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  • sabato 7 ottobre 2017

La Nazionale ora rischia grosso

Gli spareggi si giocano tra un mese e la partita di ieri contro la Macedonia è stata preoccupante sotto molti aspetti

Leonardo Bonucci discute con il ct Giampiero Ventura durante Italia-Macedonia (LaPresse)

Dopo la brutta sconfitta contro la Spagna e la modesta vittoria in casa contro Israele, dalla penultima partita delle qualificazioni ai Mondiali dell’Italia ci si aspettava una reazione: anche solo un leggero miglioramento nelle prestazioni, per ottenere definitivamente l’accesso agli spareggi di novembre (dato che la Spagna ieri ha vinto ed è matematicamente qualificata) e chiudere una volta per tutte la questione. Invece contro la modesta Macedonia si è vista probabilmente la peggior partita giocata dalla Nazionale negli ultimi anni, terminata con un deludente 1-1 senza praticamente aspetti positivi. La squadra è stata molto fischiata e il ct Giampiero Ventura ha faticato anche a trovare delle spiegazioni da dare nelle interviste a partita finita.

«Il secondo tempo è stato deludente e i fischi meritati, anche se l’Italia non andrebbe mai fischiata e il pubblico dovrebbe aiutare la squadra quando è in difficoltà. Abbiamo smarrito il filo conduttore che avevamo nel primo tempo e alcuni giocatori erano stanchi, perché non giocano con le loro squadre. È un discorso specifico, non generale, e faccio l’esempio di Gagliardini: buona partita, ma non giocava da un mese. Per questo dopo aver creato e segnato nei primi 45 minuti, rischiando zero, poi abbiamo perso condizione e lucidità. E senza proporre un discorso offensivo è impensabile fare risultato».

C’è un dato che rende bene l’idea di quanto il pareggio di ieri sera sia stato deludente e soprattutto preoccupante in vista degli spareggi, che si giocano fra circa un mese. Nel secondo tempo contro la Macedonia, piccola Nazionale già certa di non poter andare ai Mondiali e nettamente inferiore, l’Italia — in vantaggio di un gol — ha tirato verso la porta avversaria solo una volta, peraltro senza centrarla. Gli avversari, invece, hanno fatto cinque tiri, due dei quali in porta. E questo è successo in una partita decisiva, giocata in casa a ottobre, un mese e mezzo dopo l’inizio della stagione.

L’Italia ha quindi confermato il suo più grande problema: la mancanza di gioco, aggravata dall’assenza di alcuni titolari e da un atteggiamento non all’altezza della partita che gli stessi giocatori, compreso Buffon, hanno notato dalla sconfitta contro la Spagna in poi. Dopo il momentaneo accantonamento del 4-2-4, modulo introdotto circa un anno fa e ridimensionato dalla schiacciante sconfitta di Madrid, ieri sera Ventura ha scelto di schierare l’Italia con il 3-4-3. Data l’assenza per infortunio di Verratti, De Rossi e Pellegrini, ovvero i tre centrocampisti principali a disposizione, sono partiti titolari Parolo e Gagliardini, le cui caratteristiche più importanti sono corsa, pressing e intercettamento, ma di sicuro non la costruzione del gioco. Il risultato è che in mezzo al campo l’Italia non ci è mai passata, preferendo sfruttare le fasce, con Darmian e Zappacosta, per poi trovarsi in attacco senza un’idea precisa di cosa fare. Questo ha creato un gioco prevedibile e senza particolari spunti, se non qualche breve azione offensiva di Insigne.

L’assenza dei titolari a centrocampo, a cui si aggiunge quella in attacco di Belotti, che potrebbe saltare anche gli spareggi di novembre, giustifica solo fino a un certo punto la prestazione contro la Macedonia: perché contro Israele c’erano sia De Rossi che Verratti e la prestazione non è stata molto migliore. L’unico giocatore italiano con esperienza e qualità che avrebbe fatto comodo all’Italia in questa situazione, il centrocampista del Napoli Jorginho, non è stato convocato perché Ventura non lo ritiene adatto al gioco della Nazionale.

L’Italia potrebbe ottenere l’accesso agli spareggi questa sera, se la Bosnia non dovesse vincere contro il Belgio già qualificato. Altrimenti si andrebbe a giocare tutto lunedì in Albania, e dopo la prestazione in casa contro la Macedonia, non si può dare nulla per scontato. In caso di accesso agli spareggi, la Nazionale si ritroverebbe poi ad affrontare Nazionali ben più competitive di Macedonia e Albania, per giunta in due partite secche, avendo a disposizione pochissimo tempo per cercare di risistemarsi: gli spareggi sono infatti in programma tra il 9 e il 14 novembre, e da qui a novembre l’Italia non si riunirà più.

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