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  • domenica 18 giugno 2017

L’attentato jihadista in un resort in Mali

Un gruppo di uomini armati ha preso più di 30 ostaggi a est della capitale Bamako prima di essere fermato dalle forze di sicurezza: ci sono almeno cinque morti

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In Mali, domenica 18 giugno, alcuni uomini armati hanno attaccato il resort Le Campement Kangaba, a Dougourakoro, a est della capitale Bamako e molto popolare tra i turisti stranieri, prendendo in ostaggio più di 30 persone prima di essere fermati dalle forze di sicurezza. Almeno cinque persone – tra le quali un soldato e un cittadino franco-gabonese – sono state uccise nell’attacco, che si è concluso anche con la morte di quattro degli assalitori; 14 persone – sia maliane che straniere – sono rimaste ferite. Lunedì Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, ha detto che due membri della UE sono stati uccisi nell’attacco.

Durante l’attacco sono intervenuti sia i soldati del Mali che le forze anti-terrorismo francesi in missione nel paese. Il governo del Mali ha parlato di attacco jihadista.

Il governo del Mali ha detto che uno dei terroristi è riuscito a scappare dopo essere stato ferito: sembra che abbia lasciato dietro di sé una mitragliatrice e delle bottiglie piene di una sostanza esplosiva (non si hanno più dettagli al riguardo). Un portavoce del ministero della Sicurezza maliano ha detto a Reuters che 36 ospiti del resort sono stati liberati dalle forze di sicurezza dopo che erano stati presi in ostaggio dagli assalitori.

In Mali si combatte da diversi anni una guerra contro alcuni gruppi jihadisti. Nel novembre 2015, pochi giorni dopo gli attentati di Parigi, alcuni uomini armati presero in ostaggio i clienti e il personale dell’hotel di lusso Radisson Blu, a Bamako: nell’attacco furono uccise 20 persone, tra cui 14 stranieri. L’attentato fu poi rivendicato da AQIM, la divisione di al Qaida nel Maghreb. Da allora in Mali continua a esserci lo stato di emergenza.

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