europea e alla questione dei migranti. Il partito che guida la coalizione di governo uscente, il Partito Socialdemocratico di centrosinistra (ČSSD), ha preso solo il 7,3 per cento dei voti. Per governare, ANO dovrà creare una coalizione, cosa che potrebbe richiedere diverse settimane: se le trattative con i partiti meno estremisti fallissero, è possibile che ANO si allei da una parte con il Partito Comunista e dall’altra con SPD.

Babis è un milionario populista di 63 anni che possiede i principali giornali del paese: ha promesso di gestire il governo come un’azienda e di tenere gli immigrati fuori dal paese, vorrebbe abolire il Senato e ridurre il numero dei deputati e dice di essere incorruttibile per via della sua ricchezza. È sotto indagine per il sospetto che abbia evaso le tasse ed è anche indagato dall’Unione Europea per frode: l’Ufficio anti-frode dell’Unione Europea sospetta che la grande azienda chimica e agroalimentare di Babis, Agrofert, controllasse una piccola azienda chiamata Stork Nest Farm, che nel 2008 ricevette un finanziamento dell’UE da 1,88 milioni di euro; il sussidio era destinato alle piccole e medie imprese, e Agrofert non rientra in una delle due categorie.

Agrofert impiega più di 30 mila persone in Repubblica Ceca e ha un valore stimato di più di 4 miliardi di dollari: possiede terreni agricoli, catene di negozi e nel tempo ha acquisito società in vari settori, compreso quello dei media. Babis possiede, per esempio, un grande gruppo editoriale che pubblica i principali quotidiani del paese, una radio e una rete televisiva che lodano regolarmente i suoi sforzi e denigrano gli avversari. Agrofert era interamente di Andrej Babis fino al febbraio del 2017, fino a quando cioè venne inserita in un fondo indipendente per rispettare la legge ceca sul conflitto d’interessi nota proprio come “Legge Babis” (e che impedisce l’accesso a finanziamenti e contratti pubblici alle aziende che appartengono ai membri del governo).

ANO è stato fondato nel novembre del 2011 e nonostante esistesse da poco era arrivato secondo alle legislative del 2013, e davanti ai Socialdemocratici sia alle elezioni del 2016 per il rinnovo di parte della camera alta del parlamento, che alle regionali.

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