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  • Italia
  • giovedì 13 luglio 2017

Quando Spatuzza parlò di via D’Amelio, e non successe niente per dieci anni

Il documento completo del "colloquio investigativo" del 1998 tra il collaboratore di giustizia e i magistrati Vigna e Grasso

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Grasso rinuncia a ottenere di più sulla Sardegna: Spatuzza spiega delle sue esigenze rispetto alla detenzione e poi racconta di come a Roma cercasse di individuare le famiglie dei pentiti che si erano trasferite lì.

SPATUZZA G.: ci hanno chiuso le finestre.

Proc. VIGNA: come?

SPATUZZA G.: ci hanno chiuso le finestre.

Proc. GRASSO: ci hanno messo l’aria condizionata.

SPATUZZA G.: ci hanno chiuso tutte le finestre.

Proc. VIGNA: sigillate?

SPATUZZA G.: no, col vetro.

Proc. GRASSO: vetro antiproiettile.

SPATUZZA G.: no, tutto messo a fasce.

Proc. GRASSO: e questo non vi fa parlare? Vi dà problemi.

SPATUZZA G.: certo, abbiamo fatto un po’ di sciopero.

Proc. GRASSO: vabbè, ora parliamo col Direttore.

Proc. VIGNA: allora, bisogna che lei faccia queste cose: decidere se fa questo passo; eh?

Proc. GRASSO: scusi, un’ultima cosa. Lei, nel 96 era a Roma?

SPATUZZA G. : 96?

Proc. GRASSO: 96, la sua presenza a Roma.

Proc. VIGNA: è quella dell’edicola.

Proc. GRASSO: eh. 96 o 97.

SPATUZZA G.: u fattu ehm. Io perché mi interessavo a Roma, perché era vicino a queste famiglie di pentiti. Quindi, tramite lui avevo questo. Siccome, per abitudine nostra, dovevamo comprare il Giornale di Sicilia, quante edicole a Roma? 4 o 5; io prendevo ogni mattina in una edicola e qualcuno lo dovevo beccare.

Proc. GRASSO: qualcuno che conosceva.

SPATUZZA G.: certo.

Proc. GRASSO: perché non è che conosceva tutti?

SPATUZZA G.: no, però qualcuno sicuramente cadeva.

Proc. GRASSO: perché lei sapeva che erano a Roma.

SPATUZZA G.: la maggior parte tutti a Roma.

Proc. GRASSO: quindi era questo il motivo. Poi c’è di mezzo che si mette in contatto con qualcuno per sostanze stupefacenti.

SPATUZZA G.: a gente vicino a questo GAROFALO.

Proc. GRASSO: lei è sicuro di questo? Oppure?

SPATUZZA G.: no, io ho detto: qui c’è da guadagnare qualche cosa.

Grasso riprova a ottenere di nuovo informazioni da Spatuzza su chi possa avere deciso l’arresto dei Graviano per interrompere la campagna di attentati, implicando che fosse qualcuno che ne era informato e precedentemente complice.

Proc. GRASSO: quindi, lei l’arresto di GRAVIANO lo ha visto come un blocco della strategia perché non c’è più bisogno di continuare. E se succedeva lo scoppio dei Carabinieri? Cioè lo scoppio della bomba.

SPATUZZA G.: ancora erano liberi.

Proc. GRASSO: ancora erano liberi e andavano. La prima settimana del 94.

Proc. VIGNA: si.

SPATUZZA G.: penso di si.

Proc. GRASSO: e quindi, secondo lei, questa strategia chi l’ha suggerita? Lei, poco fa, ha detto che qualcuno si è fatto sotto, dopo di che gli dice basta. Ecco, voglio dire, ecco la strumentalizzazione. Se è cosi è evidente la strumentalizzazione; cioè, io prima ti faccio andare avanti, ti faccio rischiare e ti faccio fare cose terribili per la nazione, dopo di che, quando non mi servi più ti blocco. Non so, capace che lo dovevano arrestare perché avevano messo in atto delle strategie; perché sostanzialmente i GRAVIANO sono a mettere in atto strategie. Quindi, sono gente che aveva rapporti contatti esclusivamente con i GRAVIANO.

