Siamo più vicini ai trapianti di organi di maiali negli esseri umani

Alcuni scienziati sono riusciti a clonare dei maiali senza retrovirus nel loro genoma: era uno degli ostacoli all'uso di questi animali per aiutare le persone in attesa di trapianto

Cinque maialini clonati nel 2002 da PPL Therapeutics, la stessa società britannica che clonò la pecora Dolly; furono clonati come parte della ricerca per arrivare al trapianto di organi suini negli esseri umani (PPL Therapeutics via BWP Media/Getty Images)

La ricerca sull’ingegneria genetica ha forse reso più vicino il momento in cui organi di maiali potranno essere trapianti nei corpi di persone malate.

Il 10 agosto la rivista Science ha pubblicato un articolo sui risultati di una squadra di genetisti cinesi e statunitensi che sono riusciti a clonare dei maiali privi di retrovirus porcini endogeni (solitamente indicati con l’infelice sigla PERVs, che in inglese vuol dire pervertiti), tipi di virus presenti in tutti i maiali perché nel corso della storia si sono aggiunti al genoma di questi animali. Senza questi virus, gli organi dei maiali dovrebbero essere più compatibili con il corpo umano. Secondo George Church, medico e genetista dell’Università di Harvard che ha guidato l’esperimento di cui si parla nell’articolo, il primo trapianto da maiale a essere umano potrebbe avvenire nel giro di due anni. Il risultato ottenuto dal suo gruppo di ricerca è molto importante, potenzialmente, perché se gli organi per i trapianti potessero essere presi da maiali allevati, invece che dai corpi delle persone che muoiono negli incidenti, sarebbe possibile salvare molte più persone in attesa di un trapianto.

Da più di vent’anni gli scienziati sono interessati agli organi dei maiali per gli xenotrapianti (quelli fatti trapiantando tessuti o organi di una specie animale in un esemplare di un’altra) perché sono simili a quelli umani per vari aspetti, tra cui le dimensioni, ed è semplice e veloce far crescere questi animali. In alcuni casi cellule e tessuti dei maiali vengono già usati: alcune persone malate di diabete hanno ricevuto cellule del pancreas dei maiali nascoste da una specie di guaina per evitare la reazione di rigetto da parte del sistema immunitario, e alcune persone ustionate hanno ricevuto trapianti temporanei di pelle di maiale.

Il problema è che tra le caratteristiche degli organi dei maiali ce ne sono alcune che causerebbero il rigetto dell’organo trapiantato, in modo incontrollabile anche usando i farmaci anti-rigetto che vengono sempre usati dopo qualsiasi tipo di trapianto, e poi ci sono i retrovirus endogeni: uno studio del 1997 dimostrò che potevano trasmettersi dalle cellule di maiale a quelle umane, cosa che preoccupò molto i ricercatori interessati agli xenotrapianti perché uno dei PERVs è molto simile a un virus che causa la leucemia in alcune scimmie. Non si sa che effetto avrebbero i PERVs sul corpo umano, ma la scoperta dei possibili rischi a essi collegati rallentò molto la ricerca sugli xenotrapianti.

Il gruppo di ricerca di Church ha ottenuto maiali senza PERVs usando la recente tecnica di ingegneria genetica CRISPR-Cas9 (chiamata anche semplicemente CRISPR), che in pratica permette di “copincollare” segmenti di DNA di un organismo in un altro. Gli scienziati hanno preso alcune cellule di un maiale e ne hanno modificato il DNA per togliere i retrovirus (il procedimento non è semplicissimo, qui c’è una spiegazione un po’ più tecnica in inglese), poi le hanno trasformate in cellule uovo. A queste è stato fornito il DNA necessario per farle diventare embrioni di maiale, che poi sono stati impiantati in alcune scrofe. Molti degli embrioni e dei feti di maiale sono morti prima della fine delle gravidanze, e alcuni maiali sono morti poco dopo la nascita, ma 15 sono sopravvissuti e ora il più vecchio ha quattro mesi: nessuno di loro ha i retrovirus nel proprio DNA.

Nel 2015 Church e Luhan Yang, un altro genetista di Harvard, hanno fondato la società eGenesis per lavorare sull’ingegneria genetica mirata agli xenotrapianti. Ma non sono gli unici scienziati a lavorare per arrivare ai trapianti di organi di maiale. Altri si sono concentrati non sui retrovirus, ma su un’altra caratteristica degli organi suini che li rende incompatibili con il corpo umano: uno strato di carboidrati che li ricopre. David Cooper dell’Università dell’Alabama e i suoi colleghi, per esempio, hanno usato l’ingegneria genetica per ottenere maiali senza questo strato di carboidrati sugli organi e pensano che la questione dei retrovirus non sia così importante. Anche eGenesis sta facendo nascere maiali senza lo strato di carboidrati sugli organi e in futuro Church vorrebbe ottenerne altri che siano al contempo privi dei retrovirus.

Ovviamente la questione degli xenotrapianti porta con sé anche delle questioni etiche sull’allevamento degli animali a questo scopo. Gli scienziati che fanno ricerca su questo tipo di trapianti dicono che i maiali che verrebbero allevati per i loro organi sarebbero una piccolissima frazione di quelli allevati a scopi alimentari – che sono circa 100 milioni all’anno nei soli Stati Uniti – e che comunque i trapianti potrebbero salvare molte persone: si stima che negli Stati Uniti ogni giorno muoiano 22 persone in attesa di un trapianto. Inoltre i maiali verrebbero anestetizzati e uccisi senza provare dolore.

Ci sono anche alcune questioni religiose da tenere in considerazione, ma finora i maggiori gruppi religiosi interrogati in merito si sono detti favorevoli ai futuri xenotrapianti fatti per salvare vite umane; alcuni capi religiosi ebrei e musulmani però si sono espressi contro i trapianti di reni di maiale, perché le persone senza reni o con problemi ai reni possono sopravvivere facendo la dialisi.

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