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  • sabato 23 settembre 2017

In Germania vince anche chi arriva terzo

Alle elezioni di domani ci sono quattro partiti che finiranno sicuramente dietro a quelli di Merkel e Schulz, ma dal loro risultato dipenderà la prossima coalizione di governo

(Sean Gallup/Getty Images)

Domani, domenica 24 settembre, in Germania si terranno le elezioni politiche. Secondo tutti i principali sondaggi saranno vinte con ampio margine dalla CDU/CSU, il partito moderato di centro/centrodestra guidato dall’attuale cancelliera Angela Merkel. Ci sono pochissimi dubbi anche sul fatto che il secondo partito più votato sarà la SPD, il partito di centrosinistra guidato da Martin Schulz, ex presidente del Parlamento europeo. C’è da capire quale sarà il distacco finale, ma molto probabilmente il partito di Merkel otterrà la maggioranza relativa dei voti. È quasi impossibile che riesca a governare da solo, dato che in Germania i seggi vengono assegnati con un proporzionale puro. E visto che l’SPD non sembra disposto a proseguire la cosiddetta “grande coalizione”, sarà importantissimo capire quale partito arriverà terzo, in vista di possibili nuove coalizioni di governo.

Dopo anni di grande coalizione i programmi di SPD e CDU/CSU sono diventati piuttosto simili e tendenti al centro: «Merkel e Schulz sono più o meno d’accordo su molte questioni urgenti», scrive Politico, e il loro confronto riguarda «lo stile, non la sostanza». Politico ha scritto che la sfida più interessante riguarda i partiti “minori”: chi riuscirà ad entrare nella coalizione di governo potrebbe portare delle novità nella politica tedesca. A differenza della sfida per il primo posto, inoltre, quella per il terzo è molto aperta: a giocarla sono quattro partiti, che tutti i sondaggi danno di alcuni punti al di sopra della soglia di sbarramento (al 5 per cento) e vicino o poco oltre il 10 per cento.

I quattro partiti sono: AfD (o Alternativa per la Germania), il partito della destra populista tedesca; Die Linke, il partito di sinistra radicale; FDP, un partito liberale e centrista; i Verdi, lo storico partito ambientalista. Nel 2013, alle precedenti elezioni, Die Linke e i Verdi presero entrambi l’8 per cento circa dei voti. AfD e FDP non superarono invece la soglia di sbarramento.

Secondo i più recenti sondaggi AfD, FDP e Die Linke potrebbero tutti prendere più del 10 per cento, mentre i Verdi sono dati intorno all’8 per cento dei voti. Una prima considerazione: dopo anni di grandi coalizioni tendenti verso il centro, dovrebbe aumentare il numero di elettori che sceglie forze più estreme: la destra-destra di AfD e la sinistra-sinistra di Die Linke. Nell’attuale parlamento, CDU/CSU e SPD controllano l’80 per cento dei seggi; nel prossimo parlamento è quasi certo che questa percentuale diminuirà di diversi punti.

La conseguenza più importante è che aumenteranno le possibili coalizioni di governo. I partiti più propensi a far parte di coalizione sono FDP – potrebbe farlo sia verso destra che verso sinistra – e i Verdi. AfD ha molte meno possibilità di farlo, perché porterebbe molto a destra qualsiasi coalizione (cosa a cui Merkel ha detto di non essere interessata). In teoria è persino possibile immaginare la nascita di un governo di sinistra: se Verdi e Die Linke andassero molto meglio delle aspettative potrebbero essere in grado di formare una maggioranza con l’SPD e senza la CDU/CSU. Alcune delle possibili coalizioni di cui si è parlato negli ultimi giorni sono queste:

Arrivare terzi non servirebbe solo a contare di più durante i negoziati per il nuovo governo, ma avrebbe anche un forte valore simbolico, specie dopo anni di grandi coalizioni tra i primi due partiti. Se anche il partito terzo classificato rimanesse fuori dal governo, diventerebbe di fatto il leader dell’opposizione, ricevendo ampio spazio e visibilità.

Tutte queste questioni però sono rese ancora più complicate dal fatto che se la guida di SPD e CDU/CSU sembra piuttosto salda, la maggior parte dei partiti che potrebbero arrivare terzi ha avuto problemi di rivalità interna, soprattutto Die Linke e AfD (che hanno proposto due candidati leader ciascuno). Se uno di questi due partiti dovesse arrivare terzo, i negoziati per formare un nuovo governo sarebbero probabilmente rallentati dai nuovi conflitti interni che sorgerebbero.

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