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  • lunedì 19 giugno 2017

L’attacco fuori dalla moschea di Londra

Una persona è stata uccisa, investita da un furgone e altre nove sono rimaste ferite: l'autista è stato arrestato con l'accusa di terrorismo

Agenti vicino al furgone, probabilmente utilizzato nell'attacco a Londra (Carl Court/Getty Images)

A Londra poco dopo la mezzanotte di lunedì (in Italia era l’una), un furgone ha investito i pedoni vicino alla moschea di Finsbury Park, nel nord della città. Un uomo è stato ucciso, nove persone sono state ferite e portate in ospedale, mentre altri due feriti lievi sono stati curati sul posto. L’uomo che era alla guida del furgone ha 48 anni ed è stato arrestato con l’accusa di terrorismo.

Le prime chiamate al numero di emergenza della polizia sono arrivate alle 00:21 (l’1:21 in Italia). Nel giro di pochi minuti sono intervenuti alcuni agenti che erano già in zona, seguiti da altri poliziotti che hanno messo in sicurezza l’area. La persona uccisa nell’attacco era musulmana, così come i feriti, ed era appena uscita dalla moschea. L’assalitore è stato immediatamente bloccato dalle persone sul posto, in attesa che arrivasse la polizia; poi è stato arrestato e portato in ospedale per alcuni accertamenti.

In una breve conferenza stampa tenuta questa mattina, Neil Basu, vice-commissario della polizia di Londra, ha detto che quello che è successo è trattato dalle autorità come un “attentato terroristico” e che le indagini sono state affidate al Counter Terrorism Command.

Il ministro per la Sicurezza britannico, Ben Wallace, ha detto che l’uomo arrestato non era noto all’intelligence britannica. Secondo i media locali, l’autore dell’attacco è Darren Osborne, un uomo di 47 anni residente a Cardiff, nel Galles (l’unico comunicato ufficiale della polizia al riguardo non cita il nome e parla di 48 anni). Osborne si era da poco separato dalla moglie e i loro rapporti erano piuttosto conflittuali, stando alle testimonianze dei vicini. Urlava spesso contro la moglie e contro i vicini e aveva un comportamento aggressivo. Domenica era apparso tranquillo intorno a casa sua, hanno detto i vicini. La sorella di Osborne, Nicola, ha detto di essere “molto dispiaciuta per quanto accaduto” parlando brevemente con i giornalisti, e annunciando che per ora la famiglia non intende lasciare altre dichiarazioni. Finora la polizia non ha rilasciato dettagli sull’autore dell’attacco.

In un video diffuso sui social network, si vede un uomo trattenuto contro un furgone, probabilmente l’autore dell’attacco. Attorno a lui ci sono alcuni membri della comunità musulmana che invitano a non fargli del male e ad attendere l’arrivo della polizia.

L’incidente è avvenuto ad alcune centinaia di metri di distanza dalla moschea, nelle vicinanze della Muslim Walfare House, un centro per la comunità musulmana che questa mattina ha diffuso un comunicato invitando alla calma: «Abbiamo lavorato duramente per decenni per costruire una comunità pacifica e tollerante a Finsbury Park e condanniamo fermamente qualsiasi atto d’odio».

La prima ministra Theresa May ha espresso vicinanza per le persone ferite e ha ringraziato i responsabili dei soccorsi, che sono arrivati sul posto pochi minuti dopo l’incidente. Ha inoltre ricordato che “il terrorismo si manifesta in forme diverse” e che per questo occorre restare vigili. Le misure di sicurezza intorno alle moschee del Regno Unito sono state aumentate e il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha annunciato questa mattina che la presenza di agenti di polizia sarà rafforzata in buona parte della città.

La notizia che dopo l’incidente ci fosse stato un attacco con coltelli, simile a quello avvenuto sul London Bridge a inizio giugno, è stata invece smentita dalla polizia questa mattina.

Finsbury Park è un quartiere multietnico a pochi chilometri a nord dal centro di Londra. È abitato da persone di ogni estrazione sociale ed è conosciuto, tra le altre cose, per la presenza dell’Emirates Stadium, lo stadio dell’Arsenal, una delle squadre di calcio più famose di Londra. La moschea è a una decina di minuti a piedi dallo stadio e molti tifosi ci passano davanti ogni volta che c’è una partita. Negli anni Novanta la moschea di Finsbury Park fu oggetto di alcune indagini per la presenza dell’imam Abu Hamza al Masri, ora in prigione negli Stati Uniti per terrorismo. Da allora le cose sono cambiate, e i suoi responsabili si sono dati molto da fare per tenere lontani gli estremisti.

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