SPATUZZA G.: certo.

Proc. GRASSO: perché se io so che facendo l’arresto dei GRAVIANO, la strategia blocca, so che è un contatto esclusivo. Chi era questo contatto esclusivo?

SPATUZZA G.: non ho la minima idea.

Proc. GRASSO: è come il lavoro al mare.

SPATUZZA G.: no.

Proc. GRASSO: sinceramente perché non c’è motivo, perché lei questa cosa è libero di non dire.

SPATUZZA G.: no.

Proc. GRASSO: nemmeno la può ipotizzare. Però i GRAVIANO. Scusi, se lei doveva urgentemente parlare con i GRAVIANO che si trovavano fuori sede, come faceva?

SPATUZZA G.: aspettavo.

Proc. GRASSO: aspettava? E se era una cosa urgente, è mai possibile che non li rintracciava, aveva un recapito? Un telefono?

SPATUZZA G.: aspettavo. Ci vediamo tra 15 giorni.

Proc. GRASSO: e dove? a Milano? A Palermo? a Forte dei Marmi? Ma a lei come lo rintracciavano?

SPATUZZA G.: no, io non dovevo prendere mai l’iniziativa, anche se sapevo dove potere trovare.

Proc. GRASSO: quindi, lei non doveva prendere l’iniziativa di rintracciarli, doveva aspettare, qualsiasi cosa succedeva. I GRAVIANO rintracciavano a lei.

SPATUZZA G.: se c’era qualche cosa lo devo decidere io.

Proc. GRASSO: se era una cosa, diciamo, del mandamento? Lo poteva decidere lei; se invece era qualche altra cosa?

SPATUZZA G.: aspettavo.

Proc. GRASSO: e i soldi come li facevano avere? Quelli che.

SPATUZZA G.: no, io non avevo.

Proc. GRASSO: chi li gestiva i soldi della cassa?

SPATUZZA G.: io gestione non ne avevo. Quando io avevo bisogno, li chiedevo e li avevo.

Proc. VIGNA: a chi?

SPATUZZA G.: a questo interessato per questi soldi.

Proc. GRASSO: perché GRAVIANO non c’era?

SPATUZZA G.: no. Però qualunque cifra che io avevo bisogno a livello personale.

Proc. GRASSO: mai una banca, sempre soldi in contanti? Perché voi vi spostavate in continente, dovevate affrontare delle spese.

SPATUZZA G.: soldi in contanti.

Proc. GRASSO: soldi contanti. Persone della famiglia di Brancaccio che vi davano questi soldi. Lei, naturalmente non vuole dire il nome. Sono arrestati? Sono liberi?

SPATUZZA G.: qualcuno è arrestato.

Proc. VIGNA: sarà il BASILE?

SPATUZZA G.: no, neanche li conosco questi.

Proc. GRASSO: senta, Giuseppe BASILE?

SPATUZZA G.: non lo conosco.

Proc. GRASSO: non lo conosce.

Vigna e Grasso provano con un altro tema, quello della fantomatica “Falange armata”, un nome che è stato usato nella storia d’Italia per moltissime rivendicazioni senza che si sia mai provata l’effettiva esistenza di un’organizzazione reale, e che era stato usato anche a proposito di alcuni degli attentati mafiosi.

Proc. VIGNA: si è mai pensato di, a parte queste lettere, di rivendicare questi fatti con una sigla? Allora si ricorda, non so se, veniva divulgato.

Proc. GRASSO: la falange armate.

Proc. VIGNA: ecco, che cosa è questa falange armata? L’avete mai trattata?

SPATUZZA G.: no, no.

Proc. GRASSO: ha sentito di questa?

SPATUZZAG.: si, si.

Proc. VIGNA: lei aveva saputo che MAZZEI aveva visto questa bomba vecchia a Firenze?

SPATUZZA G.: questa del processo?

Proc. VIGNA: no, prima.

SPATUZZA G.: no, no.

