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  • martedì 3 ottobre 2017

La cosa che non capiamo su Las Vegas

Nessuno si è ancora fatto un'idea, nemmeno remota, del perché Stephen Paddock abbia sparato dalla finestra di un albergo uccidendo 59 persone e ferendone 527

(REUTERS/Chris Wattie via LaPresse)

59 persone sono morte e 527 sono state ferite nella strage di Las Vegas, la sera di domenica 1 ottobre (in Italia erano le 7 di lunedì mattina). Un uomo – il 64enne Stephen Paddock – ha sparato dalla sua camera al 32esimo piano di un famoso albergo di Las Vegas sul pubblico di un concerto country che si stava tenendo poco distante. Paddock, che aveva 23 armi da fuoco con sé, è stato trovato morto dalla polizia nella stanza da cui ha sparato: si pensa che dopo aver fatto fuoco attraverso la porta contro gli agenti che stavano per fare irruzione si sia suicidato. Si pensa che Paddock abbia usato un’arma automatica, il cui possesso è illegale negli Stati Uniti salvo certe condizioni, forse ottenuta modificando un’arma semiautomatica. Se l’ipotesi fosse confermata, quella di Las Vegas sarebbe la prima sparatoria di massa effettuata con un’arma automatica, cioè con un’arma che permette di sparare con una frequenza molto maggiore delle altre.

La cosa più importante di quelle che gli investigatori stanno cercando di capire è quale fosse il movente di Paddock. Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco dicendo che Paddock si era convertito all’Islam da pochi mesi, ma l’FBI ha detto di non aver elementi per pensare che si sia trattato di terrorismo; secondo le testimonianze dei suoi famigliari l’uomo non aveva particolari affiliazioni politiche o credenze religiose. Per ora non ci sono nemmeno riscontri che avesse problemi psicologici (sebbene oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo abbia definito «un uomo malato, un matto») e non aveva precedenti penali. Era un pensionato molto benestante che amava giocare d’azzardo; l’unica altra cosa degna di nota della sua biografia è il fatto che suo padre fosse un rapinatore di banche e un evaso.

Di seguito, le notizie del giorno sulla strage di Las Vegas
(se leggi da mobile clicca qui)

17:17 3 Ott 2017

La cosa più importante che ancora non sappiamo della strage di Las Vegas sono le ragioni per cui Stephen Paddock ha compiuto la strage. È una delle cose che gli investigatori stanno cercando di capire, ma da quello che scrivono i giornalisti americani non sembra che ci sia una pista principale.

Al contrario, per ora sono state escluse molte ipotesi, tra cui quella che Paddock abbia agito per conto dello Stato Islamico, come sostenuto dalla stessa organizzazione terroristica: gli investigatori non hanno trovato alcun legame tra Paddock e gruppi terroristici internazionali. Anche la risposta “era solo un pazzo”, che molti darebbero istintivamente, al momento non trova riscontri: in casi del genere di norma parenti e amici dell’attentatore permettono di ricostruirne rapidamente le condizioni psicologiche o la sua storia medica, come nel caso di Adam Lanza, lo stragista di Sandy Hook. Allo stesso modo non sono ancora emerse sue significative o particolari affiliazioni politiche.

Di Paddock sappiamo quanti anni aveva, dove viveva, che era stato sposato due volte e cosa gli piaceva fare: giocare a golf e giocare d’azzardo. Scommetteva grandi somme di denaro perché grazie alla compravendita e alla ristrutturazione di proprietà immobiliari da giovane era riuscito a mettere insieme una grossa rendita. Non aveva precedenti penali né forti convinzioni religiose o opinioni politiche, secondo i suoi famigliari. Le cose più particolari della sua vita, stando alle ricostruzioni dei giornali, sono la passione per il gioco d’azzardo e il fatto che suo padre fosse un rapinatore di banche: fu arrestato nel 1961 e fu condannato a vent’anni in prigione, ma nel 1968 evase. La madre di Paddock crebbe lui e i suoi tre fratelli dicendo loro che il padre era morto.

