10 cose sul secondo episodio della settima stagione di “Game of Thrones”

Curiosità, teorie e approfondimenti, per chi ha visto il secondo episodio della settima stagione e si è fatto qualche domanda

(Da "Game of Thrones")

Il primo episodio della settima stagione di Game of Thrones finiva con Daenerys che dopo essere arrivata a Roccia del Drago accarezzava il tavolo a forma di Westeros e si chiedeva se non fosse il caso di iniziare. La buona notizia è che nel secondo episodio hanno iniziato. La cattiva notizia è che essendo questa la settima stagione e penultima stagione, e fatta da sette episodi, siamo già quasi a un terzo, e ne mancano solo 11 alla fine della fine.

Il primo episodio della settima stagione era servito soprattutto a riprendere le varie linee narrative e farci vedere chi era dove; il secondo, intitolato “Stormborn” (Nata dalla tempesta), è stato molto più movimentato. Alcuni personaggi si sono incontrati dopo molto tempo, qualcun altro ancora è morto. Ci sono poi stati diversi riferimenti a dialoghi e eventi delle passate stagioni e un po’ di cose interessanti che potreste esservi persi, o che potrebbero avervi messo in testa dubbi e curiosità. Come facciamo ormai da un po’, abbiamo provato a spiegare quello che si sa, per togliervi qualche dubbio, e a cercare le più interessanti teorie che possano mettervene altri, di dubbi. Che da qui in avanti è pieno di spoiler l’avete capito, vero?

Chi vuole cosa

Ora che siamo soli, un veloce ripasso di chi sta con chi e di chi vuole cosa, dopo che in “Stormborn” Daenerys ha riunito i suoi alleati a Roccia del Drago, Cersei ha provato a fare la stessa cosa con i pochi che le restano a Approdo del Re e Jon Snow ha fatto una di quelle riunioni da gente del Nord in cui Petyr Baelish sta appoggiato al muro e guarda tutti con quel suo ghigno imperscrutabile e Lyanna Mormont parla poco ma con un’autorevolezza che nemmeno Winston Churchill.

Daenerys vuole il Trono di Spade ma non vuole distruggere metà Approdo del Re con i suoi draghi. Decide quindi di fare un assedio, di non usare i Dothraki e di mandare gli Immacolati a Castel Granito, la “casa” dei Lannister. Ad aiutarla ci sono Olenna Tyrell (che più che altro vuole vendicarsi di Cersei), Theon e Yara Greyjoy e Ellaria Sand e le Serpi delle Sabbie. L’episodio finisce con Theon che scappa, due Serpi uccise, Ellaria e sua figlia catturate da Euron: non benissimo.

Jon Snow continua a essere l’unico che si preoccupa di come fermare un’orda di Estranei e non-morti, e per farlo decide di andare a incontrare Daenerys. Sansa all’inizio sembra essere contraria, ma la prospettiva di guidare il nord in sua assenza non sembra dispiacerle. I signori del nord non vogliono invece che Jon Snow accetti l’invito di un Lannister, che lavora per una Targaryen. Baelish, come al solito, vuole sposare Sansa e diventare il più potente di tutti, ma non si sa mai cosa pensi o trami davvero.

Cersei vuole più o meno uccidere tutti gli altri e per farlo prova a convincere i signori dei pochi regni che le sono rimasti fedeli a combattere contro gli invasori. Si rivede dopo un po’ di tempo anche Randyll Tarly, padre di Sam. Euron, intanto, vuole sempre sposare Cersei e dopo solo un episodio ha già trovato il regalo che le aveva promesso. Qyburn, invece, sembra aver lavorato per giorni a qualcosa di segreto. Questa volta non è né una specie di guerriero-zombie né l’esplosione di un gran pezzo di Approdo del Re: è solo una balestra gigante per uccidere i draghi di Daenerys.