Proc. GRASSO: senta, che doveva avvenire un attentato nei miei confronti, lei lo aveva saputo?

SPATUZZA G.: no, per niente.

Proc. GRASSO: perché, dopo FALCONE e BORSELLINO.

SPATUZZA G.: no, no.

Proc. GRASSO: non lo aveva mai saputo?

SPATUZZA G.: no, no.

Proc. GRASSO: quindi è una cosa che a certi. Il rapporto con GRAVIANO con BRUSCA?

SPATUZZA G.: un po’ raffreddati.

Proc. GRASSO: anche dopo l’arresto di RIINA?

SPATUZZA G.: si, si.

Proc. GRASSO: e con BAGARELLA?

SPATUZZA G.: questi lo sa che strategia hanno usato sempre?

Proc. GRASSO: questi, dice i corleonesi.

SPATUZZA G.: di parlare con me e sparlare a loro.

Proc. GRASSO: parlare?

SPATUZZA G.: parlare con me e sparlare a loro. Parlo con lui e sparlo a lei.

Proc. VIGNA: ho capito.

SPATUZZA G.: penso di avere nei miei riguardi ehm ma quando io mi pighiu u me cori e tu dugnu nde manu e tu hai ipocrisia. E poi le cose si capiscono sempre tardi, pazienza.

Proc. GRASSO: quindi, BAGARELLA ha lo stesso modo.

SPATUZZA G.: ma tutti u fannu.

Proc. GRASSO: GRAVIANO però, nel momento in cui, potevano prendere iniziative senza avere un accordo di massima con BAGARELLA.

SPATUZZA G.: si, BAGARELLA solo era.

Proc. GRASSO: e GRAVIANO se fosse andata avanti sta cosa diventavano i padroni di Cosa Nostra.

SPATUZZA G.: ca certu.

Proc. GRASSO: era questo il loro l’obiettivo. Dico, loro avevano il rapporto, diciamo in un certo senso, squisito.

SPATUZZA G.: la potenza loro erano. Sti corleonesi a chi hanno avuto ora? Tutto quello che hanno fatto hanno avuto sempre bisogno della manovalanza, perché iddi non hanno avuto l’esercito.

Proc. GRASSO: quindi erano dei Re senza esercito.

SPATUZZA G.: senza esercito.

Proc. GRASSO: per contatti, i GRAVIANO; questi contatti erano personali dei GRAVIANO? Oppure, che so, passati ad altri.

SPATUZZA G.: so solo che RIINA una stima.

Proc. GRASSO: RIINA?

SPATUZZA G.: si.

Proc. GRASSO: quindi, i GRAVIANO per conto di RIINA?

SPATUZZA G.: so che li stimava tantissimo.

Proc. GRASSO: senta, quando nel 95, a lei lo fanno uomo d’onore, lei entra in qualche discorso con BRUSCA, DI TRAPANI, GUASTELLA.

SPATUZZA G.: si

Proc. GRASSO: si riprende il discorso.

SPATUZZA G.: si, si deve riprendere.

Proc. GRASSO: e perché? Lei qua partecipa alle riunioni, che Palermo presenta tutto il mandamento.

Spatuzza spiega che dal 1995 la risposta dei suoi nuovi boss agli arresti compiuti non fu più di attentati indiscriminati e bombe, ma di obiettivi singoli e fucili di precisione, e magistrati da uccidere. Perché “il popolo si era rivoltato” contro “queste cose che facevano del male alle persone”.

SPATUZZA G.: visto che avevamo subito tutti questi arresti, tutte queste persone, ehm si cerca di fare qualcosa contro lo Stato. Però l’obiettivo singolo.

Proc. GRASSO: uno. E chi era?

SPATUZZA G.: uno qualsiasi.

Proc. GRASSO: e chi doveva sparare? Sparare col fucile? Cosa Nostra mai ha usato questo.

SPATUZZA G.: e ora ehm.

Proc. GRASSO: quindi doveva essere singolo per una sola persona?

SPATUZZA G.: si, si.

