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  • mercoledì 6 settembre 2017

I Red Sox hanno imbrogliato usando gli Apple Watch

In alcune partite contro gli Yankees li hanno usati di nascosto per far arrivare informazioni ai giocatori in campo, una cosa proibita

(AP Photo/Steven Senne)

La squadra di baseball di Boston, i Red Sox, è stata accusata di aver imbrogliato utilizzando un Apple Watch nel corso di alcune partite contro gli Yankees, una delle due squadre di New York e loro storici rivali. Secondo le indagini preliminari svolte dalla federazione statunitense del baseball, i Red Sox avrebbero utilizzato gli Apple Watch per mettere rapidamente in comunicazione l’allenatore e i giocatori seduti in panchina con i tecnici della squadra che osservavano la partita dall’impianto video dello stadio, per spiare gli avversari e capire in anticipo come avrebbero giocato.

Lo scopo dello schema era individuare e interpretare rapidamente i segnali che i ricevitori (“catcher”, i giocatori inginocchiati con la maschera e il guantone più grosso) degli Yankees inviavano ai loro lanciatori (“pitcher”), per poter giocare ogni azione da una posizione di vantaggio. Questi segnali vengono fatti quando il lanciatore deve decidere che tipo di lancio fare per mettere in difficoltà il battitore avversario (“batter” il giocatore con la mazza da baseball). Il ricevitore si trova alle spalle del battitore e, osservandone più da vicino posizione e approcci, comunica al suo lanciatore il tipo di palla che vuole: veloce, curva, piatta, alta. La comunicazione si svolge a gesti tramite un codice, cercando di non farsi vedere dagli avversari. I segnali sono utili anche perché, se il battitore non riesce a colpire la palla e se ci sono giocatori in campo che cercano di raggiungere altre basi, è molto importante che il ricevitore riesca ad afferrarla al volo: e quindi è bene che sappia che tipo di lancio sta per ricevere. Naturalmente, se il battitore conosce in anticipo il tipo di lancio che riceverà, avrà maggiori possibilità di colpire la palla e provare a fare punto. Se vi interessa, qui trovate una spiegazione più approfondita, e in italiano, di come funzionano i segnali.

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Ogni squadra cerca costantemente di intercettare i segnali del ricevitore avversario e di comunicarli rapidamente al battitore. Il regolamento stabilisce che è del tutto legittimo cercare di spiare i segnali avversari, ma che per farlo non bisogna utilizzare alcuno strumento: binocoli e apparecchi elettronici sono vietati sia in campo che in panchina, il “dugout”, come viene chiamata nel baseball.

Spiare questi segnali, però, è molto complicato. Sia perché il ricevitore, cioè quello che segnala, non si trova in una posizione facile da controllare (tranne quando l’altra squadra ha un giocatore in seconda base, vedi figura), sia perché ogni squadra usa diversi codici e segnali per cercare di confondere i propri avversari. Da quando gli stadi delle squadre principali si sono riempiti di decine di telecamere, tuttavia, c’è una nuova possibilità per ottenere preziose informazioni durante una partita.

Ogni squadra ha del personale che segue la partita guardando i video delle varie telecamere. Non appena questi tecnici riescono a intercettare e decifrare un gesto degli avversari cercano immediatamente di comunicarlo ai propri compagni in campo. Il problema è che chi guarda la partita tramite le telecamere non si trova in campo, ma di solito è posizionato in una cabina da qualche altra parte nello stadio. Una volta decifrato il gesto, quindi, i tecnici sono costretti a mandare qualcuno di corsa alla panchina per comunicare l’informazione. Visto che tra i gesti del ricevitore e il lancio del lanciatore passano di solito pochi secondi, è molto complicato consegnare in tempo queste informazioni.

Durante l’indagine della lega, i Red Sox hanno ammesso di aver utilizzato gli Apple Watch per accorciare significativamente questo lasso di tempo. Non appena i tecnici nella sala video coglievano un segnale lo comunicavano immediatamente via messaggio agli uomini in panchina che a loro volta lo comunicavano ai giocatori. Grazie alle piccole dimensioni dell’Apple Watch, il loro gesto non risultava così appariscente e non rappresentava una chiara violazione del regolamento come tirare fuori dalla tasca il proprio smartphone e iniziare a consultarlo durante la partita.

I Red Sox, però, sono stati scoperti grazie alla denuncia degli Yankees, che hanno consegnato alla lega baseball (la MLB, “Major league baseball”) due filmati girati nel corso di due diverse partite che si sono svolte lo scorso agosto. In uno dei filmati si vede un membro dei Red Sox in panchina consultare il suo Apple Watch. Subito dopo, l’uomo parla brevemente con l’allenatore che, a sua volta, riferisce il messaggio ai giocatori in campo. I dirigenti dei Red Sox hanno detto durante l’indagine che non erano a conoscenza dell’uso di apparecchi elettronici in campo.

Il problema ora è capire se e come i Red Sox saranno puniti. La MLB non ha dei buoni trascorsi per quanto riguarda la severità delle sue punizioni, in particolare quelle destinate a squadre accusate di utilizzare sistemi irregolari per spiare i propri avversari. Nel 1997, i Mets, l’altra squadra di baseball di New York, furono accusati di aver installato mini telecamere vicino all’area di battuta del loro stadio. I Mets negarono le accuse e la lega decise di non punire la squadra. Nel 2011 accadde un episodio molto simile. I Philadelphia Phillies furono accusati di utilizzare binocoli e altri strumenti vietati per spiare i segnali dei loro avversari, ma la lega preferì non indagare.

Al momento, è in corso un’indagine preliminare i cui contenuti non ancora stati diffusi ufficialmente (le informazioni che circolano sono state tutte riferite da fonti anonime vicine alla lega). Rob Manfred, il capo della lega del baseball, ha fatto capire che i Red Sox non useranno più gli Apple Watch durante le partite, ma ha aggiunto di non essere sicuro che la squadra riceverà una sanzione per aver utilizzato metodi scorretti. Manfred ha ricordato che mai in passato una squadra è stata penalizzata per aver utilizzato metodi irregolari di spionaggio. «E c’è una buona ragione per questo – ha spiegato Manfred – è molto, molto difficile capire quale impatto abbia avuto la violazione del regolamento sulle singole partite». In altre parole, secondo Manfred, i Red Sox potranno essere puniti soltanto se si riuscirà a dimostrare che gli Apple Watch sono stati essenziali per alterare il risultato di una partita. Altrimenti non riceveranno alcuna sanzione.

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