Italia e Francia hanno trovato un accordo sui cantieri di Saint-Nazaire

Era saltato per la decisione del governo francese di nazionalizzare STX France, che doveva essere acquistata per due terzi dall'italiana Fincantieri

Italia e Francia hanno trovato un accordo su come ripartire il capitale di STX France, la società che gestisce i cantieri del porto francese di Saint-Nazaire, la cui acquisizione era da mesi al centro di polemiche tra i due paesi. Nel gennaio 2016 Fincantieri – la principale società di costruzioni navale europea, controllata dal ministero dell’Economia italiano – aveva stretto un accordo per acquistare STX France, la società che gestisce i cantieri del porto francese di Saint-Nazaire, dopo che STX, la multinazionale coreana che controllava STX France, aveva dichiarato bancarotta. Fincantieri avrebbe dovuto acquistare il 66,6 per cento delle azioni della società ma il nuovo governo di Emmanuel Macron aveva esercitato la clausola di prelazione che gli consentiva di acquistare l’intero pacchetto delle azioni della società, di cui controllava già il 33,3 per cento. Questo perché il governo francese non voleva che Fincantieri avesse una quota di controllo su STX France: aveva proposto di condividerne il capitale azionario al 50 per cento ma il governo italiano aveva rifiutato.

Il nuovo accordo, che è stato annunciato durante un incontro bilaterale tra il presidente Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni a Lione, prevede che Fincantieri ottenga il 51 per cento delle azioni con il prestito di 1 per cento da parte dello stato francese – che avrà in tutto il 34,34 per cento – così da detenere il controllo della società. La Francia potrà revocare il prestito se Fincantieri non rispetterà una serie di impegni e obiettivi industriali presi; in quel caso l’Italia potrà vendere il suo 50 per cento alla Francia. Il Consiglio d’amministrazione sarà composto da otto persone: quattro, tra cui presidente e amministratore delegato, saranno nominati da Fincantieri, due dalla Francia, uno da Naval Group, che detiene il 10 per cento delle azioni, e uno dai dipendenti. L’accordo durerà dodici anni.