Proc. GRASSO: in che cosa, Economia? Della Politica? Della.

SPATUZZA G.: obiettivi.

Proc. GRASSO: si, ma avete discusso di obiettivi veri?

SPATUZZA G.: obiettivi CASELLI e altri Procuratori.

Proc. GRASSO: per quanto riguarda il discorso che riguardava i figli, lei c’era alla proposta che aveva fatto GUASTELLA?

SPATUZZA G.: ma questa, che anno?

Proc. GRASSO: 95.

SPATUZZA G.: no, nel 95 GUASTELLA era già messo da parte.

Proc. GRASSO: c’era DI TRAPANI.

SPATUZZA G.: prima che DI TRAPANI era in galera.

Proc. GRASSO: era DI TRAPANI che aveva proposto questa cosa?

SPATUZZA G.: no, DI TRAPANI è in galera arrestato.

Proc. GRASSO: gestiva GUASTELLA quando DI TRAPANI viene arrestato? Zona San Lorenzo e Resuttano.

SPATUZZA G.: si.

Proc. GRASSO: questa cosa rientrava in una strategia, lei ha saputo?

SPATUZZA G.: no, no.

Proc. GRASSO: dai giornali. Ma faceva parte di quelle cose di cui, che qualcuno parlava anche di interrompere l’oleodotto che collegava o qualcosa del genere, lei non ha mai sentito?

SPATUZZA G.: no.

Proc. GRASSO: lei quando è stato fatto uomo d’onore?

SPATUZZA G.: 95.

Proc. VIGNA: settembre 95, dopo l’estate del 95.

Proc. GRASSO: già è cambiata la situazione politica, c’è stato un cambiamento.

SPATUZZA G.: ma noi di politica non.

Proc. GRASSO: non ne discutete. Dopo quando, da quando lei è stato fatto uomo d’onore, si incomincia a discutere di queste cose? Non so se sono chiaro.

SPATUZZA G.: dopo un quindici giorni.

Proc. GRASSO: quindi, fine 95.

SPATUZZA G.: si incomincia a discutere.

Proc. GRASSO: quindi, si discute di riprendere questa strategia.

Proc. VIGNA: obiettivi singoli.

Proc. GRASSO: obiettivi singoli. Ma si è parlato di mettere una macchina con bomba lì?

SPATUZZA G.: questi erano accantonate.

Proc. GRASSO: queste cose erano accantonate. Ma lei si era armato per sparare col fucile?

SPATUZZA G.: dovevano arrivare questi fucili.

Proc. GRASSO: dovevano arrivare?

SPATUZZA G.: si. lo non ne avevo

Proc. GRASSO: lei non aveva questi fucili di precisione.

SPATUZZA G.: avevo queste cose che mi potevo allenare.

Proc. GRASSO: il luogo, se già individuato, dove sparare con questo fucile?

SPATUZZA G.: no, ognuno cominciava a fare allenamento e poi quando era al cento per cento, e due e tre si faceva l’operazione.

Proc. GRASSO: per riprendere la strategia per l’attacco alle Istituzioni?

SPATUZZA G.: però con singola persona.

Proc. GRASSO: e come mai non l’autobomba?

SPATUZZA G.: a parte che, secondo me, non c’era più il canale con quei contatti che penso io; poi perché il popolo si ruppe, si è rivoltato contro queste cose che facevano un po’ del male alle persone.

Proc. GRASSO: innocenti.

SPATUZZA G.: innocenti.

Proc. GRASSO: quindi, significava colpire chi ritieni responsabile.

SPATUZZA G.: si, obiettivi.

Proc. GRASSO: obiettivi. Lei, quando allude a quella persona che pensa lei, che possono suggerire le autobombe, a chi sta?

Proc. VIGNA: che cosa.

Proc. GRASSO: per capirci di che cosa stiamo parlando.

SPATUZZA G.: certo che qualche mente c’era.

Proc. GRASSO: la va a collocare a?

SPATUZZA G.: a nessuno, perché quando io incomincia a interessarmi di queste cose, dopo queste stragi ho incominciato ad avvicinarmi un po’ alla politica, compravo Panorama, l’Espresso.