17:00 3 Ott 2017

I rifiuti nella zona del festival dove è avvenuto l’attacco (AP Photo/John Locher)

16:15 3 Ott 2017

Molte delle prime pagine dei quotidiani americani di oggi hanno citato le parole di Donald Trump.

Le prime pagine dei giornali statunitensi sulla strage di Las Vegas

15:54 3 Ott 2017

James Alan Fox, un criminologo della Northeastern University intervistato dal Washington Post, ha detto di essere preoccupato per le possibili conseguenze dell’insistenza dei giornali sul fatto che quella di Las Vegas sia stata la peggiore sparatoria di massa avvenuta finora. Infatti secondo alcuni studi le sparatorie di massa sarebbero in qualche misura contagiose, spingendo alcune persone a rischio a compiere degli attacchi imitando altri sparatori. Per questo si teme che i “record” della sparatoria di Las Vegas possano spingere altre persone a usare armi automatiche o a sparare da piani alti.

15:37 3 Ott 2017
Forse è stata la prima sparatoria di massa fatta con un’arma automatica

Gli investigatori pensano che tra le armi da fuoco usate da Paddock nella sparatoria ce ne fosse almeno una automatica: se questa ipotesi fosse confermata, quella di Las Vegas sarebbe la prima sparatoria di massa compiuta con un’arma del genere oltre a essere quella fatta da più in alto – il trentaduesimo piano del Mandalay Bay ha permesso a Paddock di sparare a persone distanti 450 metri. L’altezza gli ha consentito di colpire un gran numero di persone, dato che impediva a chi assisteva al concerto di capire da dove provenissero gli spari e quindi dove fuggire o nascondersi; gli ha anche permesso di restare nascosto dalla polizia più a lungo. L’uso di un’arma automatica (se confermato) gli ha invece permesso di sparare moltissimi colpi in poco tempo.

In un’arma semiautomatica per far partire un colpo bisogna premere il grilletto una volta. Un’arma automatica invece continua a sparare fino a che il grilletto non viene rilasciato e per questo permette di sparare con una frequenza maggiore rispetto alle altre armi. Negli Stati Uniti dal 1986 il possesso di armi automatiche è parzialmente proibito: si possono possedere legalmente solo armi automatiche prodotte prima del 1986 e per farlo bisogna aver superato dei controlli particolari.

La prima ragione per cui gli investigatori pensano che Paddock abbia usato un’arma automatica è la frequenza degli spari, che il New York Times ha confrontato con quella degli spari di Orlando e di un’arma automatica usata in un video di YouTube in un’efficace animazione. Nella registrazione degli spari di Las Vegas si sentono circa 90 spari in 10 secondi, contro i soli 24 spari in 9 secondi della registrazione di Orlando; nel video del fucile automatico su YouTube si sentono 98 spari in 7 secondi.

Resta da capire se Paddock abbia modificato uno dei suoi fucili con dei componenti meccanici per renderlo automatico (che è una cosa illegale) oppure se abbia aggiunto al fucile un “trigger crank”, una sorta di manovella che permette di premere sul grilletto più velocemente di quanto si possa fare con un dito ed è un dispositivo legale. Online si trovano grilletti a manovella che costano solo 40 dollari, cioè meno di 35 euro. Un’altra possibilità è che l’arma usata da Paddock fosse equipaggiata con un particolare tipo di calcio (la parte del fucile che poggia sulla spalla) dotato in un sistema che utilizza il rinculo dell’arma per simulare in un’arma semi-automatica la cadenza di tiro di un’arma automatica.

14:58 3 Ott 2017

Le bandiere a mezz’asta davanti alla cupola del Campidoglio, viste dal National Mall a Washington D.C. (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)

14:44 3 Ott 2017

A una domanda sul controllo delle armi da fuoco, Trump ha risposto: «Parleremo delle leggi sulle armi più avanti».

14:42 3 Ott 2017

Parlando con alcuni giornalisti prima di partire per Porto Rico, Donald Trump ha detto di Paddock: «Era un uomo malato, un matto. Stiamo parlando di un individuo molto malato».

