Anche le orche vanno in menopausa

Come noi e pochissimi altri animali, e la ragione forse è più sociale che biologica

Una femmina di orca nello stretto di Puget, a ovest di Seattle, negli Stati Uniti, il 18 gennaio 2014 (AP Photo/Elaine Thompson)

Nella maggior parte degli animali le femmine non smettono mai di riprodursi finché vivono: è una delle strategie che permettono la sopravvivenza della specie. Le femmine di alcuni animali però vanno in menopausa, esattamente come gli esseri umani: e come per gli esseri umani, non sappiamo molte cose sulla loro menopausa.

La definizione più vaga di menopausa è un cambiamento fisico che causa la fine della fertilità delle donne (o delle femmine di alcuni altri animali) a un certo punto dell’età adulta. Secondo alcuni studi, tutti gli animali avrebbero una loro versione della menopausa, ma secondo altri scienziati non ci sono abbastanza prove per sostenere questa tesi dato che solo pochi animali sono stati visti andare in menopausa. Tra questi ci sono i primati che vivono in cattività: negli zoo gli animali vivono più a lungo che in natura, visto che non sono minacciati dai predatori e vengono protetti dalle malattie, e questo ha permesso di vedere che negli esemplari femmina di gorilla, scimpanzé e oranghi a un certo punto l’ovulazione si interrompe. Se si considerano solo gli animali che vivono liberi in natura, sono solo tre le specie in cui le femmine hanno tipicamente una lunga vita dopo aver messo di essere fertili: le donne, i globicefali di Gray, che sono un tipo di cetacei, e le orche. La cosa più interessante di questa caratteristica, che le donne condividono con pochi altri mammiferi femmine, è che sembra che la menopausa non dipenda dalla biologia ma dalla struttura della società in cui donne, orche e globicefali vivono.

La menopausa delle orche è stata studiata approfonditamente e anche quest’anno sono stati pubblicati degli studi in merito. Le femmine di orca si riproducono fino ai trenta o ai quarant’anni (l’età media raggiunta dai maschi), poi smettono di essere fertili ma continuano a vivere fino ai novant’anni. Dal punto di vista evoluzionistico questo sembra un controsenso: perché dovrebbero essere stati naturalmente selezionati degli animali che per la maggior parte della loro vita non possono riprodursi? L’unica risposta possibile, secondo i principi della selezione naturale, è che la loro lunga vita dopo la fine del periodo fertile deve favorire la conservazione della specie in qualche modo. A questo punto per i biologi evoluzionisti la domanda diventa: in che modo le orche (e le donne) in menopausa si rendono utili per la conservazione della specie?

Nel 2012 Darren Croft, uno psicologo dell’Università di Exeter che studia il comportamento degli animali, e i suoi colleghi hanno pubblicato su Science un articolo in cui ipotizzavano che le orche abbiano la menopausa per occuparsi dei propri figli maschi. Le orche vivono in una società matrilineare, in cui i branchi sono guidati da femmine anziane, e le femmine continuano ad avere un rapporto con i propri figli per tutta la vita, anche se questi sono ormai adulti; la sopravvivenza dei maschi dipende molto dalle madri, tanto che quando un’orca femmina muore le probabilità di sopravvivenza dei suoi figli maschi nel giro di un anno diminuiscono dalle tre alle quattordici volte, a seconda dell’età del maschio e di sua madre alla morte. Le madri continuano a dare parte degli animali che cacciano ai propri figli finché vivono (condividono fino al 90 per cento delle proprie prede); i maschi continuano a cacciare insieme alle madri anche da adulti.

Se le orche femmine continuassero a riprodursi per tutta la vita, avrebbero molti più figli e a un certo punto farebbero fatica a dare parte del loro cibo a tutti loro, anche perché si troverebbero a competere per il cibo con le femmine più giovani. Per uno studio pubblicato all’inizio dell’anno Darren Croft e i suoi colleghi hanno analizzato dati sulla vita delle orche e sui rapporti all’interno dei branchi che vivono nel nord-ovest dell’oceano Pacifico raccolti in 42 anni: la conclusione dello studio è che per le orche figlie di femmine più anziane è 1,67 volte più probabile morire prima di aver compiuto 15 anni. In sostanza, per le orche come specie, è più vantaggioso che a un certo punto le femmine anziane smettano di riprodursi per favorire sia la sopravvivenza dei propri figli che quella dei propri nipoti. Un’altra osservazione fatta dagli scienziati è che se le orche femmine aiutano i propri figli maschi a sopravvivere, aumentano le probabilità che i loro geni si diffondano in altri branchi: i maschi in salute infatti a volte si allontano dal proprio branco, durante il periodo della riproduzione, e si accoppiano con femmine di altri branchi. Così facendo, diffondono i geni delle proprie madri senza che queste debbano affollare con nuovi cuccioli il proprio branco.

Una cosa che invece gli scienziati non hanno ancora trovato il modo di capire è se per le orche la menopausa si accompagni a condizioni fisiche sgradevoli, come capita ad alcune donne, per esempio con le vampate. «Sono animali molto grandi che vivono in mare aperto, quindi è pressoché impossibile determinarlo», ha spiegato Croft in un’intervista al National Geographic nel 2013.

Le conclusioni a cui sono giunti i biologi che si occupano delle orche sembrano confermare una delle più importanti (anche se tuttora discussa) teorie sulla menopausa delle donne, la cosiddetta “ipotesi della nonna”, inizialmente pensata per spiegare la menopausa delle donne: le donne non più fertili possono aiutare le figlie a occuparsi dei loro figli e il loro contributo dà ai bambini maggiori possibilità di sopravvivenza, oltre a consentire alle donne giovani di avere un maggior numero di gravidanze. Per le donne, inoltre, il parto senza un aiuto sarebbe estremamente difficoltoso: l’aiuto delle donne più anziane è importante anche da questo punto di vista.

Nell’ultimo numero della newsletter Lenny il giornalista Ferris Jabr ha riassunto le spiegazioni che abbiamo sulla menopausa delle orche e ha paragonato questi animali ad altri che invece non hanno la menopausa, in particolare gli elefanti. Anche gli elefanti vivono in una società matrilineare e come le orche sono mammiferi molto grandi, molto intelligenti e con stretti e duraturi rapporti sociali. Diversamente dalle orche però, le femmine di elefante escludono i maschi adulti dai branchi: i maschi vivono tra loro e si uniscono alle femmine solo nel periodo dell’anno in cui si accoppiano. E diversamente dalle orche le femmine di elefante continuano a riprodursi anche dopo i 60 anni. Sembra che l’assenza dei maschi adulti dai branchi diminuisca i conflitti al loro interno e consenta alle femmine di continuare ad avere figli anche da anziane.

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