Proc. GRASSO: si, ma lei dice che a questi contatti non c’erano più con quelle persone che ottenevano suggerire l’uso della autobomba, giusto?

SPATUZZA G.: certo.

Proc. GRASSO: lei entra nella attività completa, e quindi per dire che non più, è dall’inizio che non c’erano perché ne parlavate, giusto?

SPATUZZA G.: certo.

Proc. GRASSO: sono apparati esterni a Cosa Nostra.

SPATUZZA G: io penso di si.

Proc. GRASSO: giusto?

SPATUZZA G: si.

Proc. GRASSO: esterni a Cosa Nostra che però potevano suggerire un certo tipo di attività sovversivo terroristico, qualcosa del genere. Questo intende dire?

SPATUZZA G: no, in questi incontri che abbiamo avuto abbiamo parlato esclusivamente di fare obiettivi singoli.

Proc. GRASSO: obiettivi singoli per evitare stragi di innocenti, in modi di non avere il ritorno negativo della Cosa Nostra in Sicilia, eccetera.

SPATUZZA G: si.

Proc. GRASSO: e fare qualche cosa che riprendesse, perché ormai non si da più come vantaggio, si doveva ottenere.

SPATUZZA G: certo.

Proc. GRASSO: e quindi all’agosto del 95.

Proc. VIGNA: ecco.

Proc. GRASSO: io penso che, se abbiamo qualche altra cosa?

Proc. VIGNA: vabbè. Sospendiamo l’interrogatorio e poi ritorna un attimino, mezzogiorno. Si accomodi.

Dopo una pausa Vigna e Grasso tornano a interrogare Spatuzza sui Graviano e sui loro soggiorni al nord. “Baiardo” è un ex consigliere comunale di Omegna che si occupò in modi e tempi mai chiariti esattamente di organizzare e gestire quei soggiorni in diversi luoghi dell’Italia centrosettentrionale. Spatuzza spiega come sarebbe andato l’arresto dei Graviano a gennaio 1994 (in una trattoria, grazie all’informazione che si trovavano lì), che a Grasso e Vigna interessa per capire se sia stato progettato o “occasionale”.

Allora, alle ore 12, vIene ripreso il colloquio investigativo con SPATUZZA Gaspare. Si era sospeso perché doveva essere interrogato dal magistrato. Prego. Allora, lei non ha mai conosciuto un certo BAIARDO? Uno che stava al nord.

SPATUZZA G: no. palermitano?

Proc. VIGNA: che aveva ospitato i GRAVIANO, questo risulta da accertamenti, perché anche lui aveva ospitato i GRAVIANO in una certa epoca.

SPATUZZA G: no.

Proc. GRASSO: feste di Natale, nel 93.

SPATUZZA G: no, quando loro si spostavano era difficile comunicare la dimora.

Proc. VIGNA: secondo lei, per quello che avrebbe saputo Cosa Nostra, avete fatto poi una piccola inchiesta. Com’è che si arriva all’arresto dei fratelli GRAVIANO?

SPATUZZA G: l’accertamento che ho fatto io dopo?

Proc. VIGNA: eh.

SPATUZZA G: c’è stato che certo Carmelo aveva una relazione con una ragazza.

Proc. GRASSO: questo Carmelo aveva una relazione con una ragazza.

SPATUZZA G: tra l’altro era sposato. Questa a sua volta aveva una relazione con un Carabiniere.

Proc. GRASSO: la ragazza.

SPATUZZA G: tramite queste confidenze hanno messo nelle tracce di SPATOLA Salvatore (interferenze impediscono l’ascolto della conversazione)

Proc. GRASSO: per potere continuare lei aveva bisogno di un altro po’ di tempo.

SPATUZZA G: certo.

Proc. GRASSO: sul tempo nessuno per fermarla o di proseguire, giusto?

SPATUZZA G: certo.

Proc. GRASSO: e poi l’arrestano.

