• Mondo
  • martedì 3 ottobre 2017

Il rapporto finale sul volo MH370 è molto scoraggiante

Le ricerche dell'aereo scomparso nel 2014 e mai ritrovato non riprenderanno, salvo sorprese: «È quasi inconcepibile e di sicuro inaccettabile»

L'ombra proiettata sulle nuvole di un aereo utilizzato per le ricerche del volo MH370 (ROB GRIFFITH/AFP/Getty Images)

L’Australian Transport Safety Bureau, l’agenzia australiana che coordinava le ricerche del volo MH370 di Malaysia Airlines scomparso l’8 marzo del 2014 e mai ritrovato, ha diffuso il suo rapporto finale sulla vicenda. Il rapporto non dà possibili nuovi indizi sulla posizione dell’aereo, per questo le ricerche per ora non ricominceranno: sono state sospese lo scorso gennaio, dopo 1.046 giorni. Sono state le più estese e costose ricerche sottomarine che siano mai state effettuate; riprenderanno solo nel caso in cui dovesse emergere un rilevante nuovo indizio. «È quasi inconcepibile e di sicuro socialmente inaccettabile, nell’aviazione moderna, con dieci milioni di passeggeri ogni giorno, che un aereo grande come questo vada perso e il mondo non sappia con certezza cosa è successo», si legge nel rapporto.

L’8 marzo del 2014 il Boeing 777 partì da Kuala Lumpur, in Malesia; dopo circa sei ore e mezza sarebbe dovuto arrivare a Pechino, in Cina. A bordo c’erano 239 persone. Trentotto minuti dopo la partenza l’aereo smise di mandare comunicazioni automatiche sulla sua posizione e dopo due ore cambiò rotta: anziché andare verso nord, andò verso ovest. Da lì in poi non si sa cosa successe – l’ultima registrazione della posizione dell’aereo lo dava sulla punta nord dell’isola di Sumatra, in Indonesia – e le certezze diffuse tra gli esperti sul fatto che sia precipitato si affiancano a strane teorie complottiste, rinvigorite dal fatto che ancora, a due anni di distanza, non sia stato trovato il relitto dell’aereo. Negli ultimi anni ci sono stati numerosi tentativi di capire cosa possa essere accaduto al Boeing e, di conseguenza, dove possano essere i suoi detriti. Alcuni sono stati trovati sulla costa sud-est dell’Africa, per esempio in Mozambico e in Sudafrica. L’unica ipotesi completamente esclusa dagli investigatori è che si sia trattato di un dirottamento per compiere un attentato.

La ricerca sottomarina è stata condotta a 2.800 chilometri di distanza dalle coste occidentali dell’Australia: usando un sonar molto potente e costoso – l’equivalente di 106 milioni di euro – sono stati controllati 120mila chilometri quadrati di oceano. Il risultato della ricerca è stato escludere tutta quest’area dai possibili punti in cui l’aereo potrebbe essersi inabissato. Dopo l’interruzione delle ricerche sottomarine, una nuova analisi di immagini satellitari ha permesso di restringere l’area in cui potrebbe trovarsi l’aereo a meno di 25mila chilometri quadrati. Per questa ragione il rapporto dell’Australian Trasnport Safety Bureau dice che siamo più vicini a sapere dove si trova l’aereo di quanto non siamo mai stati prima. Per quanto riguarda le cause del disastro, non c’è modo di scoprire qualcosa se prima non verranno trovati i resti dell’aereo.

Il commissario capo dell’Australian Trasnport Safety Bureau Greg Hood ha commentato l’ultimo rapporto sulle ricerche sul volo MH370 dicendo: «È stata una grande tragedia e vorremmo aver potuto chiudere questa storia per i parenti e gli amici delle vittime. Spero comunque che essi possano trarre un po’ di sollievo sapendo che abbiamo fatto tutto quello che potevamo per trovare risposte».

Mostra commenti ( )