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  • giovedì 21 settembre 2017

I grandi classici che potete guardare su Netflix

Film di almeno trent'anni fa che sarebbe il caso di vedere prima di tutto il resto, se volete colmare delle lacune

(Da "Scarface")

Ci sono certi film che hanno visto tutti, ma c’è sempre qualcuno che invece no. Ed è capitato a tutti di essere quel qualcuno: spiazzato, imbarazzato e indeciso tra il confessare a tutti che non ha mai visto Wall Street, per esempio, o rischiare e fingere di averlo ovviamente visto. Per evitare di farvi sbiancare quando qualcuno si mette a parlare di Gordon Gekko (e perché, forse, certi film sono meglio di quella miniserie thriller ungherese che state pensando di iniziare dopo aver finito tutte le altre), abbiamo messo in ordine alcuni dei grandi classici del cinema che sono al momento sul catalogo italiano di Netflix. Non c’è un’unica definizione di “grande classico”: abbiamo messo film che compaiono spesso nelle classifiche sui migliori, film che sono semplicemente stracitati, film che in qualche modo hanno cambiato qualcosa nel cinema e lasciato un qualche segno (fosse anche solo una scena o una frase).

Vanno dal più vecchio al più recente e ci siamo fermati prima degli anni Novanta, che tanto American Beauty, Fight Club, Traffic e Il grande Lebowski li avete visti tutti, no?

Mr. Smith va a Washington
1939

È un film di Frank Capra, uno dei migliori registi di sempre. La trama, ripresa da molti altri film, racconta di Jefferson Smith – un uomo qualunque, interpretato da James Stewart – che dopo la morte di un senatore di uno stato americano viene scelto per prendere il suo posto, e difendere il progetto per la costruzione di una diga. L’onestà e ingenuità di Smith fanno pensare che possa essere facilmente manovrabile, ma non è così. Dura più di due ore e ci si accorge che ha quasi ottant’anni, ma è famoso e spesso citato, soprattutto per il lungo discorso fatto da Smith al Congresso degli Stati Uniti.

Cleopatra
1963

Se dopo dieci minuti di bianco e nero vi cala la palpebra, vi dice bene: al momento su Netflix Italia i film della prima metà del Novecento sono pochissimi (e solo uno è finito in questa lista). Uno dei più vecchi tra i film a colori su Netflix è questo colossal (film storico, costosissimo) che quando uscì fece quasi andare in bancarotta la Twentieth Century-Fox e fu recensito piuttosto male, ma che poi è stato rivalutato. È diretto da Joseph L. Mankiewicz e ci sono Elizabeth Taylor e Richard Burton. Dura un po’ più di quattro ore.

Tutti insieme appassionatamente
1965

È ispirato alla commedia musicale teatrale The sound of music, conosciuta in italiano con il suo titolo inglese. In Italia decisero però di cambiare il titolo, trasformandolo in una specie di sintesi della trama. Il film vinse cinque Oscar e la scena più famosa è la prima, quella in cui Maria (Julie Andrews) volteggia tra le colline austriache.

Il buono il brutto e il cattivo
1966

Ha un po’ più di 50 anni ma, a guardarlo, li fa pesare molto meno dei film precedenti. Un po’ per la storia – tre tizi che vogliono dei soldi, ma non vogliono spartirli con gli altri due, e provano sempre a ingannarsi o uccidersi – e un po’ per Sergio Leone, Clint Eastwood e Ennio Morricone: regista, protagonista e autore della colonna sonora. Sarebbe comunque da guardare anche solo per arricchire con quattro-cinque frasi il proprio bagaglio di citazioni cinematografiche. Su Netflix c’è anche Per qualche dollaro in più.

A piedi nudi nel parco
1967

Una commedia sentimentale con Robert Redford e Jane Fonda. Lui è un avvocato conservatore e piuttosto rigido nei modi; lei una donna molto più esuberante e vivace; la storia è ambientata a New York. Difficilmente salterà fuori in qualche discorso e non è nemmeno un film considerato un capolavoro, ma se tra film e serie tv vi siete appassionati al sottogenere “lei, lui, New York”, questo film ne è uno dei migliori esempi.

Giù la testa
1971

Oltre ai due già citati spaghetti western, su Netflix ci sono anche altri tre film di Sergio Leone: C’era una volta il West, C’era una volta in America, è questo, ambientato un po’ più di un secolo fa in Messico, durante la rivoluzione. I tre film fanno parte della “trilogia del tempo” e questo è forse quello meno noto, ma ha la scena in cui si parla di “cosa sono e come cominciano le rivoluzioni”, quella che hanno visto tutti.

Lo squalo
1975

«Ci serve una barca più grossa».

The Rocky Horror Picture Show
1975

Uscì nel 1975, diretto da Jim Sharman e tratto dallo spettacolo teatrale di due anni prima che aveva lo stesso titolo (senza Picture). Fece molto parlare per come parlò di temi sessuali e trasgressione da quello che allora era considerata essere la norma. Parla di una coppia che finisce in un posto abitato da gente “fuori dalla norma”.

 

Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta
1981

Su Netflix ci sono anche i due seguiti degli anni Ottanta e quello, venuto peggio, del 2008. I nomi Steven Spielberg e Harrison Ford serve davvero scriverli?

Wall Street
1987

Nel film La 25ª ora di Spike Lee c’è una scena in cui il protagonista – interpretato da Edward Norton – se la prende con New York e tutti quelli che la abitano e, tra gli altri, insulta anche «quei figli di puttana [che] si sentono come Michael Douglas/Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora». In Wall Street – c’è stato un sequel, non al livello del primo – si parla di un giovane broker che non vede l’ora di arrivare al vertice e per farlo si fa pochi scrupoli. «Greed is good».

Re per una notte
1983

Quando Robert De Niro recita per Martin Scorsese di solito finisce molto bene. Ci sono forse esempi migliori, e di sicuro più famosi, di collaborazioni De Niro-Scorsese, ma anche questo – che quando uscì incassò pochissimo, per essere poi rivalutato da molti – merita di essere visto. Anche qui si parla di qualcuno (un aspirante comico) che pur di ottenere quel che vuole (la fama) si spinge oltre il limite.

Scarface
1983

Sta nei primissimi posti nella categoria “ascesa e discesa di un gangster”: per la storia (scritta da Oliver Stone, che si dice si dedicò con particolare dedizione all’approfondimento della materia), per la regia, per l’interpretazione di Al Pacino e Michelle Pfeiffer e per le musiche. Poi, certo, è uno di quei film con un paio di scene e un paio di frasi che si sono fatte ricordare.

Brazil
1985

C’è quella frase secondo cui i grandi classici sono quei libri (o film) che tutti conoscono ma che quasi nessuno ha letto. Questo complesso film distopico di Terry Gilliam è considerato un capolavoro da molti; ma magari molti altri non l’hanno visto.

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