SPATUZZA G: sì,

Proc. GRASSO: lei attribuisce a questo fatto della, quasi una interruzione di quella che doveva essere una strategia. Perché sia visto così, ci deve essere qualcuno che dice: fermiamo la strategia e fate sparire gli altri. Se invece avviene in maniera occasionale.

SPATUZZA G.: non penso.

Proc. GRASSO: non pensa, occasionale. Su che cosa basa queste, deve avere rapporti con qualcuno che lo. Questo aveva una ragazza; la ragazza aveva una relazione con un Carabiniere. Lui dice che la ragazza può avere assunto qualche informazione sui GRAVIANO, che va a finire nei Carabinieri. Seconda ipotesi: la cognata di SPATOLA Salvatore. Questo è quello che è riuscito ad accertare lei, però lei sta dicendo che come si muovevano i GRAVIANO non si potevano prendere.

SPATUZZA G: si.

Proc. GRASSO: ce lo fa capire?

SPATUZZA G: era un cervellone Giuseppe, è, non era. Di come si muoveva lui è difficilissimo prenderlo, che dubitava pure di me che io mica parlavo, perché siamo cresciuti assieme. Quindi, figuriamoci dagli altri.

Proc. GRASSO: lei si incontra con SPADARO e D’AGOSTINO.

SPATUZZA G: che devono andare a Milano.

Proc. GRASSO: gli devono portare dei soldi (interferenze impediscono l’ascolto della conversazione). Nella zona di Villabate, Bagheria si sa che queste zone qua sono sempre state.

Proc. VIGNA: e come mai è difficile prenderli, secondo lei?

SPATUZZAG: perché è vinnuto.

Proc. GRASSO: perché è venduto?

Proc. VIGNA: vorrei chiederle questo: quando, per fortuna va male questa storia dell’Olimpico, lei incontra i GRAVIANO?

SPATUZZA G.: no.

Proc. VIGNA: non li incontra. Loro sapevano che dovevano venire in un certo giorno, il giorno era messo alla determinazione sua? Questo non c’è dubbio.

Proc. GRASSO: di altri contatti che ci possono essere con altre persone? Cioè, sta riprendendo il vecchio rapporto che c’era tra Cosa Nostra, lei vuole dire, e alcuni rappresentanti di Istituzioni, come per esempio il maresciallo dei Carabinieri.

SPATUZZA G: può darsi che ehm.

Proc. GRASSO: quindi lei dice che dentro ci sono quelli vecchi ed è possibile che sono messi in atto dai vecchi, lei allude a PROVENZANO.

SPATUZZA G: si, SPERA.

Proc. GRASSO: SPERA, lo stesso.

SPATUZZA G: e poi qualche altro che.

Proc. GRASSO: per prendere SPERA cosa bisogna fare?

SPATUZZA G: il discorso che faccio io non è niente di sicuro. Ci basta pensare.

Proc. GRASSO: sono sue deduzioni. Lei ritiene che se lo Stato vuole arrestare qualcuno ci riesce?

SPATUZZA G: allo Stato ci interessa la pace.

Proc. GRASSO: la pace. E chi la può garantire questa? PROVENZANO?

SPATUZZA G: ehm.

Proc. GRASSO: però, nonostante la pace c’era VITALE che tanta pace non metteva. L’arresto di VITALE è pure per?

SPATUZZA G: cioè, seguire a fimmina. Io sono un ragazzo e quindi penso negli anni e speriamo anche per poi che potete onestamente.

Grasso e Vigna chiedono consigli a Spatuzza per ottenere eventualmente la collaborazione con la giustizia dei fratelli Graviano, spiegando che senza maggiori informazioni non possono sostenere le ipotesi investigative: ancora non abbiamo certezze sulla strage di Portella della Ginestra del 1947, dice Grasso per tornare a temi familiari, siciliani; Spatuzza gli ricorda che non le abbiamo neanche sulla strage di Piazza Fontana a Milano del 1969.

Proc. GRASSO: capire. Ma se non ci aiuta nessuno è difficile potere capire queste cose. Se chi sa, anche piccole che possono aiutare le indagini e non ci aiuta, e difficile che i vecchi misteri, che ancora discutiamo di GIULIANO.

