Berlusconi dice che non si alleerà mai con il PD

«Lo escludo. Il problema non si porrà nemmeno, perché vinceremo noi»

(ANSA/ CIRO FUSCO)

Il Corriere della Sera ha pubblicato oggi un’intervista con Silvio Berlusconi in cui il leader di Forza Italia dice che ha intenzione di partecipare in prima persona alla prossima campagna elettorale (anche se non può candidarsi), che vuole costruire una grande coalizione di centrodestra e che intende tornare a vincere le prossime elezioni conquistando la maggioranza assoluta dei voti. Sono ormai alcuni mesi che Berlusconi ripete questi concetti, e in cui giornali e giornalisti parlano del “ritorno” di Berlusconi sulla scena politica. In questa intervista però Berlusconi è stato più chiaro del solito su almeno un punto. Molti lo accusano di volersi alleare con il Partito Democratico dopo le elezioni, per formare una grande coalizione, visto che il sistema proporzionale rende complesso governare da soli. Sul Corriere di oggi Berlusconi risponde in maniera particolarmente netta a questo punto.

«Lo escludo. Il problema non si porrà nemmeno, perché vinceremo noi»

Al momento Forza Italia è stimata nei sondaggi intorno al 12-14 per cento ed è ritenuta da quasi tutti l’alleato di minoranza della Lega Nord, che invece è data dai sondaggi sopra il 14 per cento dei consensi. La somma dei due partiti, a cui va aggiunto il 5 per cento di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, porterebbe l’eventuale coalizione di centrodestra ad essere la prima del paese, più di PD e Movimento 5 Stelle (le coalizioni però di solito non fanno aumentare i voti dei singoli partiti che le compongono e la campagna elettorale è ancora lunga).

Dei suoi probabili alleati, la Lega Nord, Berlusconi ha detto: «Salvini è irruente all’esterno. È quello il suo stile e il suo modo di conquistare consensi, ma quando ci sediamo intorno a un tavolo è un interlocutore serio e ragionevole». Per il momento sembra quindi che siano risolti i problemi di leadership all’interno dell’alleanza, Berlusconi avrebbe deciso di far decidere gli italiani: «Con lui siamo d’accordo sul fatto che la forza politica del centrodestra che prenderà più voti sarà quella che indicherà al capo dello Stato il nome del premier per l’intera coalizione. Io non ho alcun dubbio sul fatto che quel nome lo dovremo indicare noi. Stiamo valutando diverse figure».

Quando parla del futuro della sua alleanza, Berlusconi sembra ricordare i giorni della sua “discesa in campo” alle elezioni politiche del 1994: «Voglio un centrodestra aperto e plurale, formato non da professionisti della politica ma da persone che nella vita professionale, nel lavoro, nell’impresa, nella cultura, nell’impegno civile, abbiano dimostrato onestà assoluta, serietà, capacità concrete di realizzare le cose, di saper raggiungere con l’intelligenza, il lavoro e il sacrificio i traguardi che si sono dati». Anche le ricette che propone ricordano il solito Berlusconi dei primi anni: «Meno tasse, meno Stato, meno burocrazia italiana ed europea, più aiuto a chi ha bisogno, più sicurezza per tutti e più garanzie per ciascuno».

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