Foto dalla Settimana della moda di New York

Se n'è parlato soprattutto per Rihanna, ma c'è stata anche la sfilata nel garage di Ralph Lauren e Calvin Klein che citava "Shining" e "Twin Peaks"

Si è conclusa ieri la Settimana della moda di New York (o New York Fashion Week), dove dal 7 settembre alcuni dei più importanti stilisti statunitensi e del mondo hanno presentato le collezioni per la primavera estate 2018. In tutto ci sono state circa 130 sfilate, anche se quest’anno alcuni marchi storici non hanno partecipato: Rodarte e Proenza Schouler hanno preferito l’alta moda a Parigi, dove anche Thom Browne e Joseph Altuzarra presenteranno il ready-to-wear, mentre Narciso Rodriguez ha presentato gli abiti in incontri individuali cancellando la sfilata. È un tema di cui si è parlato molto nel mondo della moda, con la preoccupazione di molti che l’evento di New York sia sempre meno legato ai vestiti e all’arte e più alla spettacolarizzazione e alla ricerca di consenso sui social network, dall’onnipresenza di Rihanna – che ha presentato la nuova linea di trucchi Fenty, una collezione per Puma e organizzato una sua festa –, allo stilista alla moda Philipp Plein, a Desigual alla sua prima sfilata dopo l’arrivo di Jean-Paul Goude come direttore creativo.
Tra le collezioni apprezzate dai critici per la qualità ci sono comunque quelle di Calvin Klein, di Oscar de la Renta con gli stilisti Fernando Garcia e Laura Kim, e di Tom Ford, tornato a New York dopo un periodo di assenza.

La Settimana è stata aperta dalla seconda collezione disegnata per Calvin Klein dal belga Raf Simons che, scrive la critica di moda del New York Times Vanessa Friedman, è stato investito del compito di salvare la moda americana riportando Calvin Klein, uno dei suoi marchi più rappresentativi, al centro dell’attenzione. Simons ha ridisegnato una nuova identità per l’America con una collezione che racconta «l’orrore americano e la bellezza americana», con toni un po’ inquietanti ispirati ai film horror: la coreografia era fatta di pompon e di asce ispirate a Shining tra cui i modelli sfilavano con camicie da cowboy. C’erano riferimenti a Twin Peaks, stampe di Andy Warhol, richiami alle praterie del Midwest e alla decadenza industriale, con abiti fatti con la plastica delle tende da campeggio e gonne in gomma.


La sfilata di Calvin Klein (AP Photo/Kathy Willens)

Rihanna è stata grande protagonista della NYFW, dov’è arrivata per presentare la sua collezione Fenty per Puma: le modelle hanno sfilato tra dune di sabbia rosa con motociclisti di motocross che si esibivano in acrobazie intorno a loro. Lo stile era un mix di riferimenti al mondo dei motociclisti, dei surfisti e dei sub, con tute attillate in latex, zip, lacci e ginocchiere, tutto lucido e coloratissimo.

Di effetto ma un po’ meno riuscita è stata la sfilata di Alexander Wang, che da dieci anni è uno dei punti di riferimento dello streetwear: ha invitato critici e buyer a una non precisata #Wangfest in una zona di depositi abbandonati a Brooklyn, di sera. A un’ora dall’arrivo, dopo i controlli della sicurezza agli ospiti, sono arrivati i pullman da cui sono scese le modelle, che hanno sfilato brevemente in strada; lo spettacolo si è concluso con una festa privata con un castello gonfiabile, migliaia di ciambelle ed esibizioni di deejay e musicisti del momento. Molti critici non hanno però apprezzato la sfilata per la scomodità dell’organizzazione e la difficoltà nell’osservare gli abiti delle modelle, lontane e male illuminate: c’erano tiare, jeans skinny, leggings di pelle, giacche di pelle allacciate in vita come gonne, top monospalla, reggiseni sportivi, cappelli con scritto Wangover.


Kendall Jenner alla sfilata di Alexander Wang (ANGELA WEISS/AFP/Getty Images)


La sfilata di Alexander Wang (AP Photo/Diane Bondareff)

Lontano da Manhattan ha sfilato anche la collezione di Ralph Lauren organizzata nel garage dello stilsita a Bedford, a due ore di strada da New York: qui gli ospiti sono stati portati con eleganti Mercedes e accolti da camerieri in smoking che versavano champagne. La sfilata, che si è conclusa con una cena a base di aragosta e hamburger, aveva per sfondo la collezione di macchine di lusso di Ralph Lauren: Bugatti, Bentley, Ferrari e Lamborghini e altre rarissime macchine di lusso dagli anni Trenta a oggi. Oltre a giornalisti e compratori c’erano in prima fila decine di personaggi famosi, come Jessica Chastain, Diane Keaton, Katie Holmes. Gli abiti erano eleganti sui toni del grigio, insieme a colorati abiti da sera.

È piaciuto molto anche Tom Ford, molto atteso dopo anni di assenza dalla Settimana della moda di New York: la sua collezione ispirata agli anni Novanta si è confermata «favolosa», scrive sempre Friedman. Intanto stanno prendendo sempre più piede le marche che propongono taglie extra large e modelli curvy, cioè più adatti alle donne formose, mentre si è parlato molto di questa modella, che fino a dieci giorni fa lavorava alla catena di fast food Chipotle.

Continua sul Post