Ovviamente non ci sono profili Instagram di grandi società che offrono buoni sconto a chi li segue e tagga nelle Storie

Negli ultimi giorni molti utenti hanno creduto alle truffe di finti account di Amazon, Spotify, Ryanair e di molti altri marchi

Negli ultimi giorni sono stati creati su Instagram diversi finti profili di importanti società come Amazon, Spotify, Nike, Foot Locker, Ryanair, Zara, Supreme o Ralph Lauren che offrono finti buoni sconti di vario tipo: un account Premium su Spotify, 50 euro da spendere su Amazon, 50 euro per comprare vestiti, eccetera. In cambio, questi finti profili chiedono che gli utenti li seguano – spesso la presunta promozione si rivolge per esempio alle prime migliaia di follower – e che inseriscano in una Storia di Instagram uno screenshot del profilo appena seguito con un tag di quella pagina, così che lo vedano anche tutti i loro follower. Uno di quelli che ha avuto più successo è stato un finto account di Spotify Italia che offriva due anni di abbonamento Premium – per un valore di 240 euro – ai primi 50mila follower.

Ovviamente sono promozioni false, come si può capire facilmente dal fatto che il totale dei presunti abbonamenti regalati da Spotify – solo in Italia – sarebbe stato di circa 12 milioni di euro. Truffe del genere sono in realtà piuttosto frequenti, ma sembra siano aumentate notevolmente negli ultimi giorni, così come è aumentato il numero di persone che ci ha creduto.

Lo scopo di questi finti profili – facilmente identificabili perché quelli ufficiali hanno centinaia di migliaia o milioni di persone che li seguono e sono contraddistinti dalla spunta blu accanto al nome – è quello di ottenere seguaci, per poi vendere quei profili. C’è infatti un gran mercato – illegale – di profili (Instagram e non solo): qualcuno li fa crescere, qualcun altro li compra, ci cambia foto e nome e prova a sfruttare il fatto di avere molti follower.

In certi casi sembra anche che alcuni di questi profili abbiano provato a scrivere agli utenti che le seguono, illudendosi di poter avere qualcosa di gratis in cambio, una foto della loro carta di credito (o tutti i numeri necessari per usarla). Della cosa ha parlato anche “Una vita da social” una pagina della Polizia che segnala, tra le altre cose, le truffe su internet.

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