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  • venerdì 22 settembre 2017

Non è poi così male, l’autunno

Lista di cose belle della stagione che sta per iniziare, per chi non vedeva l'ora e per chi vuole farsi coraggio

(Patrick Pleul/picture-alliance/dpa/AP Images)

Alle 22.02 di oggi, venerdì 22 settembre 2017, finirà l’estate, che per molti è già finita su quell’aereo di ritorno dalle vacanze, con l’evidenziatore di nuovo in mano a studiare per quell’esame o, semplicemente, quella sera di un paio di settimane fa in cui prima di uscire avete guardato la giacchetta, e l’avete presa, e l’avete messa, e avete comunque avuto un po’ di freddo. Se siete amanti di foglie gialle, maglioni di lana e caminetti accessi, già un po’ lo sapete che l’autunno ha anche lati positivi. Se invece per voi l’autunno è solo dita gelate, raffreddori e giorni e giorni di nuvole, pioggia e tramonti alle sei di sera, vogliamo provare a consolarvi. Per tutti e due i gruppi, abbiamo raccolto qui un po’ di buoni motivi per iniziare bene la stagione, un po’ di consigli per non esserne spaventati e un paio di cose belle da sapere: per esempio, lo sapete perché in inglese l’autunno ha due nomi?

Possiamo discutere su quale sia la stagione più bella (e possiamo anche capire che una stagione che contiene novembre al suo interno possa faticare a esserlo), ma su quale sia la stagione più fotogenica, non c’è gara. Il giallo, il rosso, la luce bassa, le finestre illuminate, la condensa sui vetri. Non c’è paragone, arrivando da una stagione di prati secchi, fronti sudate e maledette foto-delle-vacanze (il cielo, il mare, il mare e la spiaggia, la spiaggia il cielo e il mare, il mare visto dalla spiaggia, la spiaggia vista dal mare, il cocktail sulla spiaggia davanti al mare). Se volete uno slogan: più ombrelli e meno ombrelloni. Questo è quello che vi aspetta, in alto lo spirito!

Volete fare tono su tono? PANTONE, la società diventata nel tempo sinonimo di una delle classificazioni di colore più conosciute e importanti al mondo, ha pubblicato qualche mese fa il suo Fashion Color Report, in cui indica quali saranno i colori dell’autunno 2017. Non è che ha tirato a indovinare: lo ha fatto in base alle cose che aveva visto alle sfilate della moda di Londra e New York. Anche se credete di no, la moda un po’ vi influenza: a New York andrà molto il Primrose Pink, a Londra sarà più un autunno da Ballett Slipper.

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Chi è fissato con il foliage (chi è veramente fissato può anche comprarsi qualche foglia appena caduta in Vermont e New Hampshire) può passare le pause caffè a fissare i siti che monitorano i mutamenti di colore delle foglie nel New England americano, oppure ammirare le più belle copertine del New Yorker dedicate all’autunno.

Vi abbiamo mostrato delle cose belle e vi abbiamo suggerito come essere in tinta con quelle cose belle. Andiamo avanti: farà freddo, farà buio presto e ci saranno un sacco di serate da passare a casa. Siete fortunati perché ci sono una montagna di cose che vale la pena leggere o vedere e qui ve ne abbiamo raccolte un po’, perché quella lista di film da recuperare che avevate iniziato dopo gli Oscar è probabilmente finita nello stesso cassetto della tessera della palestra. Quello in cui finirà tra poco la lista delle serie da recuperare dopo che hanno vinto gli Emmy. Tra le cose più belle che ci saranno da vedere con un tè caldo in mano e col volume altissimo per coprire il rumore della pioggia, la più interessante sembra essere Stranger Things, che uscirà giusto in tempo per Halloween. Vero: in quanto a feste l’autunno è un po’ scarso, ma Halloween ha comunque una bella storia. Se invece non ne potete più di arrancare dietro a serie vecchie da recuperare, qui ci sono quelle nuove che inizieranno da qui a Natale.

Che noia le serie tv, tutti che guardano le serie tv, tutti che parlano di serie tv, vogliamo il cinema. Ok. Qui ci sono i migliori documentari e i migliori classici del cinema che potete vedere su Netflix. Se invece il cinema è per voi un luogo, oltre che un concetto, questi sono i film per cui, da qui a Natale, potrebbe interessarvi pagare un biglietto. Tra gli altri ci sono It, Blade Runner e Star Wars: molto anni Ottanta, questo autunno del 2017.

