Spotify sta inserendo canzoni “sponsorizzate” nelle playlist

Basate sui gusti dell'utente, e soltanto per quelli che non pagano un abbonamento

(Jason Davis/Getty Images)
(Jason Davis/Getty Images)

Spotify, uno dei servizi più diffusi per ascoltare musica in streaming, sta sperimentando un meccanismo per inserire delle canzoni “sponsorizzate” – cioè scelte da Spotify e non dall’utente – nelle playlist personali dei propri utenti. Un rappresentante di Spotify l’ha confermato di recente a BBC News. Gli utenti interessati saranno quelli che usano Spotify senza pagare un abbonamento, e che già ascoltano la musica in mezzo a diverse interruzioni pubblicitarie. Le canzoni sponsorizzate vengono scelte da Spotify in base agli ascolti precedenti di ciascun utente, come già funziona per le playlist generate automaticamente dall’applicazione, e sono quindi pensate per soddisfarne i gusti. Non è chiaro se la sperimentazione riguardi solamente alcuni paesi al mondo o tutti quelli in cui è disponibile Spotify.

Qualcuno ha già scoperto che l’opzione si può disattivare: è sufficiente togliere la spunta all’opzione “mostra canzoni sponsorizzate” nelle Opzioni di visualizzazioni delle preferenze dell’applicazione.

https://twitter.com/chrismessina/status/876512982850691072

BBC News ha ipotizzato che l’inserimento di canzoni sponsorizzate nelle playlist sia un modo per provare a ottenere più soldi dalle case discografiche, sempre interessate a nuovi modi per far conoscere la musica dei propri artisti. Nonostante abbia circa 140 milioni di utenti in tutto il mondo – di cui 50 milioni hanno sottoscritto un abbonamento – Spotify è infatti ancora in perdita: nel 2016 ha avuto entrate per 2,9 miliardi di euro, eppure ha registrato perdite per 539 milioni. Lo strumento delle playlist è ormai il mezzo più proficuo ed efficace per i servizi di streaming per guadagnare: sono fondamentali anche per gli artisti, che in certi casi possono raggiungere la notorietà internazionale finendo in quelle giuste, e dietro ai meccanismi con cui vengono studiate c’è tutto un mondo.