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  • mercoledì 18 ottobre 2017

Ora negli Stati Uniti si litiga anche sulle condoglianze alle famiglie dei soldati uccisi

Dopo aver sostenuto – mentendo – che Obama non telefonasse ai famigliari dei caduti in guerra, Trump è accusato di aver detto una cosa insensibile alla vedova di un sergente

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il senatore Mitch McConnell nel Rose Garden della Casa Bianca durante la conferenza stampa in cui Trump ha detto che Obama non chiamava i parenti dei caduti in guerra, il 16 ottobre 2017 (Chip Somodevilla/Getty Images)

Oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump se l’è presa su Twitter con una deputata della Florida eletta con il Partito Democratico, Frederica Wilson, che ieri lo aveva criticato per aver detto una frase insensibile al telefono con la moglie di uno dei soldati americani morti in Niger il 4 ottobre, il sergente La David Johnson. In un’intervista a CNN Wilson ha raccontato di aver sentito la telefonata tra Trump e Myeshia Johnson mentre era in auto con la donna, in attesa che i resti di suo marito arrivassero all’aeroporto internazionale di Miami. Trump avrebbe detto alla vedova che il soldato «sapeva cosa comportava il suo lavoro», per poi aggiungere: «anche se immagino che faccia comunque male». Wilson ha anche riferito che secondo Johnson il presidente non conosceva il nome di suo marito.

Oggi Trump ha scritto che Wilson «si è completamente inventata» ciò che lui aveva detto a Johnson e di averne le prove. Oggi la madre del sergente La David Johnson, Cowanda Jones-Johnson, ha però confermato quanto detto da Wilson: anche lei era in auto con la deputata e sua nuora. Jones-Johnson ha detto al Washington Post: «Il presidente Trump ha mancato di rispetto a mio figlio e a mia nuora, e anche a me e a mio marito».

Questi scambi di critiche sono solo l’ultimo capitolo di una polemica sull’atteggiamento di Trump verso i famigliari dei soldati americani morti in servizio, cominciata all’inizio della settimana. Lunedì un giornalista ha chiesto a Trump perché non avesse ancora telefonato alle famiglie dei quattro militari uccisi per fare loro le condoglianze; Trump ha detto che lo avrebbe fatto, che aveva già scritto delle lettere, e poi ha aggiunto che l’ex presidente Barack Obama e altri ex presidenti non chiamavano le famiglie dei militari uccisi in servizio durante il loro mandato. A una domanda successiva di un altro giornalista, Trump ha precisato che gli è stato detto che a volte Obama faceva le telefonate e a volte no.

Trump è stato molto criticato per l’affermazione sugli ex presidenti, in primo luogo da alcune persone che facevano parte dello staff di Obama, visto che non è vero che lui e altri presidenti non abbiano mai telefonato ai famigliari dei caduti in guerra. Martedì Trump ha poi aggiunto che Obama non ha telefonato a John Kelly, ex generale oggi capo dello staff della Casa Bianca, il cui figlio faceva parte dei marines e morì nel 2010 in Afghanistan. Kelly finora non ha commentato le affermazioni di Trump.

L’ex fotografo della Casa Bianca Pete Souza ha diffuso su Instagram alcune fotografie in cui Barack Obama cerca di consolare i famigliari di soldati morti in servizio o fa visita ai reduci:

Anche durante la campagna elettorale Trump aveva detto cose insensibili sui militari. Per esempio aveva preso in giro il senatore e reduce di guerra John McCain per essere stato catturato durante la guerra in Vietnam, e aveva litigato con il padre di un soldato americano musulmano morto in Iraq nel 2004.

In un editoriale sul sito di news di politica da lui fondato Talking Points Memo, il giornalista Josh Marshall ha notato come tutta la polemica scatenata da Trump su un argomento così doloroso come il lutto delle famiglie dei caduti in guerra sia inutile e «velenosa». Marshall ha scritto:

«Non dovremmo parlare di queste cose. Non ce n’era mai stato bisogno finora. Non so cosa sia successo tra Kelly e Obama. Circa 500 americani morirono in Afghanistan nel 2010. Dubito che Obama abbia parlato al telefono con ogni singola famiglia. Non sappiamo chi aveva voglia di parlare e chi no. Non sappiamo abbastanza cose per discutere di queste cose e non ci deve importare di farlo. Durante le presidenze di Bush e Obama il discorso politico è stato polarizzato nei modi peggiori. Ma nessuna delle persone nelle frange più estreme del dibattito politico aveva mai sentito il bisogno di fare polemica su questi argomenti».

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