Come mai i rapper americani non fanno concerti in Italia?

Se ne riparla per il tour europeo di Kendrick Lamar e la spiegazione è piuttosto semplice, spiega Noisey: non venderebbero abbastanza biglietti

Il rapper americano Kendrick Lamar, tra i più famosi al mondo, ha annunciato sabato le date del suo tour europeo, in cui presenterà il suo ultimo disco, Damn. Lamar farà quindici concerti in Europa tra il 7 febbraio e il 5 marzo, in Germania, Francia, Irlanda, Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Norvegia. Non verrà in Italia, come capita spesso con i tour europei dei più importanti rapper americani. Elia Alovisi ha spiegato il perché su Noisey, parlando con alcuni promoter di concerti: il problema è che nella maggior parte dei casi chiedono cachet troppo alti, che potrebbero essere coperti soltanto riempiendo palazzetti con biglietti a prezzi altissimi. Entrambe le condizioni non sono possibili, hanno concordato i promoter, perché in Italia l’hip hop non è abbastanza popolare. A questo si aggiunge il fatto che, come capita con artisti di altri generi, i rapper tendono a non venire in Italia per i loro primi tour, quando non sono molto conosciuti, e magari a considerarla come destinazione soltanto quando negli altri paesi sono già stati diverse volte, e quindi l’entusiasmo nei loro confronti è ormai diminuito.

L’altro ieri Kendrick Lamar ha annunciato le date del suo tour europeo assieme a James Blake e, nonostante ci avessimo tutti sperato, non ci sarà nessun concerto in Italia. Il più vicino è a Francoforte, a circa sette ore di macchina da Milano. Non è la prima volta che i grandi rapper americani non ci considerano quando attraversano l’oceano, e non sarà certamente l’ultima. Quando si parla di rap internazionale da noi passano artisti piccoli o medi, ma per poter vedere un puntino lontano sul palco che assomiglia a Frank Ocean il minimo che dobbiamo fare è prendere un aereo.

Ma, in tre parole, perché questo accade? Perché i rapper americani non suonano in Italia? Lo abbiamo chiesto ad Alex Ravizza (Indipendente / Live Nation), Pietro Fuccio (DNA Concerti) e Giorgio Riccitelli (Radar Concerti).

Non abbiamo abbastanza soldi da offrire, semplicemente

Il motivo principale è semplice: i nostri promoter non hanno abbastanza soldi per permettersi di far suonare artisti rap di grosso calibro. Spiega Giorgio Riccitelli: “I concerti dei grandi rapper americani in Italia, salvo pochissime eccezioni, sono stati dei sanguinosi flop economici. I fee sono astronomici e fuori mercato per noi, soprattutto perché fino ad oggi ci hanno quasi tutti snobbato nei primi tour europei per poi arrivare qui quando ormai troppo grandi e costosi, quasi inaccessibili.” Giorgio parla a ragion veduta, dato che fu lui a organizzare l’unico concerto di Kendrick Lamar in Italia ai tempi di good kid, m.A.A.d. city: “Kendrick Lamar arrivò da noi per sbaglio quattro anni fa in una data unica ai Magazzini Generali a Milano, senza neppure riempirlo. Oggi per il fee che chiede non basterebbe il Forum, ovviamente non giustificato e folle come opzione.”

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