Stasera c’è Italia-Macedonia

Alla Nazionale basta un punto per la certezza del secondo posto, ma dopo le ultime deludenti partite ci si aspetta di più

Questa sera alle 20.45 la Nazionale italiana giocherà a Torino contro la Macedonia la penultima partita delle qualificazioni UEFA ai Mondiali di calcio del 2018. Per via della schiacciante sconfitta subìta nello scontro diretto contro la Spagna, sembra praticamente impossibile per la Nazionale qualificarsi direttamente alla fase finale dei Mondiali concludendo il girone al primo posto. Perché succeda, la Spagna dovrebbe farsi rimontare quattro punti, e le rimangono soltanto le facili partite contro Albania e Israele. L’Italia dovrà quindi accontentarsi del secondo posto, per andare poi a giocarsi la qualificazione agli spareggi di novembre contro una delle altre seconde classificate europee. A due partite dal termine, all’Italia basta un punto per avere la certezza del secondo posto, ma dopo le ultime due deludenti prestazioni — contro Spagna e Israele — alla squadra del ct Giampiero Ventura è richiesto qualcosa in più di quello che si è visto finora, anche se deve vedersela con parecchie assenze, e anche se si tratta di due impegni contro Nazionali minori che non hanno più nessun obiettivo.

Nella partita di andata giocata un anno fa a Skopje, l’Italia vinse 3-2: ma ottenne la vittoria nei minuti di recupero, dopo essersi ritrovata in svantaggio di un gol a mezz’ora dal termine. In un anno di lavoro la squadra è indubbiamente migliorata, ma i suoi limiti rispetto alle grandi Nazionali europee sono sembrati evidenti nella sconfitta di Madrid contro la Spagna. Nella conferenza stampa di ieri, Ventura ha detto: «È stata una delle settimane di lavoro migliori da quando sono c.t. e l’obbligo di vincere non è una novità: anche alla mia prima partita da c.t. con Israele eravamo obbligati a vincere». Stasera, allo Stadio Olimpico Grande Torino, l’Italia giocherà molto probabilmente con il 3-4-3, lasciando quindi da parte il criticato 4-2-4 utilizzato contro la Spagna, anche per via delle numerose assenze: a centrocampo mancano i primi tre titolari, De Rossi, Verratti e Pellegrini, e in attacco non ci sarà Andrea Belotti. A centrocampo quindi Ventura farà giocare Parolo e Gagliardini, mentre in attacco l’unica punta, Ciro Immobile, sarà affiancato da Insigne e probabilmente da Simone Verdi, con Candreva che dovrebbe entrare a partita in corso. In difesa, invece, si ricomporrà il trio formato da Barzagli, Bonucci e Chiellini.

L’obiettivo della Nazionale è vincere entrambe le partite del girone che le rimangono (lunedì giocherà contro l’Albania), non solo perché è il risultato minimo richiesto a una squadra come l’Italia, ma anche perché le permetterebbe di aumentare il proprio punteggio nel ranking FIFA, quello che stabilisce poi la composizione delle fasce per i sorteggi (se l’Italia ha pescato la Spagna nel proprio girone è proprio perché non era abbastanza in alto nel ranking da evitarla).

Delle nove Nazionali che termineranno le qualificazioni al secondo posto nei rispettivi gironi, solo otto parteciperanno al sorteggio degli spareggi, che si terrà il prossimo 14 ottobre. Al termine dei gironi verrà infatti stilata una classifica che escluderà la peggiore tra le seconde: è una classifica avulsa che tiene conto solamente dei punti ottenuti contro la prima, la terza, la quarta e la quinta di ciascun girone, ed esclude dal conteggio i punti guadagnati contro l’ultima. In questo momento la classifica delle seconde vede in testa il Portogallo con 15 punti, seguito da Danimarca, Irlanda del Nord, Italia e Islanda a 13. L’ultima è il Galles, con 8 punti, che quindi al momento verrebbe esclusa dagli spareggi. Alcune di queste Nazionali hanno tuttavia una partita in più e la classifica potrebbe cambiare nei prossimi giorni. Se i gironi dovessero terminare ora, l’Italia – a cui comunque basta un punto per l’accesso agli spareggi –  verrebbe inserita fra le teste di serie nel sorteggio e potrà essere sorteggiata solamente con Nazionali teoricamente alla sua portata, evitando così le più forti.