SPATUZZA G: di Piazza Fontana.

Proc. GRASSO: di Piazza Fontana. Discutiamo di Portella della Ginestra. Ancora non sono chiarite e quindi se non c’è un aiuto dall’interno mi pare difficile. Noi abbiamo testi, ma per chiarire le cose come stanno senza nessuna tesi precostituita, però.

SPATUZZA G: ho fatto la domandina per avere la residenza qua.

Proc. GRASSO: perché ormai lei è stato assegnato qua. Lei ai processi ci va?

SPATUZZA G: non.

Proc. VIGNA: come si fa a fare un discorso con i GRAVIANO, si deve parlare tutti e tre insieme. Gli da retta lei ai GRAVIANO?

SPATUZZA G: no.

Proc. VIGNA: no?

SPATUZZA G: pensavo che andavo a finire a Spoleto, quando abbiamo avuto il trasferimento. Perché la maggior parte sono là.

Proc. GRASSO: per convincere i GRAVIANO a venire dalla nostra parte, secondo lei non c’è mezzo?

SPATUZZA G.: dru, il problema è il carcere.

Proc. GRASSO: e non c’è anche lei in carcere, uno fa un figlio per poi non vederlo.

SPATUZZA G: purtroppo sono scelte e dobbiamo pagare le conseguenze.

Proc. GRASSO: quindi, ritornando all’arresto dei GRAVIANO, lei crede a questo fatto che sono persone assolutamente non all’altezza di poter essere i GRAVIANO. Lo vede come un fatto sintomatico che chi doveva arrestare, aveva le informazioni o lo fa arrestare ad altri?

SPATUZZA G: infatti.

Proc. GRASSO: sarebbe interessante sapere a chi ha telefonato la cognata di SPATARO Salvatore. Cioè, a chi ha telefonato, con chi ha avuto il contatto? Perché se ha telefonato ai Carabinieri, il discorso.

SPATUZZA G: io penso se la seconda ipotesi che faccio io è la telefonata, io con tutti che so ehm il 113, deve contattare e il primo impatto qual è? Il 113, quindi già è da discutere anche questo.

Proc. GRASSO: vabbè, se qualcuno l’aveva contattata prima e poi dice: ti faccio sapere.

SPATUZZA G: può essere pure.

Proc. GRASSO: c’era qualcuno che aveva rapporti con questi Carabinieri? Magari per altre cose, faceva l’informatore?

SPATUZZA G.: no.

Proc. GRASSO: chi lo sapeva che SPATARO doveva incontrare i GRAVIANO?

SPATUZZA G: nessuno, neanche io.

Proc. GRASSO: neanche lei. D’AGOSTINO, si.

SPATUZZA G: no, neanche lui.

Proc. GRASSO: SPATARO lo sapeva.

SPATUZZA G: no, tra SPATARO e.

Proc. GRASSO: quindi che GRAVIANO è stato ospitato in casa di D’AGOSTINO, lei lo sapeva?

SPATUZZA G: no, mai.

Proc. GRASSO: mai. Quindi, nell’ambiente per SPATARO che doveva andare a Milano, lo sa? E allora, scusi, la cognata come fa a telefonare?

SPATUZZA G: perché fra loro parlavano.

Proc. GRASSO: e quindi SPATARO lo sa.

SPATUZZA G: si che lo sa

Proc. GRASSO: se lo sa la cognata

SPATUZZA G: SPATARO lo sa, ma non lo viene a dire a mia.

Proc. GRASSO: non viene a raccontarlo a lei.

Proc. VIGNA: il verbale lei lo firma?

SPATUZZA G: non lo firmo.

Proc. VIGNA: non lo firma.

Proc. GRASSO: si prende atto della volontà di non sottoscrivere il verbale.

Proc. VIGNA: per il verbale riassuntivo. Allora, sono 12 e 45, SPATUZZA rifletta a quello che si è detto, va bene?

SPATUZZA G: va bene.

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