Rodrigo Palacio, l’ultimo spettacolo

A 35 anni l'attaccante argentino fa ancora la differenza: il Bologna se n’è accorto, i suoi avversari pure

Ad agosto, dopo cinque anni passati all’Inter, Rodrigo Palacio è rimasto senza un contratto ed è stato poi ingaggiato dal Bologna. A 35 anni il Bologna dovrebbe essere la sua ultima squadra italiana, dopo Genoa e appunto Inter, prima del probabile ritiro o del ritorno nel campionato argentino. Ma in questo inizio di stagione Palacio – soprannominato “El Trenza” per lo strano codino sbilenco che ha sulla nuca — ha spostato gli equilibri della squadra in maniera impressionante, se consideriamo che ha 35 anni e negli ultimi mesi all’Inter aveva sofferto di alcuni problemi fisici che gli impedivano sia di correre bene che di giocare partite intere. Sabato sera, nel posticipo della Serie A giocato a Marassi contro il Genoa, Palacio ha giocato per tutti e novanta i minuti ed è stato un pericolo costante per la difesa genoana. Dopo aver distribuito i passaggi e i cross più precisi della partita, ha segnato il gol vittoria in contropiede con un tiro di esterno destro dopo aver vinto un contrasto in velocità con l’uruguaiano Diego Laxalt (11 anni più giovane).

La stagione del Bologna di Donadoni sembra promettere qualcosa di buono, dopo le prime sette partite in cui ha ottenuto due vittorie consecutive fuori casa (le ultime, contro Sassuolo e Genoa) e un pareggio con cui ha fermato l’Inter in casa. Che il Bologna fosse più in palla dell’anno scorso, nonostante sia cambiato ben poco, lo si era intravisto anche contro il Napoli, contro cui ha perso 3-1 dopo aver giocato per un’ora alla pari. È sempre una squadra giovane (età media 25,8) ma rispetto all’anno scorso, il Bologna ha due cose in più. Una è Simone Verdi, che l’anno scorso saltò quasi tutta la stagione per la rottura dei legamenti della caviglia, e che in questa stagione ha ripreso da dove aveva lasciato con delle prestazioni che gli hanno fatto guadagnare una convocazione in Nazionale. L’altra è Palacio, un giocatore che ha dato esperienza e qualità a un reparto offensivo fin lì poco esperto e con qualche problema, come le scarse prestazioni di Mattia Destro.

Dopo le prime due partite di campionato in cui ha giocato solamente otto minuti, dalla terza in poi Palacio è stato sempre schierato titolare da Donadoni: solo con l’Inter è entrato a un quarto d’ora dalla fine. Nei 371 minuti giocati, nessun altro giocatore del Bologna ha creato così tante occasioni per i compagni e per sé stesso. Ha poi segnato nella sconfitta contro la Fiorentina e domenica scorsa, dopo essere andato molto vicino al gol contro il Sassuolo, dove però ha creato l’azione del gol della vittoria. Ma quello che ha colpito di più è l’intensità delle sue partite, con avversari ben più giovani che hanno fatto fatica a stargli dietro anche senza palla.

Il Bologna è noto per aver rigenerato le carriere di diversi giocatori non più molto giovani, da Baggio a Signori e Di Vaio. Palacio potrebbe essere l’ultimo e l’annata della squadra potrebbe risentirne parecchio, così come i giocatori meno esperti in rosa che ora hanno accanto uno dei migliori giocatori argentini degli ultimi vent’anni.