L’estate molto movimentata di Virginia Raggi

Facciamo un po' d'ordine nelle vicende delle ultime settimane, tra manager che si dimettono, scontri interni al M5S e conti che non tornano

(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Nelle ultime settimane la giunta del comune di Roma ha dovuto affrontare parecchi problemi, tra cui un’emergenza idrica, le dimissioni del direttore generale di ATAC, i conti del bilancio che non tornano e le critiche alla sindaca da parte dell’importante assessore al bilancio, Andrea Mazzillo. La situazione più complessa da gestire sembra proprio quest’ultima. Sabato Repubblica ha pubblicato un’intervista in cui l’assessore diceva cose estremamente critiche sulla sindaca: «Qui serve una svolta, continuando così andiamo a sbattere. Va a sbattere tutta la città», aveva detto al vicedirettore Sergio Rizzo.

Nell’articolo Rizzo sosteneva ci fosse una maggioranza di consiglieri del Movimento 5 Stelle pronta a sostenere la linea di Mazzillo, anche a costo di mettere in difficoltà la sindaca. Il giorno dopo Raggi ha risposto alle critiche del suo assessore, scrivendo su Facebook che «chi preferisce polemizzare si mette da solo fuori dal gruppo». Mazzillo a quel punto aveva precisato la sua posizione: «Condivido pienamente le linee strategiche e operative della sindaca Virginia Raggi nella conduzione della macchina amministrativa». Nonostante il ripensamento, Raggi ha deciso comunque di togliere a Mazzillo parte delle sue deleghe, in particolare quelle che riguardano la gestione del patrimonio. I giornali scrivono oggi che Raggi starebbe anche pensando di rimuovere Mazzillo dalla sua carica.

Non è facile, però, trovare professionisti disposti ad accettare una carica complessa come quella di assessore al Bilancio, soprattutto in una città in difficoltà finanziarie come Roma e una giunta fragile come quella di Virginia Raggi. Già la scorsa estate il primo assessore al bilancio scelto da Raggi, Marcello Minenna, si era dimesso in polemica con la sindaca, che era stata costretta a sostituirlo proprio con Mazzillo, commercialista ed ex capo del suo staff personale. Sostituire Mazzillo oggi sembra ancora più complicato, visto che, come ha scritto il Messaggero, il ministero dell’Economia avrebbe convocato Raggi e il suo assessore al Bilancio per un incontro chiarificatore a settembre. Secondo il Messaggero, infatti, il bilancio presentato dalla giunta conterrebbe diversi problemi e incongruenze su cui il ministero vorrebbe ricevere chiarimenti (la giunta lo aveva approvato pochi mesi fa dopo alcune difficoltà tecniche).

Le critiche di Mazzillo alla giunta sono arrivate dopo settimane di grosse difficoltà per la sindaca Raggi. A metà del mese di luglio, l’amministrazione di ACEA, l’azienda che si occupa della distribuzione dell’acqua in città (nominata da Raggi) aveva minacciato di razionare l’acqua a 1,5 milioni di romani in risposta alla decisione della giunta regionale di interrompere, per ragioni ambientali, i prelievi dal lago di Bracciano. La crisi è stata evitata, ma Raggi ha subito dovuto affrontare un altro problema.

Il 27 luglio Bruno Rota, direttore generale di ATAC nominato ad aprile dalla stessa Raggi, ha dichiarato in un’intervista che era necessario un rapido intervento sulla società di trasporti che altrimenti avrebbe rischiato il fallimento. In due interviste Rota ha contestato la cattiva gestione degli anni precedenti, i debiti accumulati negli anni, i problemi del parco mezzi, ma ha attaccato anche alcuni dei sindacati più piccoli e una parte del personale dell’azienda. «Si parla di turni massacranti e c’è gente che non arriva a tre ore effettive di guida», ha detto al Corriere della Sera. Rota chiedeva apertamente che si iniziasse una procedura per ristrutturare il debito della società, per esempio un concordato preventivo, una procedura meno radicale del vero e proprio fallimento.

Subito dopo la dichiarazione di Rota, l’amministratore di ATAC, Manuel Fantasia (anche lui nominato da Raggi), ha annunciato di aver ritirato le deleghe a Rota, un gesto che anticipava un licenziamento del manager e che da molti è stato visto come un modo di punire Rota per le sue dichiarazioni ai giornali. Rota, però, ha risposto a Fantasia mostrando ai giornalisti la sua lettera di dimissioni, datata 21 luglio, cioè non solo prima della decisione di Fantasia, ma prima anche delle sue dichiarazioni ai giornali. Rota ha spiegato che aveva già deciso di dimettersi quando aveva capito che l’amministrazione della città non era disposta a seguire la strada del concordato preventivo e ha aggiunto che la sindaca gli aveva chiesto di tenere le dimissioni riservate.

Nei giorni successivi anche Fantasia è stato in qualche modo “punito”. La sindaca Raggi, infatti, ha deciso di modificare la governance di ATAC, facendola passare da una struttura ad amministratore unico (Fantasia, appunto) a una governata da un consiglio d’amministrazione formato da tre persone e il cui presidente sarà Paolo Simioni. Non è chiaro se Fantasia continuerà ad avere un ruolo nella società.