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  • lunedì 25 settembre 2017

La lettera con cui Uber si è scusata pubblicamente per gli «errori che ha commesso» a Londra

Dara Khosrowshahi, che dallo scorso agosto ha preso il posto di Travis Kalanick come CEO di Uber, ha pubblicato lunedì sul giornale britannico Evening Standard una lettera di scuse a nome della società nei confronti dei londinesi, dopo che venerdì scorso l’ente che gestisce il trasporto pubblico (TfL) non le ha rinnovato la licenza di operare nella città. Uber, che a Londra aveva un grande successo e quasi 40mila autisti, ha fatto ricorso contro la decisione di TfL: Khosrowshahi ha ammesso però che la società ha «fatto delle cose sbagliate», se ne è scusata e ha detto che vuole «mettere le cose a posto».

Cari londinesi,

vogliamo ringraziare tutti quelli che usano Uber per il vostro sostegno nei giorni scorsi. È stato bello sentire le storie di come Uber vi abbia migliorato la vita in questa città: dagli autisti che usano la nostra app per mantenersi, agli utenti che si affidano a noi per rientrare a casa dopo una serata fuori. Sebbene Uber abbia rivoluzionato il modo in cui le persone si spostano nelle città del mondo, è altrettanto vero che abbiamo fatto delle cose sbagliate, strada facendo. A nome di tutti quelli che lavorano a Uber nel mondo, voglio scusarmi per gli errori che abbiamo commesso.

Ci appelleremo a questa decisione in nome dei milioni di londinesi, ma lo faremo con la consapevolezza che dobbiamo anche cambiare. Come nuovo CEO di Uber, è il mio lavoro aiutare Uber a scrivere il suo prossimo capitolo. Non saremo perfetti, ma vi ascolteremo; cercheremo di essere a lungo collaboratori di questa città in cui lavoriamo; e gestiremo i nostri affari con umiltà, integrità e passione.

Qui a Londra, abbiamo già iniziato a fare di più per aiutare la città. Per le strade ci sono veicoli accessibili alle sedie a rotelle e il nostro Clean Air Plan aiuterà a combattere l’inquinamento. Avete la mia parola che lavoreremo in collaborazione con la città di Londra per mettere le cose a posto e continuare a organizzare in sicurezza gli spostamenti in questa grande città.

(DANIEL LEAL-OLIVAS/AFP/Getty Images)
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