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  • sabato 29 luglio 2017

Mike Piazza e il futuro della Reggiana

Uno dei giocatori di baseball più famosi degli anni Novanta è da un anno proprietario della squadra di calcio di Reggio Emilia, che non ha una storia semplice

Mike Piazza scherza con i tifosi della Reggiana prima di una partita di campionato (LaPresse)

Fra la Serie B e le leghe minori del calcio italiano ci sono almeno quattro squadre i cui ambiziosi progetti hanno attirato grande interesse da parte di esperti e appassionati. Dopo aver raccontato la nuova Triestinale ambizioni del Venezia e  il ritorno del Parma, parliamo della Reggiana: squadra di cui si parla poco da vent’anni ma la cui storia potrebbe aver subito una svolta con l’arrivo a Reggio Emilia di Mike Piazza, ex stella della Major League di baseball che un anno fa ha deciso di investire nel club.

Nella storia della Reggiana Calcio sembra che nulla sia mai stato semplice. Fondata nel 1919, ci mise cinque anni per disputare il suo primo campionato di prima divisone, in cui giocò solo per cinque stagioni prima di retrocedere. Dal 1929 ci mise niente di meno che 64 anni per ritornare in Serie A, dove disputò due campionati di fila (1993-1994 e 1994-1995), prima di essere retrocessa nuovamente: salvo poi ottenere una nuova promozione l’anno successivo con un giovane Carlo Ancelotti in panchina. Nel 1997, dopo un solo campionato, la Reggiana fu nuovamente retrocessa: e da allora non ha fatto più ritorno in Serie A. Anzi: è da 18 anni che manca anche dalla Serie B. Gli ultimi vent’anni della Reggiana sono stati inoltre fortemente influenzati dalle vicende legate al suo stadio, il primo impianto italiano di proprietà di una società sportiva, inaugurato nel 1995, fallito dieci anni dopo — insieme al club — e finora mai sfruttato in tutto il suo potenziale.

Fin troppo per la squadra di una città come Reggio Emilia, circa 170mila abitanti, che fra molte difficoltà è riuscita comunque a legare il suo nome ad alcune importanti figure del calcio italiano ed europeo: fu la prima squadra allenata in carriera da Ancelotti e negli anni Novanta fu il club di alcuni noti calciatori internazionali, come il nigeriano Sunday Oliseh, l’attaccante portoghese Paolo Futre e il portiere della Nazionale brasiliana Claudio Taffarel, campione del mondo nel 1994.

Dopo il fallimento del 2005 la Reggiana passò quattro anni in Serie C2, prima di essere promossa in C1. Ma dal 2008 la squadra non è più riuscita a muoversi da lì. Nove anni passati ininterrottamente in Lega Pro possono essere considerati come un successo dalle piccole squadre, non dalla Reggiana, un club che può contare su un folto numero di tifosi — che sarebbe uno dei più numerosi anche in Serie B — e su delle ottime strutture, a partire dallo stadio, che però ha rappresentato l’ultimo smacco per la Reggiana e i suoi tifosi. Dal 2013 è infatti diventato lo stadio del Sassuolo dopo essere stato acquistato dalla Mapei di Giorgio Squinzi: la Reggiana, pur continuando a giocare le sue partite lì, è stata costretta a pagare un affitto.

Da un anno a questa parte, tuttavia, la storia della Reggiana si è incrociata con quella di Mike Piazza, il cui nome dice poco in Italia ma non negli Stati Uniti, dove è ricordato come uno dei migliori giocatori di baseball degli anni Novanta. Nato nel 1978 da genitori originari di Sciacca, in provincia di Agrigento, e cresciuto in Pennsylvania, Piazza ha giocato in MLB dal 1992 al 2007 e le squadre a cui è rimasto più legato sono i Los Angeles Dodgers, per cui giocò dal 1992 al 1998, e i New York Mets, con cui giocò dal 1998 al 2005. È considerato il miglior ricevitore-battitore di tutti i tempi e detiene tuttora il record di fuoricampo per un ricevitore, 396. All’apice della sua carriera, Piazza arrivò a guadagnare anche più di 15 milioni di dollari a stagione, e fu per anni uno dei dieci giocatori più pagati della Major League.