14:27 3 Ott 2017

Per capire il problema delle sparatorie di massa negli Stati Uniti è utile ricordare quelle più grandi e quindi famose, ma anche la frequenza di quelle più piccole. Considerando come sparatorie di massa tutte quelle in cui quattro o più persone sono state ferite o uccise, il New York Times ha calcolato che dal 12 giugno 2016 – il giorno della sparatoria di Orlando – al primo ottobre 2017 ci sono state 521 sparatorie di massa.

Secondo i dati dell’organizzazione Gun Archive, nel 2014 le sparatorie di massa negli Stati Uniti furono 274, nel 2015 furono 333 e nel 2016 furono 383.

14:07 3 Ott 2017

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto su Twitter un messaggio molto generico probabilmente riferito alla sparatoria: «Sono molto fiero del nostro grande paese. Dio benedica l’America!». Ieri aveva già scritto un messaggio simile, ma citando esplicitamente Las Vegas, e aveva definito la sparatoria un «atto di pura malvagità» parlando dalla Casa Bianca. Trump dovrebbe andare a Las Vegas domani.

12:43 3 Ott 2017

La prima pagina del Washington Post di oggi. Il titolo sulla sparatoria di Las Vegas, tradotto, dice: «59 morti nell’attentato di Las Vegas».

12:41 3 Ott 2017

La prima pagina del New York Times di oggi. Il titolo sulla sparatoria di Las Vegas, tradotto, dice: «Cecchino causa “caos totale” a Las Vegas; la polizia cerca un movente mentre il conto dei morti arriva a 59».

12:30 3 Ott 2017

Sulla questione della sicurezza negli hotel il New York Times ha fatto un articolo dicendo che le misure in vigore negli hotel europei e americani consistono soprattutto nella vigilanza per evitare furti, l’ingresso di estranei e le molestie da parte di persone ubriache. Non vengono usate macchine ai raggi X come quelle che ci sono negli aeroporti soprattutto perché sono viste come un’invasione di privacy sgradita ai clienti.

In India, dove nel 2008 ci furono degli attentati terroristici in due hotel di Mumbai e per questo c’è una diversa attenzione alla sicurezza rispetto ai paesi occidentali, le catene di hotel Marriott, Taj e Accor usano le macchine ai raggi X e altre specifiche per individuare sostanze esplosive nei loro alberghi in tutto il paese. All’hotel Lemon Tree Premier di New Delhi usano anche un software per il riconoscimento facciale che permette ai dipendenti di riconoscere gli ospiti della struttura. 

12:08 3 Ott 2017

Una delle cose di cui i giornali hanno parlato dopo la sparatoria sono le misure di sicurezza negli hotel. Il comico sudafricano Trevor Noah ha criticato l’attenzione a questa questione durante la puntata di ieri del suo programma televisivo, il Daily Show. Noah più in generale ha criticato il fatto che dopo le sparatorie di massa molti politici e commentatori statunitensi dicono che «non è il momento» di parlare delle regole sul controllo delle armi da fuoco, che quello che bisogna fare invece è stare vicino ai parenti di chi è morto, come se il dibattito sulle armi fosse una forma di strumentalizzazione politica.

Noah ha anche detto che questa settimana il Congresso dovrebbe votare su una legge per deregolamentare il possesso di silenziatori per le armi da fuoco e ha fatto notare come ormai le persone si siano assuefatte alle notizie come questa della sparatoria di Las Vegas.

Il video è in inglese ma si possono mettere i sottotitoli. Noah ha concluso il suo intervento rivolgendosi alle persone di Las Vegas dicendo: «Mi dispiace che viviamo in un mondo in cui le persone danno più importanza a una pistola che alle vostre vite».

11:18 3 Ott 2017

Quella di ieri è stata la più grave sparatoria di massa della storia moderna degli Stati Uniti, qui abbiamo messo insieme un po’ di numeri per dare una prospettiva del problema.

Le sparatorie più gravi negli Stati Uniti

11:02 3 Ott 2017
Anche sulla strage di ieri sono circolate notizie false

Diversi giornali si sono occupati anche delle notizie false che sono circolate dopo la strage di ieri, per la maggior parte tentativi di siti o forum legati all’estrema destra americana di incolpare dell’attacco presunti esponenti di movimenti anti-Trump. Ne hanno scritto nel dettaglio l’Atlantic e il Guardian, spiegando che parte del problema è stata legata alla diffusione che queste notizie false – prodotte da siti notoriamente poco affidabili – hanno ottenuto grazie a Facebook e Google, i cui sistemi di verifica e controllo sono stati ancora una volta imperfetti. 

