Anche Twitter ha trovato account russi creati per interferire nelle elezioni statunitensi

Sono circa 200 e hanno legami con quelli già scoperti da Facebook, ma il social network è stato molto criticato per non essersene accorto prima e avere dato pochi dettagli

Twitter ha identificato circa 200 account sul suo social network legati alle stesse organizzazioni russe che acquistarono annunci pubblicitari su Facebook con l’obiettivo di condizionare la campagna elettorale per le presidenziali dello scorso anno negli Stati Uniti. L’azienda ha fornito questa e altre informazioni ieri al Congresso, in una serie di incontri organizzati a Washington con i deputati e i senatori responsabili delle indagini parlamentari sul coinvolgimento della Russia nel processo elettorale che ha portato all’elezione di Donald Trump. Le informazioni fornite da Twitter sembrano confermare la presenza di una rete gestita da organizzazioni vicine al governo russo che hanno sfruttato i social network per diffondere informazioni false e fare propaganda contro Hillary Clinton, nel 2016 candidata contro Trump per la presidenza.

A inizio settembre Facebook aveva annunciato di avere scoperto 470 account fasulli legati alla Russia, che avevano speso almeno 100mila dollari tra il 2015 e il 2017 per promuovere contenuti che avrebbero favorito Trump. Twitter ha controllato se nei propri database ci fossero informazioni riconducibili a quegli utenti anche sul suo social network, scoprendo 22 corrispondenze e altri 179 account legati a queste. La società ha detto di avere già sospeso tutti gli account che ritiene abbiano violato le sue regole di utilizzo. Twitter ha spiegato che gli account identificati non erano registrati sul suo social network come normali inserzionisti pubblicitari: “Tuttavia, continuiamo a indagare su questo problema, e prenderemo provvedimenti contro chi viola i nostri Termini di servizio”.

Twitter ha inoltre reso pubbliche alcune informazioni su tutti i tweet sponsorizzati prodotti da Russia Today (RT), il canale satellitare finanziato direttamente dal governo russo molto attivo online con siti, canali YouTube e numerosi account sui social network. RT ha speso 274.100 dollari in annunci pubblicitari su Twitter negli Stati Uniti nel 2016. Dalle indagini condotte finora, gli account di RT non hanno però commesso violazioni e non sono stati quindi sospesi.

Twitter ha confermato di avere rimosso numerosi tweet durante la campagna elettorale statunitense che “interferivano con il diritto di voto” dei cittadini. Nel 2016 sono stati eliminati tweet contenenti notizie false e informazioni sbagliate, tese evidentemente a disincentivare l’afflusso ai seggi durante la giornata elettorale. Twitter non ha però fornito informazioni più dettagliate sul numero di messaggi rimossi. La società ha confermato comunque il suo impegno per proseguire le indagini. Il processo è in parte automatico: i sistemi di sicurezza di Twitter identificano ogni settimana circa 3,2 milioni di account sospetti, che vengono sospesi o eliminati a seconda dei casi.

Diversi membri delle Commissioni di intelligence di Camera e Senato del Congresso hanno espresso la loro insoddisfazione per le informazioni fornite finora da Twitter. Il social network è stato inoltre criticato per non essersi mosso prima, quando erano in corso le attività di propaganda gestite dagli account riconducibili alla Russia. Il senatore Democratico Mark Warner è stato molto duro e ha definito “inadeguati” i dettagli forniti finora da Twitter alla sua Commissione, accusando il social network di non avere compreso la gravità e la portata della vicenda: “Il fatto che il loro lavoro sia sostanzialmente derivato da quello di Facebook dimostra un’enorme mancanza di comprensione da parte di Twitter di quanto sia seria la questione, della minaccia per le istituzioni democratiche, e porta a molte più domande rispetto alle risposte avute finora”.

Dopo le rivelazioni di Facebook, nelle ultime settimane il Congresso ha assunto una posizione molto più severa nei confronti delle grandi aziende di Internet sul tema delle interferenze russe nella campagna elettorale. Il Senato ha organizzato un’audizione pubblica per i primi di novembre dove saranno invitati rappresentanti di Facebook, Twitter e Google, mentre è probabile che la Commissione della Camera faccia altrettanto fissando una sessione pubblica per il mese di ottobre. Diversi parlamentari hanno fatto intendere di voler proporre nuove leggi che regolino in modo più restrittivo gli investimenti pubblicitari provenienti dall’estero su Facebook e Twitter, una misura che potrebbe danneggiare molto le loro attività.