Nel 2003 il gruppo scozzese Belle and Sebastian scrisse una canzone dedicata a Mike Piazza, “Piazza, New York Catcher”, contenuta nell’album Dear Catastrophe Waitress.

Piazza frequenta l’Italia da una decina di anni, ovvero da quando smise di giocare a baseball e diventò allenatore dei battitori della Nazionale italiana. Si dedicò anche alle attività della National American Italian Foundation, la più importante associazione che rappresenta la comunità italoamericana negli Stati Uniti, e successivamente al calcio italiano. Piazza, quindi, è uno dei tanti italoamericani che negli ultimi anni hanno iniziato a interessarsi al campionato nazionale, spinti dalla passione, dalle proprie origini e dalle potenzialità sopite delle squadre, ricche di storia e molto popolari ma spesso gestite male e senza investimenti.

La prima squadra a cui s’interessò Piazza fu il Palermo, almeno sei anni fa: cercò di coinvolgere nel progetto alcuni proprietari italoamericani di squadre di MLB, ma alla fine non se ne fece nulla. Su consiglio dell’amico Joe Tacopina – avvocato newyorkese e proprietario del Venezia — due anni fa Piazza s’interesso all’acquisto del Parma, ma a causa della situazione debitoria della società concentrò i suoi investimenti pochi chilometri più ad est, a Reggio Emilia, dove ha sede la squadra storicamente rivale del Parma.

Con l’aiuto dell’ex calciatore Maurizio Franzone, suo assistente da diversi anni, a giugno dell’anno scorso Piazza ha comprato le quote di maggioranza della Reggiana e ne è diventato il presidente il primo luglio, dopo un’operazione costata circa 3 milioni di euro. Nonostante la ventina di nuovi giocatori acquistati in estate, il club non ha ricevuto subito una grossa spinta dagli investimenti della nuova proprietà: la squadra ha disputato una stagione non particolarmente entusiasmante, finendo il campionato di Lega Pro al quinto posto per poi essere eliminata dall’Alessandria nella semifinale dei play-off per la promozione. Oltre ai risultati sportivi non ancora convincenti, ci sono stati anche dei problemi a livello societario: negli ultimi mesi diversi vecchi dirigenti hanno criticato alcuni metodi di gestione di Piazza e di sua moglie, Alicia Rickter, una ex modella statunitense che sta lavorando alla riorganizzazione della Reggiana e che negli ultimi mesi ha avuto un scontro con il vice presidente Stefano Compagni, criticato per un presunto pasticcio economico provocato alla società.

Uno degli ultimi episodi di cui si è discusso molto in città sono state le dimissioni del direttore sportivo Doriano Tosi, arrivate dopo nemmeno una settimane dall’assunzione per motivi personali, che hanno complicato almeno in partenza la gestione sportiva della squadra in vista della nuova stagione. Dopo le ultime vicende, tuttavia, la situazione alla Reggiana sembrerebbe vicina alla normalità, con Piazza che ha aumentato le sue quote di maggioranza raggiungendo l’85 per cento e con le trattative in corso per la costruzione di un nuovo centro sportivo, il cui costo dovrebbe aggirarsi attorno i 5 milioni di euro. Negli ultimi giorni, inoltre, Piazza si è incontrato con il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, per fare un punto della situazione e degli investimenti.

Al suo arrivo a Reggio Emilia, Piazza disse di aver predisposto per la Reggiana un piano quinquennale, con la promozione in Serie B da raggiungere in due anni. Per ora, tuttavia, questa previsione sembra poco realistica: nel mese di luglio, a poco più di una cinquantina di giorni dall’inizio della nuova stagione, la dirigenza ha subìto importanti cambiamenti e la campagna acquisti non è entrata da poco nel vivo. Di cessioni, invece, ce ne sono state già cinque. L’allenatore Leonardo Menichini, subentrato lo scorso gennaio a stagione in corso, sta continuando la preparazione e ha detto di essere concentrato sui giocatori che ha a disposizione, anche se la squadra è ancora in costruzione.

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