Facebook ha diffuso una sua app in Cina, facendo finta di niente

Lo scrive il New York Times: è un'app per condividere foto apparentemente indipendente, per aggirare il blocco nel paese

L'amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg durante una conferenza a Pechino, in Cina, il 19 marzo 2016 (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Facebook ha una nuova strategia per raggiungere i 700 milioni di persone che hanno accesso a internet in Cina, dove il social network è bloccato da anni per volere del governo: ha diffuso una app di condivisione di fotografie attraverso una società cinese che apparentemente non è legata a Facebook. Lo ha raccontato una fonte anonima a conoscenza dei piani dell’azienda al New York Times. La app si chiama Colorful Balloons, ed è praticamente identica a Moments, la app di Facebook per condividere e organizzare le fotografie presenti sul proprio smartphone con amici stretti e parenti, in modo privato.

È la prima volta che una grande azienda straniera diffonde una app in Cina in modo anonimo e usando un sotterfugio: come scrive il New York Times, è una strategia che «mostra la disperazione e la frustrazione delle aziende di tecnologia globali che vorrebbero fare breccia nel più grande mercato online del mondo». Gli utenti di internet in Cina non sono soltanto moltissimi – e potenzialmente potrebbero diventare molti di più di quelli attuali, visto che il paese ha quasi 1,4 miliardi di abitanti – ma spendono anche molto facendo acquisti online: 750 miliardi di dollari (cioè 637 miliardi di euro) all’anno.

Un’immagine che mostra come Colorful Balloons, a sinistra, sia simile a Moments, a destra:

In Cina, Facebook è bandito dal 2009. Instagram (che appartiene a Facebook) lo è dal 2014 e ogni tanto WhatsApp (anch’essa di proprietà di Facebook) viene bloccata, come è successo il mese scorso. Internet subisce varie forme di censura da parte del governo, e per questo le aziende cinesi sono favorite rispetto a Google e Facebook: il motore di ricerca più usato in Cina è Baidu, e i principali social network sono Sina Weibo e WeChat, che è simile a WhatsApp ed è disponibile anche in Italia.

Questo nuovo tentativo di Facebook di entrare in qualche modo nel mercato cinese e comprenderne il funzionamento è l’ultimo di una serie di strategie tentate dal fondatore e amministratore delegato dell’azienda Mark Zuckerberg. Da anni Zuckerberg visita la Cina e studia il mandarino nel tentativo di capire come arrivare al mercato cinese; alcune delle sue fotografie scattate in Cina, tra cui una famosa in cui fa jogging in piazza Tienanmen, lo hanno reso popolare tra i cinesi. L’anno scorso, sempre secondo testimonianze raccolte dal New York Times, Facebook stava lavorando a un sistema per rendere invisibili alcuni post nella sezione Notizie (“Newsfeed”) degli utenti che si collegano da specifiche aree geografiche, una soluzione per rendere il social network compatibile con la censura cinese.

Colorful Balloons è diffusa da una società chiamata Youge Internet Technology, e registrata in un ufficio nell’est di Pechino, secondo quanto riportato sull’App Store di Apple. I giornalisti del New York Times però hanno detto di non essere riusciti a trovare l’ufficio all’indirizzo indicato. Secondo i documenti relativi alla società, la sua direttrice esecutiva è Zhang Jingmei, una donna presente in una recente fotografia che mostra un incontro tra rappresentanti di Facebook e l’amministrazione di Shangai. Nell’immagine Zhang è seduta vicino a Wang-Li Moser, una dirigente di Facebook tra i cui compiti c’è quello di mantenere delle relazioni con il governo cinese. La presenza di Zhang nella foto indica che la donna potrebbe essere una consulente o una dipendente di Facebook. Facebook ha rifiutato di rispondere alle domande del New York Times sulla propria relazione con Zhang, che a sua volta non ha risposto alle telefonate del giornale.

Per usare Moments in giro per il mondo ci si collega con amici e parenti tramite Facebook: in Cina gli account di Colorful Balloons sono in contatto grazie a WeChat, che è il social network più diffuso, e ai QR code, il cui uso è molto comune nel paese. In qualche modo sembra però che Facebook abbia voluto limitare la diffusione di Colorful Balloons, almeno per ora: postando immagini su WeChat usando Colorful Balloons, gli utenti generano un link che inviterebbe altri utenti a scaricare la app. Questo link però non funziona, ed è necessario passare per un negozio di app online per poterla scaricare. Per ora non è chiaro se le autorità cinesi che controllano internet siano a conoscenza dell’esistenza della app; il New York Times non ha ricevuto risposta alle sue richieste di informazioni fatte all’Ufficio per gli affari di internet. Dopo la pubblicazione della notizia da parte del New York Times, i rapporti tra Facebook e il governo cinese potrebbero peggiorare.

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