• Italia
  • sabato 9 settembre 2017

Ci sono stati 3 casi di Chikungunya nella zona di Anzio, vicino a Roma

È una malattia virale trasmessa dalle zanzare, con sintomi simili a quelli della dengue

L’Istituto superiore di sanità e l’Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma hanno comunicato di aver identificato tre casi di Chikungunya – una malattia virale che si contrae da zanzare infette e causa, tra le altre cose, febbre alta – nella zona di Anzio, vicino a Roma. Come spiega il comunicato, «i pazienti hanno riferito la comparsa dei sintomi nel mese di agosto e nessuno di essi aveva viaggiato all’estero nei 15 giorni che hanno preceduto l’insorgenza dei sintomi. Al momento quindi l’ipotesi più verosimile è che i casi si siano infettati nell’area di domicilio». L’Istituto superiore di sanità ha anche detto che «il rischio complessivo di un’ulteriore diffusione è considerato basso a livello regionale e molto basso a livello nazionale ed internazionale». Sono comunque state attivate tutte le misure di controllo e prevenzione e, tra le altre cose, sono state sospese le donazioni di sangue nell’area colpita. In particolare, le donazioni di sangue sono state sospese per 28 giorni per chi è stato ad Anzio. Gianni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità ha detto a Repubblica: «Probabilmente il numero complessivo dei contagi è superiore a tre. Ma la zona è già stata disinfestata e l’arrivo dell’autunno impedirà all’epidemia di estendersi oltre».

Il virus della Chikungunya si contrae dalle zanzare e ha sintomi simili alla dengue, la malattia infettiva tropicale: la parola “chikungunya” fu usata la prima volta per definire la malattia in Tanzania nel 1952, in lingua kimakonde (una lingua del Mozambico) significa “ciò che contorce”. Il virus causa febbre con forti dolori ad articolazioni e muscoli: provoca raramente la morte ma può lasciare ai malati dolori da debilitazione muscolare per mesi o anche per anni. La malattia colpisce le persone in modo diverso anche a seconda dell’eta: i bambini guariscono in fretta, mentre il 20 per cento circa degli adulti – soprattutto gli anziani e le persone con malattie croniche – ha dolori forti, difficili da trattare. Come con la dengue, la malattia non ha una cura – si possono solo curare i sintomi e aspettare che passi – né un vaccino. In Italia ci furono dei casi nel luglio del 2007, nei paesi di Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna. Circa 130 persone contrassero il virus, attraverso le punture delle zanzare tigre: un anziano morì dopo il ricovero all’ospedale di Ravenna.

(CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images)