Una storia senza fondamento che descriveva l’aggressore di Las Vegas come una persona che “odiava Trump”, per esempio, è stata per diverso tempo tra quelle mostrate da Facebook nella sua pagina “Safety Check”, usata dopo attentati o gravi incidenti per dire ai propri parenti e amici che si sta bene. Una storia prodotta dal famoso sito 4chan che incolpava della strage un tale Geary Danley, descritto come un Democratico, dopo l’attacco è stata per un po’ tra i risultati evidenziati da Google in alcune sue pagine collegate a ricerche su “Geary Danley”: il nome era stato messo in giro senza alcuna prova da alcuni siti di estrema destra e chi lo cercava su Google veniva rimandato a una pagina piena di altre notizie false.

Sia Google che Facebook hanno ammesso che ieri ci sono stati dei problemi legati alla circolazione di notizie false, spiegando però che in entrambi i casi i loro sistemi di verifica sono riusciti in un tempo abbastanza breve a identificarle e rimuoverle. 

10:32 3 Ott 2017

Le 59 persone morte non sono ancora state tutte identificate, ma il New York Times ha cominciato a raccogliere le loro storie basandosi sui racconti di amici, parenti e testimoni.

10:02 3 Ott 2017

Ci sono state diverse veglie per i morti nell’attacco:

Quella degli studenti dell’università del Nevada, a Las Vegas (AP Photo/Gregory Bull)

Una veglia a Nashville, Tennessee (Joe Buglewicz/Getty Images)

Keith Urban canta a una veglia a Nashville (Rick Diamond/Getty Images)

Le candele dei reverendi Paul Goulet e David Shearin a una veglia fuori dal municipio di Las Vegas (Ethan Miller/Getty Images)

09:59 3 Ott 2017
Cosa sappiamo su Stephen Paddock

L’uomo trovato morto nella stanza del Mandalay Bay di Las Vegas si chiamava Stephen Paddock e aveva 64 anni. Dopo averlo identificato la polizia ha cominciato a indagare sul suo conto, scoprendo dove viveva e parlando con alcuni suoi famigliari che vivono in Florida. 

Per il momento di Paddock sappiamo solo che era un ex contabile in pensione, che giocava spesso d’azzardo a Las Vegas, che aveva una patente per pilotare gli aerei e che non aveva precedenti penali. Viveva insieme a una donna, Marilou Danley, in una casa di sua proprietà a Sun City Mesquite, una comunità di pensionati in Nevada. La polizia ha interrogato Danley, che si trovava fuori dagli Stati Uniti al momento dell’attacco, e ha detto di ritenere per il momento che non abbia legami con la strage. 

La casa di Paddock a Mesquite è stata perquisita dalla polizia poche ore dopo la strage. Per timore che ci fossero trappole esplosive, prima di entrare nella proprietà la polizia ha portato al sicuro i vicini di casa di Paddock. Dentro alla casa sono state trovate moltissime armi da fuoco e munizioni, insieme a non meglio precisati “sistemi elettronici”. 

Le informazioni raccolte dai giornali sul conto di Paddock sono per il resto molto disordinate. Uno dei suoi fratelli che vive in Florida, Eric Paddock, ha detto che Stephen non era una persona violenta, che non aveva precedenti penali e che non aveva vicinanze con gruppi politici o religiosi. Le altre persone che lo conoscevano lo hanno tutti descritto come una persona tranquilla che non attirava attenzioni su di sé.

Questa è una foto di Stephen Paddock mostrata da suo fratello Eric. Non si sa con precisione quando sia stata scattata.

09:31 3 Ott 2017
L’ISIS c'entra davvero qualcosa con Las Vegas?