Questioni di guerra a parte: Sam sta provando a curare Jorah Mormont; Missandei e Verme Grigio fanno quelli che tutti aspettavano facessero e Arya incontra prima Hot Pie (quando gli dice di avere qualche esperienza di cucina, è un riferimento ai figli di Walder Frey, che ha ucciso, cucinato e servito a Walder Frey) e poi Nymeria, il suo meta-lupo.

Serve una gran memoria

In “Stormborn” si risente parlare di Viserys, il fratello di Daenerys ucciso da Khal Drogo, si rivedono Hot Pie (Frittella, in italiano) e Nymeria (molto cresciuta), si sentono nominare più di una volta Re Robert e la sua ribellione e c’è Tyrion che manda un messaggio a Jon Snow, citando una sua frase della prima stagione: «I nani sono bastardi agli occhi dei loro padri».

Poi c’è anche Jon Snow che prende per il collo Baelish, proprio come aveva fatto suo padre Ned Stark (beh, non proprio, a quanto pare) nella prima stagione e poi – se avete notato questa siete proprio fortissimi – Sam e un arcimaestro parlano di un libro: An History of the House of Lannister, scritto da Master Ch’Vyalthan. Nell’ottavo episodio della seconda stagione Tyrion legge un altro libro di Ch’Vyalthan (An History of the Great Sieges of Westeros) e ne parla con Varys. Sia Varys che l’arcimaestro dicono che il povero Ch’Vyalthan non era un granché come scrittore.

E anche un’approfondita conoscenza dell’Alto Valiriano

Tra i tanti primi incontri di “Stormborn” c’è stato anche quello tra Melisandre e Daenerys, che pone le basi per l’incontro tra lei e Jon Snow. La cosa più importante del dialogo ha a che fare con la struttura grammaticale dell’Alto Valiriano, una vecchia lingua che nel mondo di Game of Thrones conoscono ormai in pochi. Tra quelli che la conoscono c’è Missandei, che fa notare come nell’Alto Valiriano non ci sia differenza tra il maschile e il femminile e che quindi nella profezia citata da Melisandre non ci sia un riferimento esplicito a un principe; potrebbe anche essere una principessa. Ha tutto a che fare con una vecchia profezia che riguarda Azoz Ahai, un mitico condottiero che migliaia di anni prima, quando regnava la Lunga Notte, riuscì a sconfiggere gli Estranei. Secondo la profezia, Azor Ahai si reincarnerà cinquemila anni dopo in un nuovo salvatore, che guiderà nuovamente l’Umanità contro gli Estranei. Melisandre era convinta che Azor Ahai reincarnato fosse Stannis, ma dopo la sconfitta contro i Bolton cambia idea e fa ritorno a Castello Nero. Come lei stessa dice a Daenerys, le profezie sono complicate.

Rickard? No, Dickon

Una cosa un po’ più semplice ora, ma divertente. A un certo punto Jaime Lannister parla con Randyll Tarly e incontra anche Dickon, figlio di Randyll e fratello di Sam. Jamie non sembra riconoscere Dickon e anzi sbaglia il suo nome, pensando che si chiami Rickard. È un riferimento al fatto che l’attore che interpreta Dickon è cambiato durante la serie (un po’ come era successo con Daario Naharis). Nella sesta stagione era stato interpretato da Freddie Stroma, ora è invece interpretato da Tom Hopper.

Chi scrive i libri

In uno dei dialoghi alla Cittadella tra Sam con i suoi superiori e insegnanti, uno di loro (l’arcimaestro Ebrose) gli dice che sta scrivendo una storia sulle guerre successive alla morte di Re Robert, ma il titolo che ha pensato è particolarmente lungo e noioso. Sam suggerisce quindi che potrebbe esisterne uno migliore, senza però dirlo. Questo dialogo ha rafforzato una teoria secondo la quale il narratore delle storie di Game of Thrones sarebbe Sam, o comunque sarebbe anche Sam. George R.R. Martin, il vero autore di Game of Thrones, è un grande appassionato delle storie di J.R.R. Tolkien, che per i suoi libri scelse di usare un simile meccanismo (usando tra l’altro Samwise Gamgee, un altro personaggio chiamato “Sam”).  È solo una teoria, ma ci sono elementi a suo sostegno. Per esempio: nella biblioteca della Cittadella ci sono, appese al soffitto, delle grosse strutture di ferro; sono uguali a quella che si vede alla fine della sigla di ogni puntata. È una specie di giroscopio, un dispositivo composto da dischi in parte liberi di assumere un’asse di rotazione, con sopra incisi alcuni episodi della storia di Westeros.

