Il deserto del Kuwait in fiamme, di Sebastião Salgado

Il reportage sullo spegnimento dei pozzi incendiati alla fine della prima guerra del Golfo è ora in mostra a Milano

È stata inaugurata oggi alla galleria Forma Meravigli di Milano una mostra sulle foto che Sebastião Salgado, uno dei più famosi fotografi al mondo, ha scattato in Kuwait nel 1991. La mostra si chiama Kuwait. Un deserto in fiamme e durerà fino al 28 gennaio 2018: raccoglie trentaquattro immagini in grande formato che mostrano vigili del fuoco mentre cercano di spegnere le fiamme dei pozzi di petrolio, incendiati dai soldati iracheni in ritirata dal Kuwait, alla fine della prima guerra del Golfo. Ricordando quei giorni Salgado ha detto «era come affrontare la fine del mondo, un mondo intriso di nero e di morte».

Le fotografie di Salgado hanno uno stile particolare e una fortissima carica estetica, che si intuiscono bene anche da queste immagini: nel tempo sono diventati inconfondibili e lo hanno reso uno dei più conosciuti fotografi al mondo.
Questo stile lo ha reso uno dei più conosciuti fotografi al mondo. Salgado è nato in Brasile nel 1944 e dopo aver studiato economia a San Paolo, si è trasferito a Parigi per un master e poi a Londra dove ha lavorato come economista. All’inizio degli anni Settanta è tornato a Parigi con la moglie, Lélia Wanick, e dopo qualche anno da freelance, nel 1979 ha cominciato a lavorare per l’agenzia fotografica Magnum, una delle più importanti al mondo, che ha lasciato nel 1994 per fondare con la moglie la sua personale agenzia, la Amazonas Images.

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