Che noia la tv, che noia il cinema: ma davvero non sappiamo più fare altro? Dobbiamo stare lì tutto l’autunno a rimbambirci davanti a uno schermo? Non possiamo uscire e fare cose? Possiamo. Per andare a vedere “The Ballad of Sexual Dependency” di Nan Goldin, alla Triennale di Milano o, sempre in Triennale, una mostra monografica dedicata a Ettore Sottsass. Sempre a Milano, dal 21 settembre c’è Lucio Fontana all’Hangar Bicocca: ma consultate i siti istituzionali delle vostre città e sicuramente troverete qualcosa di interessante (speriamo per voi, almeno). Se la cultura la preferite senza dover uscire di casa, chi al Post si intende di libri dice che IL libro dell’autunno è My Absolute Darling di Gabriel Tallent (che però c’è solo in inglese).

La musica, ovviamente. Per stare in Italia ci sono – tra le tantissime – “Autunno” di Guccini, “Ballata d’autunno” di Mina e “Autunno a Milano” di Piero Ciampi. Poi, tra quelle che già conoscete, l’autunno a New York di Billie Holiday, la pioggia di novembre dei Guns N’ Roses, l’autunno-e-basta di Paolo Nutini. La mattina di settembre di Neil Diamond invece era d’estate o d’autunno? Se preferite le liste: quella delle canzoni autunnali fatta da Billboard e quella fatta da NME.

Le sere sono coperte, dunque. Però per arrivarci dovrete passare sani e salvi attraverso i giorni di pioggia. È così, è autunno. La domanda che ci si fa ogni volta é: meglio correre o camminare, sotto la pioggia? Ci si bagna meno andando piano ma esponendosi meno, o provando a minimizzare il tempo che passiamo sotto la pioggia?

Qualche anno fa Franco Bocci della Facoltà di Ingegneria di Brescia aveva provato a dare una risposta e aveva spiegato che «in linea di massima la miglior cosa da fare è correre, il più veloce possibile»: non sempre, ma in generale. Se sei molto magro, è più probabile che ci sia una specifica velocità ottimale. Per gli altri casi è meglio correre molto velocemente. Se però la pioggia è accompagnata dal vento le cose cambiano: se l’aria soffia a favore (quindi il vento spinge nella direzione in cui ci si sta muovendo) la velocità ottimale è la stessa del vento.

Poi: sapete perché in autunno le foglie diventano gialle? E sapete anche perché sono più brillanti da un lato? Sapete pure a cosa è dovuto l’odore tipico di quando piove? No? Avete imparato una parola nuova, allora.

Se tutto questo non è bastato, e vi siete bagnati e ammalati, qui abbiamo messo insieme una fondamentale guida di sopravvivenza al raffreddore. Oltre che spiegarvi come si prende il raffreddore, cos’è e come si cura, la pratica guida del Post vi farà anche fare un figurone quando spiegherete a tutti i vostri amici che NON È VERO CHE IL FREDDO FA AMMALARE.

I vostri amici sapevano già quella del freddo? Allora spiegategli come mai in inglese l’autunno ha due nomi: autumn, più comune nel Regno Unito, e fall, diffuso sopratutto negli Stati Uniti. È una storia un po’ lunga, non possiamo scriverla tutta qui, però questo è l’inizio:

Mentre i termini per indicare l’estate (summer) e l’inverno (winter) si stabilizzarono infatti circa mille anni fa, quelli utilizzati per la primavera e l’autunno sono molto più recenti e sono cambiati più volte nel tempo. Questo perché le persone non pensavano all’anno come una sequenza di quattro stagioni, ma si concentravano sostanzialmente sul periodo più caldo e quello più freddo. Come attestano diversi dizionari – tra cui il Thomas Blount e il Samuel Johnson – alla fine del Settecento le persone di lingua inglese non erano d’accordo nemmeno su quale fosse il periodo che indicavano come autunno: per alcuni andava da agosto a novembre, altri lo facevano iniziare – come accade ora – con l’equinozio di settembre e terminare con il solstizio di dicembre.

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Avete le spalle coperte, siete pronti ad andare incontro alla nuova stagione. Abbiamo fiducia in voi. Per salutarvi, però, una poesia. E non di uno qualsiasi.

«Dove sono i canti della primavera? Sì, dove sono?
Non pensarci, anche tu hai la tua musica»

(To Autumn, del poeta romantico inglese John Keats, 19 settembre 1819)

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