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  • martedì 26 settembre 2017

Le foto da Porto Rico, distrutta

Sull'isola nel mar dei Caraibi da giorni non c'è elettricità, mancano acqua e cibo: il governatore dice che c'è una "crisi umanitaria", complicata dai forti debiti dello stato

A Porto Rico, il territorio non incorporato degli Stati Uniti nel nord-est del mar dei Caraibi, l’emergenza causata dal passaggio dell’uragano Maria lo scorso 20 settembre non è ancora finita. Le piogge intense e i forti venti portati dalla grande perturbazione della settimana scorsa hanno causato enormi danni, con interi centri abitati distrutti, strade allagate e interrotte e blackout che continuano a interessare buona parte dell’isola e i suoi 3,4 milioni di abitanti. Il governo di Porto Rico ha descritto una situazione estremamente grave e ha chiesto nuovi fondi di emergenza agli Stati Uniti, per la messa in sicurezza della cittadinanza e la ricostruzione.

L’erogazione dei fondi è però complicata dal fatto che Porto Rico è da anni in pessime condizioni finanziarie, come ha scritto su Twitter lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, facendo intendere che ci potranno essere problemi nel mettere a disposizione altro denaro.

Al di fuori di San Juan, la capitale, ci sono centinaia di migliaia di persone isolate da giorni, che non si possono allontanare perché molte strade sono allagate. L’impossibilità di muoversi facilmente sull’isola ha reso ancora più difficile la distribuzione di cibo, acqua potabile e medicinali alla popolazione. Il governatore di Porto Rico, Ricardo Rossello, ha detto: “È in atto una crisi umanitaria in America. Porto Rico fa parte degli Stati Uniti e abbiamo bisogno di interventi rapidi”. Rossello ha chiesto al Congresso una legge che possa sbloccare l’invio di nuovi fondi e risorse per dare sollievo alla popolazione.

Dallo scorso fine settimana, a Porto Rico è stato disposto un coprifuoco dalle sette di sera alle cinque del mattino, per scoraggiare furti e atti di vandalismo tra le case danneggiate dall’uragano. Domenica la polizia ha arrestato 25 persone accusate di avere violato il coprifuoco, ma non ci sono notizie di particolari tensioni o atti violenti.

La mancanza di energia elettrica ha fatto saltare buona parte della rete cellulare di Porto Rico, complicando ulteriormente le comunicazioni sull’isola. Le strade e i ponti principali non sono agibili e non è quindi ancora possibile avere una stima precisa dei danni, ma le prime ipotesi sono nell’ordine dei 50 miliardi di dollari. Nei giorni del passaggio dell’uragano, sull’isola sono morte almeno 24 persone per incidenti legati ai forti venti, alle piogge intense e alle frane. La diga di Guajataca, nel nord-ovest, è tenuta sotto controllo da giorni perché si teme un suo cedimento, che porterebbe all’inondazione di un’ampia area di territorio dove vivono alcune migliaia di persone. La Guardia Nazionale ha disposto l’evacuazione della zona, complicata dalle strade poco agibili.

L’esercito degli Stati Uniti ha inviato soldati e navi per dare soccorso alla popolazione, ma ci sono state critiche per la lentezza con cui il governo di Trump ha disposto la gestione dell’emergenza sull’isola.

Lo scorso maggio Porto Rico ha dichiarato bancarotta per avviare la ristrutturazione del suo debito, che ammonta a oltre 70 miliardi di dollari. Trump nelle sue dichiarazioni e nei suoi tweet ha parlato della necessità di portare soccorso alla popolazione, mentre è stato molto vago sul problema del debito e non ha dato indicazioni su come intenda gestirlo.

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