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  • lunedì 9 ottobre 2017

In Germania si discute di “Obergrenze”

È il tetto al numero di rifugiati che vogliono gli alleati di Angela Merkel, e che rischia di rendere più complicate le trattative per formare una nuova coalizione

(Kay Nietfeld/dpa via AP)

Angela Merkel ha accettato di cercare di inserire nella legislazione tedesca un limite agli arrivi di rifugiati in Germania, scrivono i giornali tedeschi: l’impegno è il risultato di una difficile trattativa di Merkel e del suo partito, la CDU, con i suoi alleati della CSU, il partito gemello della CDU in Baviera. L’accordo, però, rischia di rendere più complicato il compito di formare una nuova coalizione. I Verdi, uno dei partiti necessari a formare l’alleanza che permetterebbe a Merkel di ottenere il quarto mandato da cancelliere, hanno già detto che l’accordo CDU/CSU è molto lontano da quello che loro ritengono accettabile.

Il “tetto” al numero di rifugiati che la Germania è disposta ad accettare si chiama in tedesco “Obergrenze” e da molti mesi la CSU chiede che ne venga introdotta una versione particolarmente rigida e severa. Per il momento Merkel sembra essere riuscita a trovare un compromesso, impegnandosi a introdurre un limite – flessibile – di 200 mila rifugiati ogni anno. Alcune persone che hanno partecipato alle trattative hanno spiegato ai giornalisti tedeschi che questo limite avrà due forti condizioni: nessuna persona con diritto allo status di rifugiato sarà respinta al confine tedesco e il limite di 200 mila potrà essere alzato in caso di emergenze umanitarie.

L’Obergrenze per il momento è solo un accordo preliminare e interno ai due partiti, non una legge: quindi non si conoscono i dettagli di come, quando e se verrà effettivamente inserito nella legislazione tedesca. Nel 2015, durante la crisi dei rifugiati siriani, la Germania accolse 890 mila rifugiati; nel 2016 la Germania ha ricevuto quasi 750 mila domande di asilo e circa 400 mila sono state accolte. In 250 mila hanno ottenuto lo status di rifugiati, mentre altri 150 mila hanno ottenuto la protezione sussidiaria.

La questione dell’Obergrenze rischia di complicare parecchio le trattative che Merkel sta conducendo per mettere insieme una maggioranza con cui ottenere il suo quarto mandato consecutivo da cancelliera. Due settimane fa la CDU ha vinto le elezioni politiche, ma per governare avrà bisogno del sostegno di altri partiti: quello della CSU, il cui appoggio viene solitamente dato per scontato, ma anche quello del partito liberale FDP e e quello dei Verdi, che sull’immigrazione hanno posizioni molto più aperte rispetto alla CSU.

Quest’ultima è un partito molto più difficile da trattare del solito. Tradizionalmente la CSU ha posizioni più a destra della CDU, in particolare sull’immigrazione, ma nelle ultime settimane ha indurito ulteriormente la sua posizione a causa del successo ottenuto, anche in Baviera, da AfD, un partito di destra populista molto duro contro l’immigrazione. Horst Seehofer, capo della CSU, aveva chiesto l’introduzione dell’Obergrenze già all’inizio di quest’anno, ma aveva ritirato la sua richiesta dopo che Merkel aveva promesso di rendere più severi i criteri per riconoscere lo status di rifugiato e aveva aumentato il numero di espulsioni per chi si vedeva negare la richiesta.

Oggi molti nella CSU ritengono che Seehofer sia stato troppo debole sull’immigrazione e che questo abbia causato un calo dei consensi a vantaggio della AfD. Il prossimo mese la CSU terrà un congresso straordinario, nel corso del quale gli avversari di Seehofer potrebbero cercare di sostituirlo. Inoltre il prossimo anno ci saranno le elezioni in Baviera, la roccaforte della CSU. Per tutti questi motivi la CSU ha irrigidito la sua posizione, arrivando a minacciare la CDU di non organizzare un unico gruppo parlamentare come era sempre stato fatto in passato. La rottura con la CSU per il momento sembra evitata, ma adesso per Merkel sarà più difficile convincere i Verdi a partecipare a un governo di coalizione.

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