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  • martedì 3 ottobre 2017

L’oppositore russo Alexei Navalny è stato condannato a 20 giorni di carcere per ripetuta violazione delle leggi sull’organizzazione di manifestazioni pubbliche

Lunedì 2 ottobre il leader dell’opposizione russa, Alexei Navalny, è stato condannato a venti giorni di carcere da un tribunale russo per ripetuta violazione delle leggi sull’organizzazione di manifestazioni pubbliche: la condanna è sufficiente a impedirgli di partecipare a un grande incontro che lui e i suoi sostenitori avevano programmato per sabato prossimo.

Navalny, uno dei più influenti e famosi oppositori del presidente russo Vladimir Putin, era stato fermato dalla polizia venerdì scorso mentre usciva dalla sua casa di Mosca per partecipare a un comizio e poi era stato rilasciato su cauzione fino alla data della comparsa in tribunale, ieri, dove è stato poi condannato. Nelle ultime due settimane Navalny aveva organizzato e preso parte a numerosi eventi pubblici nelle principali città russe, incontri che lui e il suo staff hanno definito come parte della campagna presidenziale. Il prossimo marzo in Russia si voterà per le elezioni presidenziali e Navalny spera di potersi candidare nonostante la commissione elettorale abbia già dichiarato che non ha i requisiti necessari a causa di una precedente condanna penale per appropriazione indebita (Navalny era stato riconosciuto colpevole di aver sottratto l’equivalente di 500 mila dollari di legname da una segheria di stato quando era consigliere regionale a Kirov, condanna che lui considera frutto di un processo politico). L’attuale presidente Vladimir Putin non ha ancora annunciato ufficialmente se cercherà un altro mandato, ma la sua candidatura viene data quasi per scontata.

Alexei Navalny a Mosca, 29 settembre 2017 (MAXIM ZMEYEV/AFP/Getty Images)