Poche ore dopo la strage di ieri l’ISIS ha pubblicato la propria rivendicazione tramite la sua “agenzia di stampa” ufficiale Amaq, dicendo che l’attacco era stato condotto da un “soldato dello Stato Islamico”. Per il momento, tuttavia, non ci sono prove a sostegno della rivendicazione: polizia ed FBI hanno detto di non avere ancora trovato legami tra l’autore dell’attacco e gruppi terroristici e numerosi analisti ed esperti di jihadismo si sono quindi chiesti quanto sia credibile la rivendicazione. Qui abbiamo spiegato bene la questione.

L’ISIS centra davvero qualcosa con Las Vegas?

09:17 3 Ott 2017
Ora un musicista che suonava al concerto di Las Vegas ha cambiato idea sulle armi

Caleb Keeter – chitarrista di uno dei gruppi che stava suonando ieri quando è iniziato l’attacco – era favorevole al diritto di possedere armi da fuoco, ora dice: «Non riesco a spiegare quanto fossi nel torto».

Ora un musicista che suonava al concerto di Las Vegas ha cambiato idea sulle armi

08:59 3 Ott 2017
Cosa è successo durante l'attacco

Le prime notizie dell’attacco sono arrivate alle 22.08 di domenica sera, quando in Italia erano da poco passate le 7 della mattina di lunedì. 

I video dell’attacco che sono circolati online mostrano almeno nove secondi di colpi continui, seguiti da una breve pausa prima che i colpi riprendano per almeno altre due volte.


Chi stava ascoltando i canali radio della polizia ha sentito i primi agenti arrivati dire di essere “bloccati” dai colpi sparati contro di loro. 

Paddock stava sparando da una finestra del 32esimo piano del famoso albergo e casinò Mandalay Bay, il suo obiettivo era il pubblico di un concerto country che faceva parte del festival Route 91 Harvest Festival.

Le persone che si trovavano al concerto hanno raccontato che inizialmente avevano scambiato i colpi di fucile per dei fuochi d’artificio, poi è iniziato il panico e la fuga disordinata.

La polizia ha inizialmente fatto uscire tutti gli ospiti dalle camere del 29esimo, 30esimo e 31esimo piano del Mandalay Bay, prima che un gruppo di agenti speciali facesse irruzione nella stanza in cui si trovava Paddock.

Poco dopo la mezzanotte la polizia ha detto che un sospettato era morto e che non credeva ci fossero altri assalitori.

La polizia ha detto che Paddock si è ucciso prima che gli agenti entrassero nella sua camera.

08:46 3 Ott 2017

Alcune manifestazioni di solidarietà:

Le luci della Tour Eiffel spente per gli attacchi di Las Vegas e di Marsiglia

(ZAKARIA ABDELKAFI/AFP/Getty Images)

Le luci del municipio di Tel Aviv illuminate con i colori della bandiera statunitense

(AP Photo/Ariel Schalit)

08:30 3 Ott 2017

Questa è un’infografica realizzata dal New York Times che mostra l’area dell’attacco: il Mandalay Bay, da dove ha sparato Paddock, sulla sinistra, e l’area dedicata al concerto country, a destra.

Altre foto scattate ieri mostrano le due finestre del Mandalay Bay da cui Paddock ha sparato sulla folla.

08:25 3 Ott 2017

Ieri sera lo sceriffo di Las Vegas Joseph Lombardo ha detto che nella camera d’albergo da cui ha sparato Stephen Paddock sono state trovate 23 armi da fuoco e una grande scorta di munizioni. Lombardo ha detto che nella camera c’erano diversi fucili, alcuni equipaggiati con mirini di precisione, e che durante l’attacco Paddock ne ha usati più di uno. Due fonti di polizia del New York Times hanno inoltre detto che due dei fucili erano posizionati su treppiedi di fronte a due finestre della camera. Lombardo ha detto che sono state sequestrate 19 armi da fuoco e materiale esplosivo anche nella casa di Paddock, in una comunità per pensionati a Mesquite, poco lontano da Las Vegas.

08:18 3 Ott 2017

Nella sera di lunedì (italiana) i numeri di morti e feriti sono cresciuti, come ci si aspettava. Ora sono stati confermati almeno 59 morti e 527 feriti. 

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