Cosa sta succedendo tra PD e Banca d’Italia

Perché i deputati del Partito Democratico hanno chiesto al governo di non rinnovare l'incarico al governatore Ignazio Visco e perché in molti si sono scandalizzati

Martedì sera il Partito Democratico ha approvato alla Camera una mozione in cui chiede – indirettamente, ma in modo piuttosto esplicito – che non venga rinnovato il mandato di Ignazio Visco a governatore della Banca d’Italia, in scadenza tra due settimane. Nella mozione si sottolineano le mancanze e gli errori commessi dalla vigilanza bancaria di Banca d’Italia negli ultimi anni, e si chiede che al posto di Visco venga nominata «la figura più idonea a garantire nuova fiducia». La mozione ha immediatamente suscitato moltissime critiche. Il presidente della Repubblica e quello del Consiglio, scrivono i giornali, hanno fatto “filtrare” la loro insoddisfazione, mentre numerosi commentatori ed editorialisti hanno criticato l’intromissione del Parlamento nella scelta del prossimo governatore, che spetta invece al presidente della Repubblica su proposta del governo. Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, ha addirittura scritto che è una mossa che ha “qualcosa di eversivo e inquietante”: per quanto sia raro che le mosse eversive vengano da un voto parlamentare.

Perché i deputati PD sono contro Visco?
Visco è stato nominato governatore nel 2011, quando era presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e ha sovrinteso alla più acuta fase di crisi del nostro sistema bancario che la storia recente ricordi. Ha dovuto gestire i problemi di Monte dei Paschi, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carige e numerosi altri istituti più piccoli. In quasi tutti questi casi la vigilanza di Banca d’Italia è stata criticata e accusata di non aver lavorato bene, se non addirittura di essere stata complice degli amministratori di quegli istituti. La crisi ha rivelato come molti amministratori avessero truccato i conti, diffuso informazioni false a clienti oppure autorizzato spese stravaganti e acquisizioni spericolate, che a volte erano suggerite dalla stessa Banca d’Italia. Questi comportamenti sono stati criticati da giornalisti, economisti, esperti e da politici di quasi tutti i partiti. Visco e Banca d’Italia si sono sempre difesi con forza, negando le accuse e rivendicando la bontà del loro lavoro.

Oggi i giornali scrivono che la decisione dei deputati del PD è stata suggerita dal segretario Matteo Renzi, che però ha negato di essere coinvolto direttamente. «Non ho un ruolo in questa vicenda», ha detto Renzi a Radio 105. «Nessuna invasione di campo del PD. Il compito è del premier, lui farà le considerazioni opportune, c’è un iter. Oggi Il PD non ha messo in discussione il rispetto istituzionale. La mia opinione sul passato l’ho scritta nel libro. Quello che è certo è che il PD non è responsabile di quanto accaduto in passato». Oggi Renzi è tornato sulla questione dicendo: «Doveva rimanere agli atti che il PD non si assume alcuna responsabilità sulla conferma del governatore Ignazio Visco. Se qualcuno vuol raccontare che in questi anni nel settore banche non è successo niente, non siamo noi, perché è successo di tutto. È mancata evidentemente una vigilanza efficace. C’è bisogno di scrivere una pagina nuova. Ci sono stati dei manager che hanno preso soldi e non hanno lavorato con professionalità, ci sono persone che hanno visto venir meno i loro crediti ed è toccato a noi intervenire per rimediare ai disastri causati da altri e ciascuno si assumerà la sua responsabilità».

In alcuni passaggi del sui libro Avanti, Matteo Renzi aveva indirettamente criticato il governatore scrivendo per esempio: «Banca d’Italia ancora nel 2014 immaginava senza troppa lungimiranza di poter convincere Arezzo ad affidarsi a Banca Popolare di Vicenza (che già allora versava in difficoltà molto serie, che oggi sono sotto gli occhi di tutti e a cui si è risposto con un salvataggio da parte dello stato)». Renzi si riferisce a quando Banca d’Italia suggerì a una serie di banche in crisi, come Banca Etruria e Veneto Banca, di fondersi con Popolare di Vicenza, nonostante quest’ultima fosse già in crisi e stessero cominciando a emergere le irregolarità commesse dai suoi manager.

E qual è il problema?
Il governatore di Banca d’Italia è una figura in teoria indipendente da governo e Parlamento. Viene nominato con un decreto del presidente della Repubblica, su proposta del governo e dopo aver interpellato il consiglio direttivo della Banca. Di fatto, il governatore viene scelto dal governo e a quel punto esercita il suo mandato senza più alcun condizionamento da parte della politica (sempre in teoria). In questo procedimento il Parlamento non ha nessun ruolo: per questo molti considerano un’indebita intromissione la mozione presentata e votata dal PD. Per alcuni è un attacco all’indipendenza di Banca d’Italia e un tentativo di portare l’istituzione al centro dello scontro politico, oppure una strategia di Renzi per ottenere facile consenso gettando sul governatore la colpa delle recenti crisi bancarie.

Il ruolo della Banca d’Italia si è comunque molto ridotto negli ultimi anni. La politica monetaria, cioè decidere quanti soldi devono circolare nell’economia, che per anni è stata la principale attività della banca, è oramai affidata alla Banca centrale europea. Le crisi bancarie hanno coinciso con il passaggio di gran parte della vigilanza dalla Banca d’Italia alla BCE. Oggi quindi il governatore gode di molti meno poteri rispetto a qualche anno fa, ma è ancora molto importante a livello simbolico. Banca d’Italia è inoltre un’istituzione molto apprezzata, considerata tra quelle che hanno il personale più preparato della pubblica amministrazione.

Il governatore Visco è apprezzato in molti ambienti istituzionali, come hanno dimostrato le indiscrezioni uscite dalla presidenza della Repubblica nelle ultime ore. Visco è molto apprezzato anche nel settore bancario: nei suoi discorsi pubblici è sempre stato un difensore del sistema finanziario italiano, sminuendo le preoccupazioni internazionali sulla sua tenuta e sottolineandone invece gli aspetti positivi. Ha spesso attaccato le regole bancarie europee, i meccanismi di risoluzione come il famoso “bail-in”, schierandosi con coloro che ritengono che l’Italia venga trattata ingiustamente dai regolamenti internazionali. Durante l’estate i giornali avevano scritto molto della possibilità che Visco venisse confermato nel suo incarico, che scadrà nelle prossime settimane.