Anche Matteo Salvini teme che dietro i vaccini ci sia un complotto

Ha detto di essere contro la nuova legge perché teme «che qualche multinazionale o casa farmaceutica abbia preso l’Italia come paese cavia»

(ANSA/GIORGIO ONORATI)

Ieri il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha attaccato duramente, e per la prima volta, la nuova legge sui vaccini, che impone dieci vaccinazioni obbligatorie ai bambini tra gli 0 e i 16 anni. Durante una conferenza stampa a Roma, Salvini ha detto che «vaccinarsi deve essere una libera scelta, non un obbligo sovietico» e poi ha aggiunto:

«Non vorrei che qualche multinazionale o casa farmaceutica avesse preso l’Italia come paese cavia»

Salvini ha parlato di vaccini per difendere il suo collega di partito Luca Zaia, presidente del Veneto. Proprio questa settimana l’amministrazione Zaia aveva approvato una moratoria che, sostanzialmente, sospende l’applicazione della legge sui vaccini per due anni nella regione. Zaia dice da molto tempo di essere contrario alla legge sui vaccini. In seguito alle numerose critiche e proteste, giovedì 7 settembre Zaia ha sospeso la moratoria.

Salvini non si era speso per difenderlo tranne in alcune rare occasioni, come nei giorni dell’ultimo congresso della Lega Nord quando era in corsa per la rielezione alla carica di segretario federale. Nell’altra regione governata dalla Lega, la Lombardia, per il momento non si parla di misure speciali per ostacolare la legge sui vaccini.

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