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Sam Tarly e R.R. Martin (HBO e GettyImages)

Arya e Nymeria

Nymeria è uno dei due metalupi ancora in vita tra i sei che nella prima stagione Ned Stark regalò ai suoi figli. Uno lo diede a Jon Snow: è Ghost (Fantasma) ed è l’altro ancora in vita. Ghost non si vede da un po’, ma sappiamo che sta bene (e si sa anche che si sarebbe dovuto vedere in “Stormborn” ma la sua scena è stata tagliata). Abbiamo invece visto la scena in cui Arya – dopo aver incontrato Hot Pie e aver deciso, grazie a lui, di andare verso nord e non verso sud – è circondata da un branco di lupi, guidati da Nymeria (si chiama come una delle Sand, perché è il nome di una leggendaria principessa). Arya le dice “That’s not you” (non sei tu) e le due se ne vanno ognuna per la sua strada. In un video ufficiale di analisi dell’episodio, David Benioff e Dan Weiss – i creatori della serie – hanno detto che è un altro riferimento alla prima stagione: al momento in cui Ned Stark descrive a sua figlia Arya un ipotetico futuro in cui lei si sposa e fa vita di corte, in un castello pieno di gente ben vestita. A quella descrizione Arya risponde dicendo: “That’s not me”.

A Euron piace il silenzio

È il cattivo più cattivo della stagione, almeno per ora. La settimana scorsa si era fatto notare per proporre il fratricidio a Cersei, con Jamie lì accanto a lei; in questa per il fare tamarro sorprende e assalta la flotta guidata dai nipoti Yara e Theon, uccide due Sand e ne prende due come regalo per Cersei. Ecco, nel caso in cui Cersei dovesse trovarsi con Ellaria Sand – che ha ucciso sua figlia Myrcella – e con la possibilità di torturarla “alla Ramsey Bolton”, Euron potrebbe non restare il più cattivo della stagione. Una cosa per chi non ha letto i libri: si vedono gli uomini di Euron tagliare la lingua di alcuni prigionieri. Non è una cosa fatta a caso. La sua nave si chiama Silenzio, ed è famoso per tagliare la lingua dei prigionieri che decidono di combattere per lui, così che non possano ribellarsi.

Quella scena di transizione

In questa settima stagione Sam si sta distinguendo per alcune azioni particolarmente disgustose: per esempio togliere le croste di Mormont per provare a guarirlo. Per passare da quella scena a quella successiva (Arya nella taverna in cui lavora Hot Pie) è stata scelta una transizione particolarmente efficace, a suo modo disgustosa. È stata molto apprezzata.

Il testo della lettera Jorah

Prima che Sam provasse a salvarlo, Jorah Mormont sembrava aver scelto di suicidarsi e di aver scritto una lettera di addio a Daenerys, la sua Khaleesi. Per fortuna che c’è internet, e che qualcuno ha fermato l’immagine nel momento giusto e ha trascritto il testo di quella lettera (almeno della parte leggibile):

Khaleesi,

Sono venuto alla Cittadella nella speranza che i maestri potessero curarmi, come mi ordinasti. Nonostante tutto il […] non potrò essere curato dalla mia malattia. Ho avuto una vita più lunga di quanto meritassi e mi spiace solo non poter vivere per vedere il mondo che costruirai, stando al tuo fianco. Ti ho amata dal primo momento che ti ho vista.

Jorah

Il trailer del terzo episodio

Jon Snow e Daenerys nella stessa stanza, forse.

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